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Death Note: Recensione

Su Netflix arriva l’atteso film di Death Note diretto da Adam Wingard. Ecco la nostra recensione!

  • Data di uscita: 25 Agosto 2017
  • Genere: Thriller/drammatico
  • Regia: Adam Wingard
  • Sceneggiatura: Charles Parlapanides, Vlas Parlapanides, Jeremy Slater
  • ProduzioneNetflix
  • Distribuzione: Netflix, Warner Bros.
  • Durata: 100 minuti

Adattare in chiave cinematografica e occidentalizzare un prodotto estremamente giapponese non è mai facile. Se in questo caso il soggetto è la monumentale opera di Death Note creata da Tsugumi Ōba e disegnato da Takeshi Obata, lo scetticismo era piuttosto giustificato, soprattutto dopo l’orribile Dragon Ball Evolution.

In questo caso però Netflix e il regista, non un mestierante qualsiasi, ma “un certo” Adam Wingard, hanno scelto la strada del libero adattamento riscrivendo completamente la storia secondo i canoni cinematografici occidentali. Il risultato? Qualcosa di inaspettato e con alcune buone idee.

Dell’opera originale Wingard ne recupera l’incipit e i personaggi: un giorno uno strano libro cade sulla Terra, e per caso, finisce nelle mani di un giovane studente che scoprirà ben presto la possibilità di uccidere le persone semplicemente scrivendo il loro nome sulle pagine. Al libro si affianca anche il suo demone guardiano, Ryuk, interpretato da un Willem Dafoe che cerca di riprendere tutte le sfumature un pò sadiche e beffarde dello shinigami giapponese.

Pur presentando una precisa chiave di lettura che miscela il thriller e il teen drama cercando di distaccarsi intenzionalmente dal manga originale, non ne sovverte le regole basilari. Abbiamo quindi una catena di eventi in cui i due killer si divertono ad imporre sul mondo la giustizia malata di Kira, ma vengono letteralmente assorbiti dai controversi meccanismi del libro e le sue rigidissime regole. Wingard semplifica, o in certi casi amplifica gli elementi cardini dell’opera riuscendo dove altri adattamenti in precedenza hanno fallito: giocando sulla resa visiva, sulla fotografia sempre scura e sporcata di tanto in tanto da un magistrale uso di luci al neon che richiamano l’estetica del cinema pop anni ’80, corroborata da un campionario musicale che spazia tra il pop e rock.

In questo vortice di omicidi (che fanno tanto il verso a Final Destination), sentimenti e indagini, si articola una storia che purtroppo esplode nella seconda metà come un treno in corsa fuori controllo per concentrarsi esclusivamente sulla dualità di Mia e Light. La parte più thrilling sfuma subito inciampando in qualche gigantesco buco di trama, cercando in alcuni momenti una fedeltà estrema delle situazioni di cui si poteva fare tranquillamente a meno.

Natt Wolf con quei suoi capelli ossigenati ci regala inoltre alcuni momenti memorabili… che internet non dimenticherà facilmente. L’Elle di Lakeith Stanfield invece è un personaggio patetico, completamente diverso dall’originale, che finisce per diventare solo un gigantesco elemento fuori posto che cozza proprio con l’occidentalizzazione del prodotto. Margaret Qualley invece la ritroviamo nei panni di una Mia di cui condivide con l’originale esclusivamente l’infatuazione per Light, ma in questo caso è diversa, è una manipolatrice che prova quasi piacere sessuale nell’uccidere, finendo per trasformarsi nella vera antitesi del protagonista. In tutto questo però il risultato finale è un prodotto che cerca di avere una propria personalità grazie all’ottimo lavoro svolto sul comparto tecnico, senza esasperare eccessivamente la storia come invece accadeva nell’opera originale.

Commento finale

Il Death Note di Netflix è un film discreto, che purtroppo giunge ai titoli di coda raccontando una storia liberamente ispirata al manga originale giocando con alcuni compromessi narrativi. Wingard però cerca di gestire tutto nel miglior modo possibile, dando anche una sua precisa direzione per donare alla pellicola dei toni e delle atmosfere estremamente peculiari. In particolare la colonna sonora si rivela una grande veicolatrice della storia, esaltando soprattutto il lato più romantico e tragico del racconto, mettendo in secondo piano una svolta thriller e psicologica solo timidamente accennata.

 

 

Death Note

Death Note
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Pros

  • Atmosfere e direzione artistiche donano personalità al racconto
  • Willem Dafoe nei panni di Ryuk è splendido
  • Una visione occidentale coerente...

Cons

  • Il cast è insipido
  • ...che in alcuni momenti cerca troppa fedeltà, cozzando con tutto il resto
  • Buchi di sceneggiatura evidentissimi e inspiegabili

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