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A cartoonMag Ade Capone, autore di Lazarus Ledd e tra i migliori sceneggiatori dei panorama italiano. Grazie Ade per avere accettato il nostro invito, è un onore averti con noi.

Grazie a voi. Il piacere è mio.

Lazarus Ledd, personaggio di confine, sia per sè stesso che nel suo genere, a cosa è dovuto il suo successo?

Credo proprio alla mancanza di schemi predefiniti, sia in termini di contenuti che di linguaggio, che spaziava da quello tipicamente italiano a quello dei supereroi o dei manga. Da lettore onnivoro quale sono, ho messo in LL tutte le cose che mi piacciono. E devo ringraziare la Star Comics per la libertà che mi ha sempre lasciato in tal senso. Probabilmente anche perché la Star è stata la prima casa editrice “globale” qui in Italia, in termini di differenti proposte al pubblico. Eravamo davvero una bella squadra, sì.

 

Possiamo dire che di questa serie sei stato anche un talent scout, visto l’avvicendarsi di molti disegnatori esordienti?

Be’, il premio fumettistico che mi ha fatto più piacere è stato quello assegnatomi dall’ANAFI come “scopritore di nuovi talenti”. E questo è avvenuto soprattutto tramite Lazarus. La libertà che avevo nello scrivere l’ho lasciata anche ai disegnatori, e non c’è nulla come la libertà di espressione artistica che permetta a un giovane di crescere. Questo, ovviamente, senza rinunciare alla mia severità nella supervisione. Mi piace molto lavorare con i giovani talenti, vederli crescere e affermarsi. Molto spesso, nel caso di LL, sono diventati famosi.

Ledd e il suo rapporto con la musica, da qui l’idea del personaggio un pò rock. Qual è il tuo e il suo rapporto con la musica?

Qui scatta l’identificazione tra l’autore e il suo personaggio. Larry ama la stessa musica che amo io. E anche lui vive la musica come emozione. Ma nel suo caso anche come sottofondo all’azione, visto che lui è un “eroe” e io no. :-)

Lazarus e i videogames, come è nata l’idea di affiancare Ledd a Sam Fisher, personaggio del videogame Splinter Cell (scelta premiata dalla Ubisoft France come migliore iniziativa promozionale europea)?

L’idea mi venne proposta da Ubisoft Italia, che aveva notato come LL fosse in pratica l’unico albo a fumetti made in Italy -a parte il Martin Mystere di quel geniaccio di Castelli- in cui la Rete era usata come importante elemento narrativo e in cui le nuove tecnologie digitali avevano un notevole risalto. Insomma, LL era in sintonia con quel mondo digitale (videogames compresi) che altri autori -ed editori- guardavano invece con scetticismo.

 

Come vedi la situazione italiana del mercato del fumetto? Come mai sempre più spesso perdiamo giovani matite che convergono verso l’estero?

Il pubblico del made in Italy sta invecchiando sempre di più. Ormai l’offerta multimediale è tale che un ragazzino ci mette un attimo a fare il confronto tra la nostra produzione a fumetti -troppo spesso ripetitiva- e cose di grande innovazione come certi telefilm.  Sto pensando a Touch, a Lost, a Flash forward, giusto per fare qualche esempio. E quei ragazzini, se disegnano, cercano di farlo in un mercato dove diversi autori di quei telefilm (pensiamo a Brian Vaughn, o a Joss Wheddon) sono anche autori di comics. O dove comunque c’è un continuo interscambio di idee tra fumetti e cinema/TV/games. Interscambio che porta evoluzione. E nuovo pubblico, giovane.

Manga e fumetti italiani: quali sono i punti di forza e quali quelli deboli?

I manga stanno dando ai fumetti italiani una grande lezione: quella di saper parlare alle generazioni più giovani, spesso grazie a protagonisti giovanissimi che crescono via via insieme ai lettori (Naruto su tutti).  Io non capisco, davvero non capisco, perché il fumetto popolare italiano abbia rinunciato a proporre albi con protagonisti -o tematiche- adolescenti, in cui i ragazzini possano identificarsi. Una volta NON era così. Sembra che ci siamo dimenticati del successo di albi come Il piccolo ranger, Capitan Miki, eccetera. Perché? Forse perché il pubblico è invecchiato? Ma questo è l’effetto, non la causa! Inoltre i manga sanno parlare a un pubblico femminile che, salvo rare eccezioni (Rat-Man, Dylan Dog e Julia), non segue affatto il fumetto italiano.

Qual è la tua idea riguardo ai webcomics?

Tutto ciò che è comunicazione in questo campo è positivo. Tutto ciò che permette di sperimentare e innovare lo è. Io penso da sempre che i fumetti siano fatti per la carta, innanzitutto, ma comincio a credere che i webcomics possano avere una diffusione maggiore del previsto, grazie ai tablet e agli smartphone.  I ragazzini ne fruiscono in questo modo, e pare che per loro carta o schermo touch sia la stessa cosa. E alla fine credo che abbiano ragione loro. Come sempre, del resto.

Quali fumetti o manga legge Ade Capone e quali sono i tuoi preferiti di sempre?

Le preferenze dipendono dai periodi. In questo momento, per esempio, leggo tutto ciò che esce di Mark Millar o di J.M. Strackzinsky. Poi ci sono un sacco di cose che rileggo sempre con gusto: gli Zagor o i Mister No di Nolitta, i Dylan di Sclavi, Watchmen, V for Vendetta, Frank Miller, specie i suoi Daredevil.

Tra i manga amo molto Crying Freeman e Akira, ma per stare su cose più recenti Deathnote, Naruto e tutto ciò che esce di Urasawa. Monster è un capolavoro assoluto!

Ade Capone: il mistero e l’ignoto, incontri e rapimenti alieni, tematiche affrontate nell’opera Contatto. Incontri ravvicinati con altri mondi, cosa puoi dirci riguardo a quest’opera?

Che corona il mio sogno di scrivere un libro vero e proprio, visto che il mio precedente, Danza alla luna, era più che altro un libretto, con alcuni racconti brevi e poesie. Certo, ora mi manca lo scrivere un romanzo, visto che Contatto è un saggio, ma ci sto lavorando ;-) Contatto nasce dal mio lavoro come autore al format TV Mistero, un lavoro che mi piace tantissimo e che mi sta dando parecchie soddisfazioni. Nel libro ho messo approfondimenti, anche emozionali, che la TV con il suo minutaggio ferreo ti costringe a limitare. Contatto parla di persone che ho conosciuto e che sono oggetto di presunti rapimenti da parte degli alieni, o meglio di indefinite entità aliene. La seconda parte del libro dipinge poi un quadro generale sul discorso alieni: perché sono qui, e da quando? Il tutto in modo molto documentato (come anche le mie storie di fantasia, del resto). Sono molto soddisfatto: il libro sta continuando a vendere bene e piace parecchio, a giudicare dai commenti che mi arrivano.

Dal mistero al paranormale, come autore del programma Mistero, ne avrai viste tante, qual è la tua idea riguardo questi fenomeni? Come mai questo genere di storie attira così tanti telespettatori e non?

Chi più chi meno, tutti ci poniamo domande su certi argomenti “di confine”, che è poi il confine tra la vita e la morte, tra una dimensione fisica e una metafisica, tra la Terra e lo spazio. Fin dall’antichità siamo in qualche modo attratti dall’ignoto, anche la paura è in fondo un tipo di fascinazione. Quante volte guardiamo un film dell’orrore o di fantascienza e pensiamo: “Che bello… come mi sto spaventando!”. Credo che tutto questo faccia parte della natura umana.

 

Io penso che un cinque/dieci per cento di questi fenomeni siano davvero inspiegabili e rivelino un mistero che la nostra scienza non è ancora stata in grado di spiegare. Ma non per questo mi rivolgo alla religione: più rileggo i libri sacri e meno la religione mi convince. Credo che servirà, piuttosto, una nuova scienza, che non guardi con diffidenza al cosiddetto paranormale. In fondo un tempo anche la chimica era considerata alchimia, cioè magia.

Prossimi impegni lavorativi?

Troppi, come al solito! :-) Scherzi a parte, d’estate l’attività televisiva è minore, e potrò dedicarmi maggiormente a fumetti e a nuovi progetti nel campo della fiction in genere. Sto scrivendo uno speciale di Lazarus Ledd, sarà di almeno 120 pagine, vedremo quando e con che etichetta uscirà. E sto scrivendo una storia di supereroi, o meglio di supercriminali. E poi, naturalmente, procedo con la trasformazione in digitale -per tablet- delle storie di LL, tramite Manfon Comics. Che ha iniziato a digitalizzare anche Morgan, la storia di fantascienza scritta da me e Leo Ortolani.

Vuoi ringraziare o salutare qualcuno?

Voglio ringraziare e salutare il vostro staff e i vostri lettori. Anche le interviste sono un modo per restare in contatto col pubblico. E il fumetto avrebbe bisogno di più informazione…

Con amicizia e stima sincera a tutti voi,

Ade Capone

 

Veronica Lisotti: Google+