Abbiamo l’onore di presentarvi una bella, ma sopratutto interessante intervista ad uno dei doppiatori che non ha bisogno di troppa pubblicità, Ivo De Palma. E per i pochissimi che talvolta non conoscono i nomi dietro cui si nascondono voci calde, trascinanti, potenti di un personaggio, basterà in questo caso citarne solo alcuni:  Pegasus ( I Cavalieri dello Zodiaco ),  Mirko ( Kiss me Licia ), Toki ( Ken il Guerriero la leggenda di Raul ).

-1 Ci racconta la sua prima volta in sala di registrazione? Cosa ha doppiato? Ma sopratutto da quali esperienze veniva prima del doppiaggio?

La mia prima volta in sala di registrazione è davvero molto lontana nel tempo. Ho un’impressione generale di quei primi tempi. Provenivo dalle radio locali della mia città, quindi in qualche modo l’universo voce mi era già entrato nel sangue. Ma un conto era l’animazione radiofonica, centrata sulla simpatia a tutti i costi, in cui la voce è utilizzata essenzialmente come strumento di marketing e di promozione di un prodotto (presentare una saponetta, un ospite in studio, un disco nuovo o il programma successivo al tuo alla fine sono la stessa identica cosa). Tutto un altro sentir provenire, colorite, belle e possenti, le voci dei colleghi più esperti al servizio di tutte le possibili sfumature espressive di un essere umano. Ne fui letteralmente rapito, così come in precedenza gli approfondimenti di recitazione mi avevano conquistato, sottraendomi a poco a poco dalla radiofonia.

Era ancora il periodo in cui, sulla piazza di Milano, ti poteva capitare di avere accanto, in sala, colleghi che poi la sera provavano con Strehler. La circostanza fu determinante per indurre me, e chi all’epoca cominciava con me, ad un approccio al microfono innanzitutto attorale, il che è indispensabile per crescere professionalmente con il bagaglio espressivo più ricco possibile. Fermo restando, naturalmente, che “ars longa, vita brevis”, e che pertanto l’umiltà resta lo strumento essenziale che aiuta il principiante a imparare, e il professionista navigato a continuare a imparare, e soprattutto a non annoiarsi dopo quasi 30 anni, come nel mio caso.

-2 Oggi, quanto tempo la impegna il lavoro in questo mondo che, molti ritengono affascinante oltre che faticoso?

Sono in sala molto meno che in passato. Ognuno di noi ha i propri “anni ruggenti” e i miei sono stati essenzialmente gli anni ’80 e ’90. Ora, sono considerato, se va bene, un’ex voce giovane, quindi è ovvio che su una piazza come Milano, centrata sui cartoni animati e i prodotti per l’home video o la tv, nei quali i protagonisti hanno mediamente tra i 15 e 25 anni, sono altri i colleghi che hanno il mercato in mano. Comunque, tra le prestazioni vocali nei vari studi e nel mio, cioè Filmdubsters, gli impegni come dialoghista e i corsi di doppiaggio, ho ancora giornate piuttosto piene.

-3 Quali sono gli hobby di Ivo De Palma fuori dalla sala di registrazione?

Vi sono alcuni hobby virtuali, nel senso che potrei dedicarmici di più se avessi più tempo, o se decidessi di ritagliarmelo. Andare a teatro più spesso, per esempio, anche se alla fine è qualcosa di comunque inerente al mio lavoro. Il montaggio video è un altro mio grosso interesse attuale. Per il resto, il tempo libero cerco di passarlo con i miei figli.

-4 Un doppiatore riesce a seguire un film, un telefilm o un cartone animato godendosi semplicemente la visione, oppure cade inevitabilmente nell’analisi del doppiaggio per deformazione professionale?

A me succede spesso. Per questo nel tempo libero preferisco andare a teatro che al cinema.

in questa foto Ivo De Palma è seduto accanto alla doppiatrice Emanuela Pacotto durante il Cavacon ’10

-5 La sua esperienza da doppiatore l’ ha visto all’opera spesso anche come direttore del doppiaggio. In quei casi si è sempre liberi di scegliere il gruppo di lavoro oppure capita che, registi o produzioni dìano direttive sulla scelta delle voci?

E l’una e l’altra cosa. In genere il cliente chiede di scegliere le voci dei protagonisti, e il direttore propone una rosa di possibili nomi, sottoposti a relativo provino. Ma ai miei esordi non era così. E meno male, così potei ottenere certi grossi ruoli (Mirko, Pegasus, Robin Hood, Mahoney, Frank Cooper e vari altri) senza passare attraverso la forca caudina del provino.

-6 Puoi svelarci i progetti a cui stai lavorando o al quale lavorerai nell’immediato futuro?

Per ora, come ho detto prima, sono molto impegnato nel mio studio. Corsi, audioguide e altre lavorazioni audio.

in questa foto il doppiatore Ivo De Palma è insieme Giorgio Vanni autore e cantante di molte della Mediaset

-7 Cosa si dovrebbe eliminare dalla TV al giorno d’oggi?

Innanzitutto la TV. Nel senso di vederla molto meno. Poi, la politica, nel senso di far lavorare chi è bravo, e non chi è schierato. Duole dirlo, ma nella TV democristiana era così. Lavorava chi aveva le qualità per farlo e qualcosa di interessante da dire, sia nei contenuti che nell’approccio agli argomenti. Quindi lavorava anche, che so, un Pasolini. Ed eticamente era molto meglio.

Queste sono tre domande poste da alcuni lettori di cartoonMag:

domanda posta dal lettore Marco Liberato
-8 Ciao Ivo sono un tuo grande fan e amo il mondo dei doppiaggio, vorrei un consiglio su come entrare a farne parte. Esiste una scuola adatta allo scopo?

Peccherei di… “conflitto di interessi” se ti consigliassi la mia, quindi me ne astengo.

Per il resto, come ho avuto modo di dire in altra recente intervista, nell’ordine, e senza saltare alcun passaggio:

- motivazione

- preparazione tecnica e artistica (con particolare attenzione all’uso della voce)

- corso di doppiaggio (i colleghi che dicono che non serve lo fanno perché non ne tengono loro in prima persona… in realtà, aiuta enormemente – purché tenuto da professionisti riconosciuti – a mettersi nelle condizioni per agevolare i passaggi successivi)

- per onestà con se stessi, scadenze precise entro le quali aver combinato qualcosa per entrare in questo mercato.

- all’interno della scadenza, non pensare ad altro. Essere buoni agenti di se stessi. Farsi vedere spesso, assistere a molti turni, dimostrare umiltà e interesse, ma anche una certa personalità.

- avere, pertanto, molto tempo a disposizione. Chi è lì lì per laurearsi, per partire in viaggio di nozze, per partorire, o per intraprendere altre esperienze impegnative (stage di studio o lavoro in Italia o all’estero, stagioni o crociere come animatore turistico, tournèe teatrali, ciclo di esami universitari ravvicinati), rinvii l’approccio al doppiaggio a quando potrà maggiormente dedicarvisi.

domanda posta dal lettore Silvio Concilio
-9 Ciao Ivo sono tuo fan e credo che la tua voce sia inimitabile. Puoi togliermi una curiosità? Anni fa lessi su una rivista che in realtà non apprezzavi molto il mondo degli anime e che si trattava in quel caso solo di lavoro. Se la notizia è vera, in tutti questi anni hai avuto modo di cambiare idea su alcune opere giapponesi?

Confermo il fatto che la mia grossa passione è innanzitutto il mio lavoro, indipendentemente dal repertorio. Ma riconosco il fatto che le maggiori soddisfazioni, non essendomi inserito nel doppiaggio cinematografico per motivi di piazza diversa, sono arrivate proprio dal cartone giapponese, che ho imparato nel frattempo se non ad amare alla follia, quantomeno, artisticamente, a rispettare.



domanda posta dalla lettrice Laura Di Palma
-10 Fra i tantissimi personaggi doppiati c’è ne uno che ti è rimasto impresso in modo particolare?

Pegasus a parte, che è un capitolo a sé, ricordo alcune cose più recenti, che non essendo passate in televisione (o soltanto sulle satellitari) sono meno note al grande pubblico: tra queste il dottor Muraki in Eredi del Buio, Jotaro Kujo in Le Bizzarre Avventure di Jojo, il Conte di Cagliostro nel film di Lupin III, Fuma Mono in X (serie e OAV), Suitengu in Speedgrapher, e il mio preferito in assoluto, cioè Kanbei Shimada in Samurai 7.

So che il grande pubblico mi ricorda invece per cose un po’ più antiche, tipo Kratos o Devilman. Cose cui ripenso con piacere, ma ormai molto lontane nel tempo, quindi un po’ sopite nel mio ricordo emotivo.

domanda posta dalla lettrice Francesca De Fusco
11- Visto che hai avuto a che fare sia con cartoni storici degli anni ’80 sia con anime più recenti come Chevalier d’Eon ad esempio, trovi che il tempo abbia inciso sulla qualità dell’animazione? A livello di dialoghi di doppiaggio, di trama o anche di disegni”
.

La produzione che hai citato mi piace molto, e in genere un po’ tutte le recenti produzioni giapponesi che arrivano dagli studi più raffinati dal punto di vista grafico. Detesto invece tutti i nuovi cartoncini in grafica vettoriale!! Dopodiché, se mi chiamano a lavorarci non è un problema, naturalmente!! :) ))

intervista di Angelo Di Pino



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