Riproponiamo su cartoonMag l’intervista fatta al fumettista/scultore Pasquale Qualano, concessa a cartoonMag nel Gennaio del ‘08:

Questa è la prima di tre interviste dedicate a tre giovani disegnatori che lavorano per la casa editrice AXALEON di Raffaele Simonelli, in questo primo incontro conosceremo meglio il percorso professionale del fumettista/scultore Pasquale Qualano e il suo nuovo lavoro “” che l’AXALEON distribuirà per la fine di Gennaio 2008.


Intervista a Pasquale Qualano

Pasquale quando è nata la tua passione per il fumetto?

La passione è nata devo dire grazie a mio padre che leggeva a quel tempo “Tex” , “Conan” di John Buscema , cominciai così a sfogliarli, ma mi colpì soprattutto Conan di cui mi appassionai a tal punto da copiarne i disegni, lo trovavo un fumetto d’impatto nel senso che trasmetteva esattamente quello che doveva essere il personaggio di Conan: energia, forza e muscoli.
E così poi ho iniziato i miei studi all’istituto d’arte..

Di questi fumetti leggevi anche la storia o ti interessava solo il disegno?

Si ne leggevo le storie ma li usavo soprattutto come oggetto di studio, per cercare di capire come sfruttare al meglio le vignette, devo ammettere di non essere come i classici collezionisti che stanno tutti attenti ai loro volumi…i miei vecchi fumetti sono completamente distrutti, alcuni hanno le pagine staccate, a furia di stenderli per cercare di studiarne i particolari.

Quando sei entrato ,se così si può dire ,nel circuito del fumetto?

ho iniziato a collaborare con alcuni studi americani inviando character , anche se all’epoca mettersi in contatto era un po’ difficoltoso.. Attualmente sto lavorando con l’Atlantis studio per dei character di un fumetto ma il mio impiego fisso, la mia produzione è con l’ Axaleon ,casa editrice di Aversa.

Parlaci del progetto di Mandragor ..

Mandragor è un fantasy edito sempre dall’Axaleon di Raffaele Simonelli , ed è ambientato nell’ Inghilterra non ancora cristianizzata. Il protagonista è un mago di cui ho fatto io il charater , ho cercato di renderlo molto diverso rispetto all’immagine classica che si ha del mago, niente barba lunga, nessuna magia dalle retrovie , l’ho rappresentato come un guerriero che combatte in prima persona, ha un seguito di cavalieri che lo aiutano nelle sue imprese. Il suo intento è far sparire la magia dal mondo poiché a causa di essa sono scomparsi i genitori , il resto lo leggerete ….

Da quanti numeri sarà composto?

Sei numeri bimestrali, ogni numero sarà formato da 32 pagine compresi charcter e pubblicità agli altri albi.
Nel primo numero comparirà la storia del protagonista a cui poi sono intrecciate varie storie che si amplieranno nei vari volumi..

Ambientato in una cupa e gotica Inghilterra medievale, Mandragor è la triste e terribile storia di Morowyn Lans Dahyvè il giovane corvo, figlio di Derowyn il grande mago giunto fra i mortali durante la terza nebbia rossa di Avalon, il quale si pone l’intento di cancellare la magia dal mondo, rea di aver assassinato i suoi genitori.

Per fare questo Morowyn mescolerà lacrime, sangue e mandragora e con esso donerà grandi poteri ai suoi cavalieri, per partire alla ricerca di tutti i maghi del concilio della stella nera e del dragone nero coronato, il mistico drago che soffia magia nel regno degli uomini.

Chi ha collaborato oltre te?

Il mio compito era quello di occuparmi dei characters dei protagonisti , mentre è stata affidata ad Alfonso Massaro la colorazione (Alfonso ha colorato una mia illustastrazione prova di mystic!) , credo sia davvero molto promettente, mi piace lavorare con lui perché riesce a capire subito il mio tratto, mi interpreta al volo e non è cosa semplice trovare un colorista che riesce a soddisfare le esigenze di un disegnatore e che riesce a riprodurre in colore l’idea , l’immagine che uno ha in mente. Dell’inchiostrazione invece se ne occupa Emilio Laiso , disegnatore di Decimas.

Quali sono stati i tempi di consegna? E inoltre sono diversi rispetto a quelli americani?

In tutto due mesi, uno per portar a termine i characters e l’altro per le 24 tavole e la cover, sono stato abbastanza veloce perché comunque poi deve essere fatto tutto un lavoro di colorazione, inchiostrazione..

Si effettivamente sono diversi, a parte che il rapporto con queste case editrici avviene tramite mail, quindi è tutto un po’ più freddo.. quando consegno le tavole all’Axaleon capisco subito dall’espressione del viso se va bene o meno e in più le case americane hanno tempi davvero pazzeschi proprio come le grandi industrie

Progetti futuri…

Credo di continuare ancora a lavorare per l’Axaleon anche se non so davvero a cosa perché tende a creare dei misteri intorno ai progetti futuri..ad esempio nel caso di Mandragor , mi è stato detto che il fumetto sarebbe stato un fantasy e da lì io poi ho creato i characters , senza conoscere tutta la storia si può dire che leggo la sceneggiatura e disegno poi i personaggi

Le fiere riescono in qualche modo a far emergere gli esordienti? E nello specifico cosa pensi di Lucca Comics 2007

Bhe si.. quando inizi a girare per fiere , anche il nome, diciamo così , inizia a girare,. e ad esempio è stato al Comicon di Napoli che sono riuscito ad entrare in contatto con l’Axaleon, hanno esaminato i miei disegni e alla fine mi hanno proposto MANDRAGOR, per il mio stile molto americano. Per quanto riguarda Lucca,
davvero bella, una gran bella fiera.. apprezzo tutto ciò che riguarda fumetto e animazione e ho girato parecchie fiere ma quella di Lucca è sempre quella più particolare..

Ma quanto è difficile venir fuori nel panorama italiano?

È davvero molto difficile..io consiglio a chi vuole intraprendere questo lavoro di non far riferimento solo agli autori contemporanei ma di guardare soprattutto al passato.. ti dicevo prima, il primo fumetto avuto tra le mani è stato Conan di Buscema , ecco io credo che non si può essere subito estremi o sovraccaricare le tavole bisogna anche conoscere le basi e quelle le capisci solo studiando e facendo riferimento ai classici.
Poi c’è chi come Castellini fa storia.. ricordo quando aprii Dylan Dog con “La casa infestata” era straordinario, nessuno fin ad ora era riuscito a disegnare in quel modo.. e si iniziò addirittura a dire che stavolta erano gli italiani a far capire agli americani come si faceva il fumetto..
A tutto questo poi, si aggiunge che in Italia si predilige chi ha un tratto , potremmo dire, bonelliano. .

Da profano ti chiedo… cosa s’intende quando si dice “stile bonelliano”?

Il tratto cosiddetto bonelliano è sicuramente molto bello perché è preciso ed è caratterizzato da tavole con particolari degli ambienti dove si svolgono le storie, invece ad esempio gli americani tendono a travolgere un pò le caratteristiche di una classica tavola ,anche se effettivamente poi a Lucca ho avuto contatti con editor americani a cui poi ho portato delle tavole che erano comunque nello stile “americano” cioè rompevano in qualche modo le vignette e invece loro mi hanno chiesto di chiuderle….in pratica stanno cambiando anche la DC COMICS o la Vertigo, che stanno disegnando con vignette chiuse ma , tendo a sottolineare che comunque è uno stile sempre differente da quello bonelliano.
Potremmo dire che se la Bonelli cerca i particolari, gli americani cercano l’azione,
dire quale dei due sia più difficile è azzardato anche se quello bonelliano ti costringe a saper disegnar tantissime più cose ..

Ho saputo che oltre ad essere un fumettista sei anche un eccellente scultore…

Si frequentando l’istituto d’arte mi sono appassionato anche alla scultura, anche se è comunque una dote potrei dire di famiglia.. il mio bisnonno incideva sui gusci di tartaruga, lavorava l’avorio e poi insegnava storia dell’arte a Torre del Greco, mio nonno invece lavorava il cammeo e il corallo e infine i miei zii sono scultori di arte sacra… anche per quanto riguarda la scultura ho applicato lo stesso criterio per il fumetto, cioè riferirsi ai classici..
Scolpire o creare modellini presuppone guardare Michelangelo e tendere a un immagine anatomica perfetta, nel fumetto questa idea l’ho ritrovata in Buscema..
io lo ritengo il Michelangelo del fumetto..

Possiamo vedere le tue sculture su un sito?

ecco il sito ufficiale di Pasquale Qualano
mi occupo per di più di arte sacra e anche presepiale. Mi piace l’arte sacra perché credo non ci sia niente di più anatomico del corpo di Cristo, o il volto levigato della Madonna da cui devono trapelare determinate emozioni.. in questo tipo di arte credo che Giuseppe San martino , per intenderci, l’autore del Cristo velato abbia inteso perfettamente come rendere un corpo anatomicamente.

Ti occupi solo di sculture sacre?

Ho fatto anche modellismo erotico di cui le opere non compaiono sul sito prima indicato essendo di un’altra azienda. Poi per appassionati ho fatto anche altri modelli in questo caso presi da originali tipo Conan, devilman…

Nella scultura è più facile esprimersi rispetto che nel disegno?

La scultura ha comunque le sue regole, va letta nello spazio, una scultura dinamica deve comunque seguire delle figure geometriche. Deve essere armoniosa…Michelangelo ad esempio usava la forma a piramide vedi La Pietà, oppure il DAVIDE è simile ad una colonna dove le braccia e le gambe non escono mai da linee prestabilite, o ancora l’Ercole di Canova dove è visibile la forma ad arco. Questo accade anche nel disegno ci sono sempre regole da rispettare e c’è anche da dire che in ogni lavoro che sia scultura o disegno al di là del committente che chiede un determinato lavoro, bisogna sempre metterci comunque se stessi.

Pasquale grazie per aver accettato di rispondere alle domande per cartoonMag, ti chiedo un’ultima cosa, puoi regalare al magazine una tua versione della nostra mascotte Mira?

Certo

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Intervista: Angelo Di Pino e Teresiana Nocera


Visto da: 1882


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