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Il sito riporta l’ al mangaka Hideyuki Kikuchi, autore di “Vampire Hunter D“, in attesa del 4 volume della serie.
Di seguito riportiamo uno stralcio dell’intervista che potrete leggere completamente sul sito J-Pop:

INTERVISTA CON HIDEYUKI KIKUCHI!

Sei acclamato come grande autore horror tra i tuoi connazionali giapponesi e paragonato a Lovecraft e Stephen King negli Stati Uniti. Le tue storie sono tradotte in tutto il mondo e l’elenco delle tue serie di successo è sbalorditivo: Vampire Hunter D, Wicked City, Demon City Shinjuku, Wind Called Amnesia, Treasure Hunter, Taimashin, Yashakiden. In quale momento della tua vita hai incominciato a scrivere e quando ti sei reso conto che era diventata la tua professione?

Iniziai a scrivere le prime storielle e romanzi quando avevo 10 anni, il mio primissimo “lavoro” si intitolava The Colt Pistol of Good and Evil,un western! Successivamente provai a scrivere alcuni romanzi brevi, ma non avrei mai pensato che sarebbe stato il mio mestiere! Il mio sogno era diventare un disegnatore di manga, la cartoleria locale un giorno annunciò di non avere più carta da perché tutto il materiale era stato comprato dal ragazzo dei Kikuchi. Questo fa capire quanto disperatamente mi impegnassi! In ogni caso, imitavo soltanto le orme dei grandi maestri, senza creare storie, senza originalità. Infatti, non funzionò. Anche i miei disegni non erano affatto eccezionali. Credo di essere diventato uno “scrittore professionista” quando pubblicai per la prima volta un mio lavoro, Demon City Shinjuku. Solitamente in Giappone gli autori arrivano nelle librerie con storie lunghe dopo una gavetta di racconti brevi e pezzi per le riviste, al contrario io sono riuscito a debuttare da subito con un romanzo lungo (di oltre 400 pagine), per non parlare dei dieci libri che ne sono seguiti, altrettanto lunghi! Questo significava che le persone iniziavano a nutrire interesse per il mio lavoro, un grande aiuto anche per le mie finanze!

Il titolo che tutti conoscono: Vampire Hunter D. Hai scritto più di venti storie sul famoso mezzosangue, con oltre dieci volumi tradotti in inglese e un mercato in continua espansione. Questo personaggio ti ha accompagnato lungo tutta la tua carriera, è stato divertente avere D come collega in questi vent’anni? Sicuramente sai tutto su di lui, quindi come lo descriveresti a chi non lo avesse ancora “conosciuto”? C’è qualcosa di lui che ti sorprende ancora?

D è diventato una sorta di mio alter ego, perché è molto diverso da come io vedo me stesso, per cui tendo a dimenticarmelo nei momenti in cui non sto lavorando a una sua storia. Che cosa mi è piaciuto di lui? Be’, mi ha permesso di raggiungere fama in tutto il mondo (ride). In più, grazie a lui ho conquistato un pubblico prevalentemente femminile. (ride)

l’intervista prosegue a questo link