“Black Butler – Il maggiordomo diabolico” – la nostra recensione
“Black Butler – Il maggiordomo diabolico“
Deludente. Questa è la prima parola che mi viene in mente quando qualcuno mi chiederà come ho trovato il primo numero di Black Butler, meglio conosciuto col titolo “Kuroshitsuji”, un titolo che ha riscosso notevole successo in Giappone, generando fans, gadget,e molto altro ancora. Ma vediamo un po’ meglio di cosa parla questo manga. La storia ruota attorno a Ciel Phantomhive, giovane conte proprietario della più famosa catena di giocattoli e videogiochi Funtom, e di Sebastian Michaelis il maggiordomo della casata Phantomhive,a cui appartiene Ciel; un maggiordomo che indossa sempre un frac nero e miscela con grazia il più forte tè rosso del mondo. Egli può vantare qualità come una perfetta istruzione, le buone maniere, la conoscenza delle arti marziali ed altri talenti in qualsiasi altro settore immaginabile. Allora, perché sembra costretto ad accondiscendere alle esigenze di un padroncino di 12 anni, Ciel Phantomhive, al quale, comunque, dimostra sempre fedeltà assoluta?
Anche a voi la trama sembra la stessa di qualche altro manga/anime che conoscete? No,non è un’impressione,perché in questo manga,cosi come l’anime, si ha l’impressione forte che si attinga,forse un po’ troppo, da altre storie del genere,ovviamente modificandone alcuni particolari, e condendole con delle atmosfere vittoriane, o meglio, si tenta di usare atmosfere vittoriane,ma non riesce molto bene nello scopo. Dal momento però che aveva riscosso tanto successo,ho voluto indagare più a fondo per scoprirne il motivo,e sperando che ci fosse comunque un lato positivo per tanta fama da parte dei giapponesi. Purtroppo ho avuto una bella delusione. Il primo volume l’ho letto a fatica,e pagina dopo pagina mi dicevo “ora viene qualcosa di interessante”, ma niente da fare; una noia mortale, un Sebastian impeccabile che più che maggiordomo diabolico sembrava maggiordomo tuttofare, personaggi secondari stupidi, assolutamente piatti, ma che almeno ti strappano un sorriso,e ti fanno dimenticare i momenti di noia sparsi nei vari capitoli; Tra quelli presentati nel primo volume, solo l’ultimo capitolo si salva dalla noia senza fine, e quello ci fa sperare che il secondo numero sia migliore. Non volendo sembrare troppo critico,ho anche chiesto ad alcune persone che hanno letto questo manga e le risposte che ho avuto,sono state le stesse: “lo leggo per Sebastian”, oppure “lo leggo per Ciel”, ma non ho sentito la risposta “lo leggo per la storia” oppure “lo leggo per la profondità dei personaggi”, ecc. e questo a mio avviso vuol dire tanto. Vogliamo parlare dei due protagonisti? Bene. Sebastian si presenta fin da subito come un tipo “So fare tutto” , di quelli che ti danno ai nervi dopo due secondi. In effetti,sa fare tutto: cucina, pulisce,intrattiene gli ospiti, cura il giardino e risolve tutti i guai che i domestici della casa combinano,ma a mio avviso questa sua “perfezione” viene portata all’estremo, ed invece di incuriosire il lettore,riesce ad irritarlo,come è successo a me dopo appena due pagine. Ciel invece si presenta come il classico ragazzino snob che al pari di Sebastian provoca nel lettore sensazioni di antipatia immediata. Inoltre,da notare non sembra minimamente triste per la perdita dei genitori,e questo secondo me è una cosa che non va, perché ci si aspetterebbe come minimo che tenti in ogni modo di capire cosa è successo loro,ma invece non fa nulla, se non punzecchiarsi con Sebastian. Mi spiegate quindi l’utilità di questi due personaggi? Sono stati creati appositamente per permettere alle ragazze di fare fantasie su loro due insieme, e infatti in molte scene si sfiora lo Yaoi. Onestamente mi verrebbe voglia di chiedere alla Toboso, a cosa pensava quando ha disegnato questi due.
Finora ho parlato della storia, e dei personaggi, che a mio avviso sono due degli aspetti importanti per un manga , ma non dobbiamo dimenticarci del manga in se stesso, e anche qui troviamo aspetti positivi e negativi. Partiamo da quelli positivi. La copertina è sia un aspetto positivo che uno negativo ad esempio. Positivo per quanto riguarda i disegni, pieni di particolari e di notevole impatto; ma c’e anche un lato negativo perchè, come al solito,non hanno pensato ad una sovracopertina,che sicuramente non avrebbe guastato. Come ho già detto,i disegni sono davvero ben fatti e soprattutto ben particolareggiati, soprattutto gli abiti, e questa è una prova dell’abilità della Toboso. Altra nota dolente è data dalle pagine che, a parte essere troppo sottili,ti lasciano macchie di inchiostro sulle dita e quindi tendono a rovinarsi. Inoltre la rilegatura a mio avviso non è stata fatta bene,in quanto le pagine tendono a staccarsi con molta facilità e quindi a cadere. La Panini avrebbe dovuto prestare maggiore attenzione all’impaginazione di questo manga e curarla anche nei dettagli,cosa che purtroppo non ha fatto.
In conclusione: un manga non stupendo, con disegni ben curati, non troppo impegnativo, ma purtroppo adatto solo ad una fetta di pubblico e questa è una limitazione molto grave.
Voto Finale 6/10
Inu-Chan per cartoonMag












