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Gundam Thunderbolt e gli stereotipi femminili, finalmente una svolta?

Gundam Thunderolt rompe una regola fin troppo abusata nel mondo di Gundam. E ci piace!

Lo scorso 28 Aprile ha fatto il suo debutto in Giappone il secondo episodio della seconda stagione di Gundam Thunderbolt, e con esso abbiamo  avuto modo di approfondire il personaggio di Bianca Carlyle, una new entry assai interessante di questa seconda stagione che ha saputo attirare, già dal primo episodio, l’attenzione su di se.

Nella mia recensione del secondo episodio ho già avuto modo di trattare il personaggio, ma qualcosa mi diceva che forse era giusto riparlarne più approfonditamente con uno speciale.

Molti, anzi, un buon 95% dei prodotti legati all’universo di Gundam hanno sempre trasformato la donna nel classico personaggio di supporto per il protagonista, fatto di frasi stereotipate e cliché di ogni genere. La frase forse più tipica e abusata è “Sono un soldato non trattatemi come una ragazza”. Quante volte l’abbiamo sentita?

Se l’opera di Yasuo Ohtagaki aveva già cercato di sovvertire lo stereotipo del protagonista che a bordo del Gundam sconfigge tutti, proprio come il manga l’adattamento animato cerca di abbattere anche questa regola della “donna soldato” proponendo probabilmente una delle figure femminili più complesse e affascinanti che si siano viste negli ultimi anni in un prodotto gundamico.

Iniziamo dalle basi…

Bianca è una ragazza che si diverte, è bella, è energetica, ed è una grande appassionata di Jazz.

Però ha una strana abitudine, ama tatuarsi su ogni spazio del suo corpo  gli emblemi delle varie campagna militari a cui ha prestato servizio.

I più attenti non potranno fare a meno di notare alcune operazioni importanti come la Star One, dove la Federazione Terrestre attaccò in massa Zeon; e soprattutto la Chenbro, ovvero la battaglia per ottenere il controllo dell’ultima roccaforte di Zeon, Solomon.

Si tratta di un dettaglio apparentemente messo sullo sfondo, ma centrale nel delineare la personalità di una ragazza che ha trascorso la sua giovane carriera militare in alcuni dei momenti più importanti nella storia della Guerra di un Anno.

La sua passione verso la musica Jazz e quel suo carattere allegro servono ovviamente all’autore per creare un nuovo interesse amoroso per il protagonista Io Fleming

ma è proprio quando Bianca sale a bordo del suo imponente GM Aqua che scopriamo quanto la lunga Guerra di un Anno l’abbia segnata.

Lei non uccide per vendetta o per difendere qualcuno, non ha degli ideali ambiziosi, è un soldato come tanti altri che preme il grilletto contro un nemico della fazione opposta, e ciò si evince molto bene quando è disposta a sparare il un pilota di Zeon in fuga dal proprio MS.

Di tutte le donne conosciute in questi ultimi 35 anni e passa di Gundam molte figure femminili finivano per essere dei supporter marginali, sempre resi inferiori al protagonista, spesso risultando anche irritanti (Fa vi dice nulla?). Bianca è l’eccezione alla regola, non vuole eguagliare Io e tanto meno avere un ruolo di supporto (o essere la voce della regione) nei suoi confronti.

E’ un soldato come tanti altri che ama fare amicizia con i propri commilitoni, e se possibile condividere anche una passione con loro (il Jazz).

Gundam Thunderbolt è un racconto realistico, è una visione ancora più reale dell’universo di Gundam ideato da Tomino. E questa eguaglianza dei due sessi è assolutamente coerente con le atmosfere belliche imbastite dal buon Ohtagaki nella sua opera, e di conseguenza anche nell’adattamento animato.



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