Intervista al fumettista Enzo Troiano
Ho incontrato Enzo Troiano qualche anno fa in occasione dell’uscita di “KOREA 2145” , fumetto che oggi risulta esaurito; la prima impressione fu quella di avere davanti un uomo schivo, ma allo stesso tempo disponibile con i ragazzi e quella sua disponibilità era chiaramente una sincera voglia di rispondere alle domande di giovani che chiedevano consigli su come e dove studiare o su come migliorare il proprio tratto…
In seguito ho rivisto Troiano per l’uscita di altre sue opere, Lufer e Korea Hyperion ; ma solo nei giorni del Lucca Comics ‘07 , ho avuto davvero modo di conoscere bene Enzo ed ho scoperto una persona totalmente diversa , certo la sua disponibilità era rimasta immutata, ma solo allora è venuta fuori la sua vera personalità, un uomo dalla forte simpatia e con senso dell’ humor, molto diverso rispetto a tutti gli altri “addetti ai lavori”. Ed è stato a quel punto che gli ho chiesto un’intervista per cartoonMag.
Volevo che i lettori del magazine oltre a quelli che apprezzano le sue opere, avessero modo di conoscere, non solo l’autore con la sua crescita professionale, ma soprattutto l’uomo che è Troiano, una persona umile che ammette sconfitte ma che non si dà per vinta mai, e che ama osare con progetti sempre innovativi per stupire i lettori.
Angelo Di Pino
INTERVISTA A ENZO TROIANO
Enzo troiano quando hai iniziato a disegnare e quando hai proposto per la prima volta i tuoi lavori ad una fiera?
Ho iniziato tardi, fino a 21 anni disegnavo per passione, per divertimento , e non avevo mai pensato al fumetto come ad una possibile professione e neanche come ad una forma d’arte; i miei disegni si limitavano a illustrazioni e i miei primi soggetti erano per lo più calciatori.
Poi una volta , ricordo che avevo all’incirca 22 anni e lavoravo presso uno studio di avvocati, mi capitò di dover risolvere una pratica di recupero credito e dovendomi spostare in treno e affrontare così un paio d’ore tediose… acquistai un fumetto in un edicola, guardando la copertina credevo fosse ambientato nell’800 invece avevo tra le mani il numero cinque di DYLAN DOG -GLI UCCISORI- . Ricordo perfettamente la sensazione che provai quando iniziai a leggerlo , c’era in me una voglia di emularlo… , fra l’altro vi racconto un aneddoto simpatico, a volte la vita è proprio strana , in treno mentre sfogliavo il fumetto un ragazzo mi vide e disse :”ah! Dylan Dog questo fumetto lo disegna un amico mio, Claudio Castellini che ha fatto con me il militare ed ha vinto un concorso” … e poi aggiunse :”oh guarda che i fumetti non si fanno se non si vincono dei concorsi”, inoltre mi spiegò che il numero del suo amico non era ancora edito perché era appunto partito per il militare. Rimasi fortemente colpito non conoscevo l’autore né il fumetto ma aldilà del piccolo aneddoto quel che cambiò in me è l’idea che forse far fumetti poteva diventare una professione.
Così iniziai a disegnare, ma lo facevo in casa , all’epoca era tutto avvolto in un aura di massoneria , tutto molto nascosto, e inoltre non conoscevo affatto il modo in cui si facevano fumetti , ricordo che giravo tutta Napoli come un anima vagante alla ricerca di qualche volume che in qualche modo mi potesse aiutare, poi trovai i primi libri sulle tecniche del fumetto, ma nonostante questo passò qualche annetto prima di mostrare i miei disegni a qualcuno, fu nel ‘90 a Prato e poi a Lucca, a Gianni Brunoru che ancora oggi dedica molte prefazioni ai miei fumetti.
Quale è stato il tuo momento di svolta?
E’ avvenuto due anni dopo a Napoli , quando entrai a far parte di un’associazione culturale che organizzava manifestazioni sul fumetto , tramite conoscenze ero riuscito finalmente a presentare un lavoro che tra l’altro loro stessi mi avevano chiesto di presentare.
Quello fu il mio momento di svolta, il lavoro fu bocciato, avevo 25 anni e da lì una scintilla accese in me una carica per andare avanti e smentire tutti quelli che mi avevano detto di lasciar perdere, di abbandonare come a Bologna dove Ottavio De Angelis uno degli art director della Comic Art ebbe nei miei confronti commenti abbastanza negativi.
E dopo un anno e mezzo mi sono preso la mia prima soddisfazione, proprio a Bologna, e proprio dalla stessa persona che si complimentò con me e addirittura mi offrì la possibilità di pubblicare una mia storia, poi purtroppo la cosa non è andata in porto, ma comunque resta una mia grandissima svolta personale.
Allontanandoci un attimo dalla tua storia, una curiosità, la situazione nelle fiere com’era a quei tempi?
Era molto diversa, c’erano rivenditori e antiquariato, mancava la presenza degli editori come Star Comics , Bonelli , al massimo ce n’era qualcuno estemporaneo tipo Vianovi oppure quelli che perlopiù pubblicavano fumetti erotici, ricordo forse la Play Press. Inoltre non c’era la possibilità di mostrare i propri lavori.
Allora in cosi’ pochi anni chi o quale fattore ha modificato l’organizzazione nelle fiere ospitando cosi’ anche editori?
Credo sia stato Dylan Dog a cambiare le cose , è stato lui a modificare il volto del fumetto in Italia, il suo successo alla fine degli anni ‘80 ha dato la vera svolta; in effetti gli organizzatori delle fiere si aspettavano annualmente un’affluenza di massimo tremila o quattromila persone, e parliamo di grandi mostre come Lucca, ad esempio a Napoli mostre del fumetto non esistevano affatto. Sta di fatto che improvvisamente questi organizzatori si videro piombare alle fiere venti o trentamila persone che avevano iniziato ad amare il fumetto e a frequentare tali mostre. Capirai che a questo punto gli editori dovevano tirar fuori nuove idee , compresero che era giunto il momento di scendere in campo come già avveniva in America e in Francia , occorreva presentarsi anche alle fiere. Bisogna poi tener conto di un ulteriore fattore , gli editori nei primi anni non si accompagnavano ai fumettisti o meglio il ruolo svolto dai fumettisti era di stare all’interno degli stand e semplicemente davano consigli a coloro che volevano entrare nel mondo del fumetto.
La vera svolta è avvenuta quando nel ‘94 tre case editrici: La Micro Art che editava “ENGASO”, la Piuma Blu di Torino che presentava “2700″ ed un’altra casa editrice di Milano di cui purtroppo non ricordo il nome, hanno fatto il loro ingresso nelle fiere con disegnatori come Giorgio Santucci, Leo Ortolani e Luca Enok che si dilettavano a disegnare per il pubblico. Hanno completamente cambiato il mercato e credo che nessuno possa disconoscerne il merito.
Questi tre autori che si autoproducevano hanno cambiato completamente il volto delle fiere obbligando le grandi case editrici a portare anch’essi disegnatori; la Bonelli si limitava a far autografare le fotocopie, ma per la mentalità bonelliana quella è stata comunque una svolta.
Per chiudere l’argomento fiere, come trovi oggi le fiere? Cosa Hanno di negativo e quali pregi puoi elencare?
Oggi tutto quello che di negativo c’è nelle fiere è da attribuire solo agli addetti ai lavori, ma per serietà è meglio non discuterne all’interno di un’intervista. E dunque di negativo nelle fiere vedo effettivamente poco , anzi noto un’apertura sempre maggiore, un’affluenza sempre più numerosa, gli autori sono sempre più disponibili, e ci sono anche più servizi rispetto a prima.L’unica cosa che credo debba essere fatta è quella di adottare nuove politiche sui prezzi, abbassando i costi degli albi dato che il mercato si è aperto molto di piu’ in questi ultimi anni.
Bisognerebbe creare un cartello con le tipografie per i produttori di carta che dovrebbero cercare di essere più clementi con chi fa fumetti, il fumetto non è un libro e quindi c’è bisogno di un mercato piu’ economico. Comunque è una cosa che andrebbe discussa a livello istituzionale, non è certo una questione di cui si puo’ occupare la singola casa editrice. Resta comunque assurdo che un ragazzo in una fiera è costretto a spendere per un albo 13,00 14,00 o 15,00 € secondo me è un’enormità, persino io da appassionato spesso e volentieri ne spendo meno e non sono un ragazzino.
Arriviamo ora al tuo primo lavoro.
Il mio primo lavoro è stato “ENGASO” con la Micro Art… ne parlo con un pò di pudore, misto a molto orgoglio ed usando le parole di Chiaverotti ( lo sceneggiatore di Brendon) con cui ero in contatto: ” Se ENGASO fosse uscito qualche anno prima sarebbe stato una delle piu’ grosse novità degli ultimi anni”.
Disse questo perchè forse il titolo non usci’ con il marchio Bonelli,altrimenti avrebbe detto, secondo me, che ERA la piu’ grande novità del tempo.
E’ un fumetto che non ha un unico protagonista, il vero protagonista era il quartiere, la società, dietro questo progetto c’era uno staff di 9 sceneggiatori oltre ad un dossier di 200 pagine,c’era un lavoro preliminare di un anno.
ENGASO credo sia stato una delle pietre miliari del fumetto indipendente serio che si misurava egregiamente con il fumetto non indipendente, per non parlare della professionalità dello staff che vantava i gemelli Cestaro che oggi lavorano in TEX, Giuseppe Ricciardi che lavora con BRENDON, Antonio Marinetti che oggi lavora per JULIA, Cristian Ferrero, Roberto Berti, e non vi è stato un solo componente di quel progetto che non abbia continuato a lavorare nel mondo del fumetto.
ENGASO dunque resta un’esperienza piu’ che interessante ed io ne conservo ancora dei ricordi bellissimi.
Oggi ne vedo di opere prodotte, bei disegni anche qualitativamente , ma di sicuro non trovo ancora lo stesso spessore che ENGASO aveva, per la meticolosità della ricerca delle storie e sia per l’effetto delle stesse storie di cui si conosceva la trama fino al numero 100, lo ritengo davvero un progetto importante che insieme a 2700 e RAT-MAN, inquadrato sotto un altro aspetto del fumetto, siano stati i tre fumetti piu’ importanti dei primi anni ‘90 indipendenti che abbiano creato un solco.
Che fine ha fatto e dove è ancora possibile recuperare ENGASO?
C’è l’idea di ripresentare l’opera su internet perché era un seriale ed è impensabile che ci lavori una sola persona, mi hanno chiesto spesso di farne un cartonato, ma non è possibile perché ormai sono sintonizzato su un altro genere di storie, e poi ripeto essendo un seriale ENGASO non può “morire” con un cartonato,la sua continuità logica sarebbe possibile solo su internet continuando con dei romanzi illustrati.
L’unica cosa che posso aggiungere è che ENGASO ha fatto trend ,molti personaggi sono venuti fuori dopo questa opera, la Bonelli in alcuni numeri di NATHAN NEVER ha proprio preso Enzo Squillo, Sasha e li ha inseriti in alcune storie, lo stesso DAMPYR e altri titoli , in seguito hanno preso spunto anche da 2700 che pur essendo un pò piu’ standardizzato rispetto ad ENGASO , ha contribuito a dare una svolta .
Quale è stata la tua opera successiva?
Ricordo la vittoria a Prato al 2° posto nel concorso del 1995, dove al primo posto arrivò Cinzia De Felice, e al 3° Alberto Ponticelli e subito dopo pubblicai questa storia sulla rivista Heavy Metal, la famosa rivista americana del creatore delle Tartarughe Ninja. C’erano grandi autori in quel numero insieme alla mia storia fra cui ad esempio Moebius, e quindi mi lusingava sapere che molte delle lettere che arrivavano in redazione avevano lo scopo di fare complimenti alla mia storia. In seguito poi ho avuto dei problemi di cui preferirei non parlare, con Heavy Metal, avrei dovuto pubblicare ancora un’altra storia, ma purtroppo un disagio provocato da un mio collega non mi ha permesso di proseguire, ed a causa di questa situazione sono stato fermo per circa due anni. Comunque la stessa storia fu acquistata da una casa editrice francese che purtroppo fallì prima di pubblicarne un cartonato, quindi non è mai stata distribuita nelle fumetterie, ma è possibile ordinarla sul sito. Poi è venuto KOREA 2145.
Come è venuta l’idea di KOREA?
Il progetto KOREA 2145 inizialmente doveva avere come titolo HYPERION, ed era stato fatto per una casa editrice francese, che però perdeva tempo nel deciderne la pubblicazione ed allora la Albatros, per la quale avevo fatto due libri di illustrazioni, vide il progetto e decise quindi di pubblicarlo; la condizione era però di modificarne la trama, essendo la casa editrice impegnata socialmente, e dunque ne chiedeva una trama adatta.
In una domenica mi chiusi in camera da letto e nel giro di un paio d’ore ne tirai fuori una trama alternativa che subito piacque alla Albatros. Così chiamai Emilia Perri che aveva gia lavorato con me e lavorammo da subito alla sceneggiatura. Devo dire che è stata una di quelle intuizioni che non capitano spesso nella vita, nel giro di un anno avevo pronto il cartonato che è stato poi messo sul mercato con non poche difficoltà e tanto timore da parte nostra. Il successo è stato enorme e nel giro di 3 mesi avevamo venduto sulle 700/800 copie. Oggi KOREA 2145 risulta esaurito.
In seguito l’Albatros ha dato il via all’altra opera LUFER che seppur non bene come il precedente KOREA , ha dato le sue soddisfazioni, e poi l’ultimo lavoro ERACLE 91 di cui non possiamo parlarne ancora dato che è appena uscito.
Possiamo però parlare del successo che ha avuto alla fiera di Lucca ‘07?
Bisogna fare una premessa, questo fumetto ha avuto una genesi diversa rispetto a . KOREA e LUFER che sono andati bene semplicemente come fumetti, ERACLE 91 invece è stato concepito in maniera totalmente diversa, infatti se ne sta producendo anche un DVD, che uscirà per il COMICON 2008, in realtà è un DVD musicale che ha poco a che fare con il fumetto stesso, conterrà anche delle interviste e poi tavole dell’opera stessa. Questo è stato il mio primo vero esperimento ed ho voluto io stesso cercare idee alternative da proporre al pubblico e in questo l’Albatros mi sta seguendo e devo ringraziarla, perché non tutti gli editori lasciano così libertà agli autori; ho la fortuna di avere vicino Luca Presicce come art director che condivide spesso e volentieri i miei progetti , mi sprona e si muove in prima persona per cercare di organizzare il tutto. La mia idea era quella di creare un fumetto completamente diverso che potesse creare e dar vita a sua volta ad altri progetti.
Il primo fra questi è stato sperimentato a Lucca ‘07… abbiamo dato la possibilità ai lettori di trovare uno dei personaggi del fumetto, Vanja, una bellissima amazzone, in carne ed ossa resa in modo stupefacente da una delle cosplayer più famose in Italia, Giorgia Vecchini (Giorgia Cosplay) , di base non c’era nessun motivo di vanto ma semplicemente si è cercato di offrire un servizio, un’opportunità al lettore.
Certo avere a disposizione una cosplayer come Giorgia che interpretasse un personaggio del tutto nuovo non è stata l’unica idea per presentare ERACLE giusto?
Giorgia devo ammettere è stata più di una semplice cosplayer, ha mostrato massima disponibilità verso i clienti e soprattutto grande cura per il personaggio di Vanja autografando gli albi con il nome stesso del personaggio,questo mi ha reso davvero felice e soddisfatto perchè vedevo materializzata l’idea avuta un anno fa. L’esperimento è andato così bene che lo continueremo anche al COMICON 2008 e in più ci sarà un DVD musicale, realizzato con la collaborazione di un gruppo di Treviso i Caos che nelle loro tournè porteranno avanti questo progetto sia visivo che musicale.
Come trovare il DVD una volta che sarà disponibile?
Il DVD uscirà con il doppio marchio Albatros e Res ,credo che sarà distribuito oltre che nei negozi di musica anche nelle fumetterie, ne verranno stampate solo 1200 copie così come per il cartonato ERACLE. Certo chi avrà acquistato il fumetto potrà prenotare la propria copia o comunque passare allo stand della fiera presentando la copia del fumetto e richiedendone quindi il DVD.
Per aggiornarsi esiste un sito?
Si ho un sito, anche se personale, quindi il visitatore troverà aggiornamenti riguardanti tutti i miei lavori e non solo quelli con la Albatros. Credo comunque che la Albatros prima o poi creerà una pagina dedicata alla collana WOMBAT.
So che starai fermo per un pò di tempo, a quando allora il tuo prossimo lavoro?
La mia intenzione sarebbe quella di star fermo per un po’ anche se il disegno mi tenta in continuazione… mi è capitato da poco di vedere il film d’animazione del figlio di Miyazaki Goro, e gia mi sono venute in mente alcune idee…
A Lucca poi, ho avuto alcune proposte come..disegnare Wolverine per il mercato americano, di provare con l’uomo ragno o con Dylan Dog a colori. Ma tendo a tener ben piantati i piedi a terra , purtroppo a volte capita che gli editori facciano degli “scherzetti” e inoltre non vorrei smettere di fare i fumetti con Albatros perchè diventerebbe molto difficile se dovessi disegnare o lavorare per i francesi, riuscire a fare le stesse cose che riesco a fare con Albatros.
Si parla ormai da tempo di una graphic novel di Ken il Guerriero disegnata da Enzo Troiano, puoi chiarire finalmente questo punto?
Ken il Guerriero è una proposta che è venuta direttamente dal sito italiano Hokuto no ken che è attualmente il sito più attivo in Italia che si occupa di Ken il Guerriero, Filippo…di cui non ricordo al momento il cognome, mi perdonerà per questo, il suo nikname comunque è Fighi ed è appunto responsabile di questo sito, mi ha proposto di disegnare una Graphic Novel su Ken, per conto mio ho rigirato la proposta alla d/visual che a quanto pare sembra interessata, la stessa azienda ha comunque il proprio responsabile in Giappone per cui ne passerà di tempo in attesa di una risposta. Da parte mia ho fatto tutto il possibile e dato la piena disponibilità per presentare l’eventuale progetto con due tavole a colori e due in bianco e nero che sono visibili proprio sul sito di Hokuto no Ken.
Se dovessi lavorare ad un progetto del genere lo farei con grandissima professionalità e metterei tutto me stesso per presentare un Ken molto più bello di quanto si aspetti il pubblico. Ma ovviamente impegnarsi su 70 o 80 tavole senza avere la certezza di un impegno editoriale, mi sembra davvero una cosa improponibile..
Vogliamo parlare di un tuo amico e collega che ha omaggiato ERACLE con un suo disegno? Stiamo parlando di un certo Claudio Castellini, che fra l’altro è passato a Lucca al tuo stand per salutarti.
Claudio è un carissimo amico e lo reputo il più grande disegnatore italiano che lavora in America, non me ne vogliano Camuncoli, dell’Otto o Simone Bianchi che sono amici e colleghi bravissimi che rispetto e faccio loro i migliori auguri per la loro carriera, però Claudio Castellini credo che sia il massimo che l’Italia abbia espresso dal punto di vista del fumetto filoamericano.
Io ne parlo con grandissima semplicità di questo omaggio, di questo disegno contenuto in ERACLE 91 Claudio non lo ha fatto ad un collega lo ha fatto ad un amico, fra noi c’è un’amicizia fraterna e penso che gli faccia piacere sentire questo.
Per leggere l’intervista dal contesto originale con le immagini allegate clicca quì
Disponibile anche l’intervista ad Enzo Troiano in formato audio direttamente dal suo sito cliccando quì.
Grazie a Enzo Troiano.
intrvista: Angelo Di Pino
grazie a: Alessandro De Cenzo
grazie per il prezioso aiuto e per la supervisione a: Teresiana











