“Holly e Benji” – Operazione Nostalgia
Per l’Italia, nazione amante del calcio, l’arrivo del cartone animato Holly e Benji, Captain Tsubasa, fu una manna dal cielo. Poco importan quanto di vero ci fosse in quest’anime, la vena di fantascienza mista alle avventure calcistiche dei due protagonisti riscosse un enorme successo, diventando un mito di una generazioni di adolescenti che negli anni ’80 passava interi pomeriggi attaccata alla tv.
Benjamin Price, Tom Becker, Mark Lenders, Philip Callaghan sono solo alcuni dei nomi che divennero vere e proprie icone da imitare nei campi da calcetto del parco dietro casa. Questo anime-mito vide un grande coinvolgimento di pubblico grazie alle rovesciate spettacolari, catapulte infernali, tiri della tigre e big match storici che duravano giorni. I 90 minuti di una reale partita di calcio si evolvevano per giorni tra corse infinite e continui flashback, divenendo scontri epici. Mitico il telecronista, come dimenticarlo, che si rivolgeva all’intero Giappone, anche se aconfrontarsi erano per lo più squadre di ragazzi del liceo. Un anime che trasudava emozioni a non finire, andato in onda a cavallo fra gli anni 80 e 90, con sigle differenti e diversi doppiaggi. A seguire numerose le serie calcistiche che hanno in qualche modo tentato di imitare il mito di Holly e Benji ma la magia di questa serie non si può riprodurre.
Questo spokon manga giapponese sul calcio, ideato come fumetto da Yoichi Takahashi nel 1981,venne pubblicata sulla rivista Shōnen Jump. L’episodio pilota o Capitolo 0 narra della storia di un ragazzino, Tsubasa Taro, che aspira a vincere il campionato studentesco. In Italia la prima serie del manga è stata pubblicata dalla Star Comics, inizialmente su Express (dove però veniva pubblicato a ritmi molto lenti) poi, dal febbraio 2000 al febbraio 2003, su Techno.
CURIOSITA’:
Capitan Tsubasa ha contribuito a diffondere il calcio in Giappone e molti ritengono che sia stato uno dei fattori che hanno contribuito al miglioramento di prestazioni della nazionale nipponica che nel 1998 si è qualificata per la prima volta ai mondiali e nel 2002 è riuscita persino a raggiungere gli ottavi di finale.












