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Alien – Covenant: Recensione

Alien – Covenant arriva al cinema, e Ridley Scott cerca di rinnovare la sua creatura. Ecco la nostra recensione

  • Data di uscita: 11 Maggio 2017
  • Titolo originale: Alien – Covenant
  • Paese: USA
  • Genere: Fantascienza, horror, azione
  • Regia: Ridley Scott
  • Sceneggiatura: John Logan, Dante Harper
  • Produzione: Brandywine Productions, Scott Free Productions
  • Distribuzione: 20th Century Fox
  • Durata: 122 min.

Chi siamo noi? Chi sono i nostri creatori? E’ questa la domanda che da secoli assilla il genere umano, ed è questo il tema principale della nuova saga prequel di Alien creata dal suo papà Ridley Scott.

Attraverso una sequenza d’apertura con Michael Fassbender fatta di dialoghi e grandi interpretazioni, un filmmaker ormai prossimo agli 80 anni rispolvera il suo iconografico mostro per portare al cinema una grande rivisitazione astratta in salsa scifi/horror del grande poema inglese Il Paradiso Perduto.

Il discorso cominciato da Ridley Scott nel suo primo e ingiustamente criticatisissimo Prometheus trova il suo apice in questo Alien – Covenant che cerca di mescolare dentro di se tanti elementi provenienti dalla mitologia prettamente cinematografica di Alien per costruire una storia di origini sempre più articolata e affascinante.

Abbiamo così le lente inquadrature panoramiche iniziali che seguono il viaggio della Covenant nello spazio e quel desiderio di mettere in scena una violenza splatter dove gli alieni giocano a nascondino con i personaggi.

Ritorna quel claustrofobico senso di pericolo e smarrimento da parte dei protagonisti nei confronti di una minaccia sconosciuta, ma proprio quando il regista cerca di omaggiare il suo primo leggendario Alien, ecco che entrano in scena quelle fughe di gruppo “sporcate” da sparatorie desiderose di fare il verso all’Aliens di James Cameron.

Parallelamente alle curiosità di David, anche Scott si diverte a combinare elementi cinematografici molto lontani tra di loro per il suo Covenant. Abbiamo quindi una parte più attinente al b-movie, e una parte più introspettiva e profonda rappresentata dalla grande dualità di un Fassbender che recita con se stesso.

Non sempre tutto si amalgama bene…

Proprio quando Scott riprende il suo classico schema già adottato nel primo Alien, ecco irrompere lunghi dialoghi filosofici a spezzare l’azione che evidenziano ancora una volta il suo intento di rendere il pericolo e le sue minacce degli elementi marginali in favore di un racconto più attinente al cinema di alto profilo che a quello di mero intrattenimento.

Eccezion fatta per un Michael Fassbender davvero stellare nelle due scena chiavi di apertura e chiusura del film accompagnata delle note di Wagner, il cast si rivela purtroppo sprecato e messo sullo sfondo come gli alieni stessi contro cui devono confrontarsi.

Grande delusione in particolare la protagonista femminile interpretata da Katherine Waterston il cui ruolo emula per forza di cose quello di Ellen Ripley interpretato da Sigourney Weaver nella saga originale, peccando però di intensità e cazzutaggine (passatemi il termine). Per non parlare delle sorti di alcuni personaggi legate a dei comici cliché tipici dei survival horror, da cui traspare per l’appunto l’anima più “ignorante” del film.

Il problema alla base di Alien – Covenant sono proprio i compromessi con cui Scott si è confrontato, e forse continuerà a confrontarsi, per raccontare ciò che desidera realmente. Manca il giusto bilanciamento fra l’azione e il racconto più puro del termine, vero focus centrale di questa saga prequel.

Allo stesso tempo però diversamente da Promethus la storia trova un suo percorso lineare, e la trama più orizzontale della saga emerge in modo nitido agli occhi dello spettatore.

Commento finale

Alien – Covenant è proprio il “Paradise Lost” che voleva essere in origine, un racconto dai tratti metacinematografici dove il regista si dimostra tentato di mettere in scena la violenza e l’azione che ha reso popolare la saga di Alien, ma poi ecco che viene assuefatto da quel desiderio di raccontare la creazione e le creazioni dell’essere umano.  

Non sempre però le sue fila del discorso reggono il ritmo, ma vi è grande attenzione per i dettagli quando entra in gioco l’azione “sporca” e quella violenza quasi surreale dove il sangue in poco tempo la fa da mattatore.

Alien – Covenant in definitiva è un b-movie che non vuole essere ignorante, ma porgere allo spettatore delle riflessioni molto lontane da un tipo di cinema che ha come prerogativa soprattutto l’intrattenimento. Ci riesce? Si, ma con alti e bassi…

Alien: Covenant

Alien: Covenant
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Pros

  • Scene d'azione e suspance ben dirette
  • Michael Fassbender regge sulle sue spalle tutto il film
  • Realizzazione tecnica ineccepibile come sempre
  • Le basi della storia sono ambiziosi e affascinanti...

Cons

  • ...ma il ritmo è altalenante
  • Personaggi anonimi, e cast scialbo
  • Tutta la filosofia narrativa viene danneggiata da cliché francamente comici

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