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Alfio Buscaglia: ecco la strada che mi ha condotto al


Alfio Buscaglia è con noi su CartoonMag, intanto grazie Alfio per avere accettato di fare quattro chiacchiere con noi.

Grazie a voi!

Disegnatore ed illustratore, come avviene il soldalizio con il mondo dei ?

Avviene per caso e dopo tanti anni di lavoro. L’importante per me è sempre stato disegnare, senza mai soffermarmi su cosa dovevo fare di preciso. Anche se i fumetti sono tutt’ora la mia principale passione, ho fatto una lunga gavetta anche nel mondo della pubblicità, nella grafica vettoriale, nella animazione per il web e nella illustrazione. E’ solo con il tempo che si è tracciata la strada che sto percorrendo adesso e devo dire che grazie ad esso queste due discipline convivono serenamente…e mi fanno divertire un sacco!

Hai dei maestri a cui ti ispiri?

Attualmente a nessuno in particolare. Il bello è cercare di carpire il meglio da tutti. Ma sono comunque cresciuto leggendo fumetti argentini e francesi e a scuola ho studiato molto i classici, come Milton Caniff, Alex Raymond,Alex Thot, Breccia, Pratt, Moebius…

Come defineresti la tua tecnica?

Sai che non lo so? Ho smesso gia da un sacco di tempo di definirmi. Ogni volta che lo faccio ho una crisi esistenziale!
Comunque, per definizione, lavorando al computer la mia tecnica è digitale… Solo che la applico disegnando su uno schermo come se lavorassi ancora su carta… Quindi… Ecco vedi? Ho gia un cerchio alla testa…
Non lo so!!!

Insegnante di tecnica di disegno, cosa cerchi di trasmettere ai tuoi allievi?

Non insegno piu da molti anni, oramai. E per il bene di tutti, ho preferito non farlo più. Però di una cosa vado orgoglioso. Ho cercato sempre di trasmettere ai miei allievi di non puntare mai al bel disegno, quanto piuttosto nel coinvolgersi in pieno con quello che si sta disegnando . E qualcuno mi ha pure capito e ringraziato per averlo fatto. No, dico… roba da maestro Jedi!

Cosa puoi dirci di Nuisible, uscito per il mercato francese?

E una trilogia uscita negli ultimi tre anni in Francia per la Glènat e scritto da Mathieu Mariolle, E’ un fantascientifico ambientato nella Parigi di oggi, dove un virus misterioso ha contaminato la città, provocando degli effetti devastanti sulla natura circostante. Le tematiche sono avvincenti. Numerosi protagonisti mettono in luce diversi aspetti sociali, scientifici ed etici, di chi è stato vittima di un evento catastrofico come questo. Ho degli editori interessati per una sua riedizione italiana…e spero molto presto di presentarvelo pure qui.

Quali sono le differenze che hai riscontrato lavorando per la Francia?

La prima impressione è che sono culture differenti. Per esempio, quello che qui in italia viene considerato fumetto d’autore, in Francia è il tipico fumetto popolare. Oppure che qui il fumetto seriale da edicola occupa il principale mercato, mentre in Francia la Bande Dessinée è venduta in libreria come un vero romanzo scritto… Quindi la prima cosa che si deve imparare se si vuole lavorare per loro è che c’è una industria editoriale diversa. Ma superato un po’ questo scoglio, la differenza nel disegnare non è molto abissale. Anzi puo essere stimolante per capire che ci sono mille forme per raccontare a fumetti.

Nel tuo blog sono presenti diversi digital draw, quale il tuo rapporto con la tecnologia?

Non mi reputo un tecnocrate e per me il computer ha valore puramente pratico. In fondo qualsiasi disegno che deve essere pubblicato deve per forza passare ad una scansione digitale per una sua impaginazione di stampa. Quindi disegnando già al computer si ha una maggiore visione d’insieme del suo risultato finale, per non parlare poi della varietà stilistica che lo strumento ti permette di fare.

Preciso però che stimo ancora moltissimo chi disegna in maniera tradizionale con carta matita e pennello… E io ho scelto il digitale solo per lavoro e perché da più immediatezza,… ma non ho mai abbandonato il moleskine per schizzare appena ne ho voglia, solo per me.

Ti avvali di questo strumento quando lavori?

Si. lavoro con la wacom cintiq oramai da molti anni…

Il tuo fumetto Armadel, è un’opera fruibile dal web, pensi che sia questo il futuro del fumetto, il web?

Armadel è un fumetto vecchio piu di 10 anni, di quando la rete andava ancora a 56K! Preciso che io ho solo disegnato un episodio per il collettivo settemondi studio! E dopo tutto questo tempo ne è passata di acqua sotto i ponti… Dai pochi libri di storia che ho letto, ho capito che il linguaggio del fumetto si è evoluto a seconda della stampa che lo pubblicava.
E logicamente, sarà sempre l’industria editoriale a decidere come cambierà aspetto. Quindi, se tutta la stampa migrerà sul web, tutto avverrà di conseguenza. Se poi è vero che pubblicare in digitale, elimina ogni filiera fatta di tipografi distributori e punti vendita, allora si può pensare che per un editore pubblicare in rete è decisamente piu vantaggioso.

Ma non credo che il web sia necessariamente il futuro del fumetto attuale, quanto piuttosto un viatico per un nuovo cambiamento. Dopotutto il fumetto è un linguaggio assai malleabile a nuovi format, e può essere che si parta da questo linguaggio che conosciamo per trovare delle nuove forme per raccontarlo. Non mi fa paura pensarla così.

A cosa stai lavorando ?

Ho appena terminato un episodio di una nuova serie della Sergio Bonelli Edizioni in uscita l’anno prossimo, dal nome Dragonero. Continuo a pubblicare BD per il lettore francese su un giallo ambientato nel dopoguerra di Marsiglia. E quando capita, illustro libri per ragazzi, tanto per non farmi mancare niente…

Vuoi ringraziare o salutare qualcuno?

Ringrazio tutti voi per lo spazio che mi avete dedicato e tutti i lettori di cartoonMag. E saluto il mio cane-ernia Zoe, che non mi sopporta più nel vedermi lavorare al computer.

Info: www.alfiobuscaglia.com e www.alfiobuscaglia.blogspot.com

Buona giornata.

Veronica Lisotti: Google+