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Intervista a Tamara Deroma autrice di “L’Alba dell’Apocalisse”

cartoonMag intervista Tamara Deroma in occasione dell’uscita di L’Alba dell’Apocalisse – i 7 Demoni Reggenti, suo nuovo lavoro

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1 – Com’è nata la passione per la scrittura?

Mio padre è sempre stato un lettore “forte”, per cui, oltre alla libreria di casa, ben fornita di classici e di romanzi di Emilio Salgari, gravitavano numerosi volumi e fumetti prestati o addirittura regalati. Una vera miniera d’oro per me. Fin da piccola, mi sono approcciata alla lettura con grande entusiasmo perché mi consentiva di viaggiare con la fantasia ed essere protagonista di straordinarie avventure. Ma non mi bastava.

Già alle elementari ho iniziato a creare qualcosa di mio. Poesie semplicissime o nuovi testi per le canzoni. Composizioni, in ogni caso, brevi e di zero spessore che tendevo a far sparire non appena qualcuno si avvicinava.

Le buttavo. Perché ne ero gelosissima e perché, soprattutto, temevo il giudizio altrui. Sono sempre stata riservata, tuttavia era la mancanza di autostima a tenere banco.

Negli anni, ho continuato a scrivere e seppellire ogni mia creazione. Dalle poesie, ai racconti brevi. Poi, mi sono approcciata al fantasy e all’horror che hanno ampliato le mie vedute. L’età ha iniziato a forgiarmi e l’entusiasmo mi ha condotta alla stesura di un romanzo, un fantasy classico che, però, non ha mai visto la fine.

Avevo compiuto un passo importante, ma mi mancava ancora qualcosa per partire. Mancava la molla giusta, in seguito arrivata con le prime idee sulla saga horror/urban fantasy “I Sette Demoni Reggenti”. Scrivevo nel tempo libero da lavoro e da lì è stato un crescendo.

2 – Come nascono le sue storie?

Nascono dall’ispirazione e l’ispirazione può venire nei modi più disparati. Camminando per strada, viaggiando su un mezzo. Osservando i passanti o leggendo un libro, un fumetto, un fatto di cronaca. Ascoltando una determinata canzone o durante la proiezione di un film. Tutto può far scaturire la scintilla giusta. Devo ammettere, però, che le idee di cui vado più fiera sono sopraggiunte con la musica o nei sogni. Sogni anche spaventosi, ma che mi hanno dato l’input per alcuni colpi di scena. Al mattino prendo subito appunti per non dimenticarmene. Stesso iter di quando qualcosa, durante un viaggio, mi colpisce. Carta e penna li ho sempre con me. In un progetto inedito cui sto lavorando, ad esempio, sono stati fondamentali i miei viaggi in America e non solo per l’ambientazione. A volte è sufficiente un paesaggio per ideare qualcosa. Lo scorcio di una via, la camera di un albergo, le bellezze naturali. Possono nascere parole, intere frasi. Materiale che poi, in fase di stesura, viene arricchito e sviluppato. E poi, non dimentichiamo la musica. Senza musica non potrei mai lavorare. Anzi, non potrei vivere, tant’è vero che l’altra mia passione è il canto.

3 – ci sono autori stranieri e non che le hanno fatto da mentore e le hanno fatto capire quale fosse il suo genere letterario?

Stephen King, John Steakley e Terry Brooks tra tutti. Quando, tantissimi anni fa, lessi “It” me ne innamorai. Il suo stile di narrazione è unico, inarrivabile. È capace di partire con un concetto elementare e renderlo coinvolgente, straordinario, al punto da convincerti che sia geniale. E il bello è che è proprio così. C’è da dire che di King non ammiro soltanto le sue ineccepibili doti da scrittore. Ha lottato con tutte le sue forze per affermarsi. Ci ha creduto e, dopo tanti “no”, alla fine, ha vinto. Null’altro da dire, se non “tanto di cappello”.

Brooks, invece, mi ha fatto conoscere il fantasy, ancor prima di Tolkien. E sì, faccio parte di quella categoria che ha letto prima “Shannara” de “Il Signore degli Anelli” e che li ha apprezzati entrambi. Anche se di Brooks, lo ammetto, preferisco di gran lunga “Il ciclo del Demone”.

John Steakley con il suo “Vampires”, infine, è stata la ciliegina sulla torta. Ho letto e riletto quel romanzo. L’ho divorato e credo che lo leggerò ancora mille volte. Ha significato molto per me.

Non dimentico Anne Rice, penna superba del gotico. I vampiri delle sue “Cronache” mi hanno davvero affascinata.

4 – Che cosa le piace leggere quando non scrive?

Un po’ di tutto. Leggo quello che mi capita. Romanzi, saggi su vari argomenti, anche se preferisco il tema paranormale. Da qualche anno trascuro molto il mondo dei fumetti e mi dispiace. Dovrei riprendere, informarmi sulle nuove uscite.

Al momento, ho appena terminato di leggere un saggio su Aleister Crowley. Ora proseguirò con un libro di Castaneda, anche se quanto prima vorrei riprendere qualche opera di King.

C’è sempre da imparare da chi ne sa più di te.

5 – Cosa direbbe ad un aspirante scrittore fantasy perché possa realizzare il suo sogno?

Di essere umile perché è il primo passo per crescere. Non è facendo i presuntuosi che si viene presi sul serio. Tutt’altro. L’arroganza impedisce di scorgere i propri limiti e di applicarsi nello studio. In questo mestiere non si finisce mai d’imparare (per fortuna!), per cui mai pensare d’essere già “arrivati”. Serve solo a chiudersi in una gabbia di ego, che poi è la morte della creatività.

Il metodo più efficace per migliorare le proprie capacità? Leggere e scrivere tanto, il più possibile. Imparare dai grandi. Accettare i consigli, se si ha la fortuna di ottenerne da un professionista (serio) del settore. Farne tesoro e metterli in pratica. Non arrendersi mai, anche se il mercato editoriale italiano è difficile, chiuso. Desolante.

Imparare ad accettare i “no” senza abbattersi. Stringere i denti e continuare a sognare senza mai allontanarsi dalla realtà.

Grazie a Tamara Deroma per aver risposto alle nostre domande. Di seguito vi riporiamo la sinossi del suo ultimo libro: L’alba dell’Apocalisse – I 7 Demoni Reggenti.

Sinossi:

L’assalto è fallito e il Salvatore, fuggendo, si è lasciato dietro una lunga scia di sangue.I Sette Demoni Reggenti non hanno scelta. Devono riorganizzarsi in fretta e battersi al fianco degli angeli per scongiurare l’Apocalisse. Nonostante il Diavolo si rifiuto di prendere parte al conflitto. Nonostante Dio abbia vincolato Rayiin a un pericoloso patto. Nonostante Zorah sembri davvero chi sostiene di essere. Il figlio di Dio. Quarto volume della saga I 7 demoni reggenti.

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