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Andrea Freccero, benvenuto, puoi presentarti ai lettori di cartoonMag (per quei pochi che non ti conoscono…)?

Ciao a tutti, rompo il ghiaccio molto volentieri. Vivo e lavoro a Genova, città dove sono nato nel 1968. Collaboro con Disney Italia da circa venticinque anni, illustrando agli esordi qualche libro ma in particolar modo disegnando storie a fumetti e copertine. Ho realizzato qualche storia a fumetti anche per Disney America e illustrato una serie di tavole per Airone Junior di Mondadori. Nel corso degli anni ho preso parte a diversi progetti editoriali, PK e Double Duck, per citare i due probabilmente più conosciuti, per il secondo ho ideato una buona parte dei characters originari della serie. Ho fatto davvero un pò di tutto, disegnando puppet per la tv oppure story board e illustrazioni pubblicitarie.

Da molti anni collaboro anche per Ferrero, ideando e disegnando diversi dei gadgets e delle sorprese che tutti conosciamo, oppure disegnando packaging (confezioni) anche sperimentali o ideando spazi espositivi e tante altre cose strane e curiose. Negli ultimi anni, pur mantenendo saldo il mio amore per il “Topolino” nazionale, mantengo una fitta collaborazione con l’editore Danese Egmont Ehapa, realizzando molte delle covers per i mensili tedeschi della collana Lustiges Taschenbuch e altre pubblicazioni del nord Europa. Recentemente sto realizzando una serie di copertine per l’editore francese Glènat, si tratta di ristampe di serie “ targate “ Disney Italia che hanno avuto grande fortuna in tempi recenti, Dragon Lords e Wizar of Mickey per esempio.

Il resto del mio tempo lo dedico alla mia famiglia, convivo e ho una vivacissima bambina di sei anni. Nonostante i miei 44 anni adoro i videogiochi, una vecchia passione iniziata da quando ho inserito la prima moneta nel cabinato di Space Invaders.

Sei sempre stato un lettore di fumetti? Quali personaggi prediligi?

Ho sempre adorato i fumetti, quando ero bambino ne divoravo una quantità incredibile. Sono cresciuto in un momento di particolare fulgore per il fumetto disneyano, ma non solo. Le edicole erano stracolme di pubblicazioni di ogni tipo, io le adoravo tutte! Tiramolla, Soldino, Geppo, Provolino, Cucciolo e Beppe, Pugaciòff, quanto mi mancano … lo so, probabilmente a molti di voi non diranno nulla, ma hanno segnato la mia generazione. Giorgio Rebuffi è stato probabilmente il primo disegnatore che ho amato in modo viscerale, il suo tratto e il suo modo di muovere i personaggi o descrivere gli ambienti mi affascinava profondamente. Poi sono arrivati I Mega Almanacco e gli Almanacco Topolino, ricordo l’ odore della carta, quella dei fumetti veri, economica e ruvidissima.

In quel periodo erano già pienamente all’opera grandi maestri come Carpi e Scarpa, Cavazzano, De Vita, Gatto e molti altri, la mia decisione oramai era presa, volevo fare come loro, disegnare fumetti. Con il tempo e l’età ho conosciuto la grande famiglia dei fumetti in modo più approfondito, il mondo è pieno di grandissimi autori, Jeff Smith, Loisel e Gimenez sono tra i miei preferiti. Ma credo che potrei stilare una lista di almeno venti pagine. Il mio personaggio preferito? Bone di Jeff Smith, per quanto riguarda invece la grande famiglia Disney, Paperone su tutti.

Com’ è nata la collaborazione con la Disney?

Appena terminato il liceo artistico ho avuto la fortuna di conoscere Giovan Battista Carpi, mi presentai a casa sua con la mia cartellina piena di disegni, erano “acerbi” e ben lontani dal poter essere definibili dei  buoni disegni. Comunque il mio maestro seppe intravedere la mia determinazione e una qualche possibilità. Iniziai a collaborare con lui su Airone Junior e poi su alcune illustrazioni per Disney Libri, poi disegnammo a “quattro mani” una storia a fumetti per Paperino Mese, si intitolava “ Zio Paperone e il talismano verde”, siamo nel 1989. Carpi impostava le tavole, le sue matite erano davvero molto abbozzate ma godevano di una qualità straordinaria, non mi restava che rifinire e poi inchiostrare, cosa però non facile quando lavori vicino ad un grandissimo del fumetto, vi assicuro che la manina le prime volte trema. Comunque questi furono i miei primi passi nell’universo Disney, poi arrivò la prima sceneggiatura per Topolino, “ Topolino e il grosso caso “. Da allora ho continuato a lavorare sul mio settimanale preferito, e sempre con lo stesso amore dei primi giorni.

Hai qualche mentore?

Come dicevo prima, il mio primo grande punto di riferimento fu Carpi, successivamente ho avuto la fortuna di conoscere Giorgio Cavazzano, partecipai a degli incontri organizzati per alcuni artisti da Disney Italia, è stato fantastico. Giorgio è una persona molto disponibile e dotato di una professionalità incredibile, spesso abbiamo parlato a “briglia sciolta” dei vari aspetti del nostro lavoro, la voglia di divertire e divertirsi, evitare ogni forma di superficialità e poi l’importanza della documentazione sono oggi punti cardine del mio lavoro, e questo credo di doverlo proprio a lui. Con il passare degli anni ci siamo incontrati più volte, ed ogni volta è sempre stato piacevole passare un pò di tempo con lui, ascoltarlo o semplicemente guardarlo disegnare.

Qual è il tuo rapporto con PK?

PK per me ha rappresentato un punto di rottura degli standard narrativi disneyani, dal punto di vista dei contenuti ma anche da quello prettamente grafico. Si è osato davvero molto all’epoca, eravamo continuamente sollecitati a forzare le inquadrature, le prospettive e i tagli delle vignette. A spingere un pò di più. All’inizio ebbi qualche difficoltà ma poi iniziai a prenderci gusto e a sperimentare. La grande libertà nel muovere la gabbia permetteva di adattare gli spazi al disegno e viceversa, se occorreva un primo piano potevamo stringere l’inquadratura in modo molto cinematografico, così come potevamo ricavare vignette molto alte quando era necessario descrivere una prospettiva particolare, insomma, le possibilità erano moltissime e i personaggi molto dinamici e accattivanti. Cavolo … sparavano e se le davano di santa ragione, non mi era mai capitato prima di allora! Con il numero delle storie disegnate maturai molto il mio stile, da Meccano a O.G.R.E, per esempio, la differenza è sensibile. L’esperienza maturata su PK è stata fondamentale per me, oggi sento molte affinità quando lavoro alle serie di DoubleDuck, che pur non arrivando a quegli estremi permettono una grande libertà nella regia e nell’impostazione delle tavole.

Tu e la tecnologia: amore o odio?

Amore, sono attratto da ogni forma di tecnologia, passata oppure attuale, colleziono anche vecchie console per videogame, dagli anni 80 ad oggi. avete per caso un Vectrex? Adoro la tecnologia purchè questa non rappresenti uno status oppure una moda, in questi casi non riesco proprio a digerirla. Attualmente esistono strumenti straordinari per il mio lavoro, software e hardware incredibili, sono sempre alla ricerca della stampante perfetta o dello scanner migliore, per non parlare poi delle tavolette grafiche, quelle attuali sono incredibili. Non posso acquistare tutto, ma sogno più che altro di poterlo fare.

Com’ è la tua giornata tipo?

Mediamente lunga, alle 7,30 del mattino sono già al tavolo da disegno, faccio una pausa pranzo molto breve e poi riparto, breve pausa per la cena e poi riparto, spesso fino alle 22-23, diciamo che la mia giornata tipo è composta mediamente da 12 ore lavorative molto intense. Questo perchè mi piace diversificare i miei impegni, dalle covers alle pagine a fumetti, dalle collaborazioni pubblicitarie alla creazione e al disegno di gadget per Kinder Sorpresa e molto altro, Insomma se non sono in ansia per qualche consegna e non ho due o tre progetti diversi sul tavolo mi annoio, il rovescio della medaglia sono le ore necessarie per fare tutto, e il poco (pochissimo) tempo libero.

Cosa significa per te disegnare?

E’ una valvola di sfogo, quando disegno tutto resta fuori, un giorno sono nel deposito con Paperone e quello dopo in Amazonia con Paperino, non male vero? Non esiste niente di meglio che mettere sul tavolo un nuovo foglio bianco da riempire. Ho sempre un computer acceso e nell’arco della giornata arriva spesso una e-mail che commissiona un’illustrazione oppure un nuovo lavoro, questo è un momento galvanizzante perchè la fantasia e la creatività hanno la possibilità di spaziare al massimo. Quando sento di aver lavorato bene è sempre una grande soddisfazione, arrivano però anche le giornate storte, quelle in cui non tutto gira come dovrebbe, e allora è facile sentirsi molto frustrati.

 

Disegnare incanala e disperde una grande quantità di energie mentali e fisiche, sono necessarie concentrazione e lucidità costanti, un bell’impegno insomma. Devi amarlo altrimenti è durissima. Spesso mi capita di lavorare al computer con il colore e la mia musica nelle cuffie (Battiato tra i top five di sempre), sempre nel tardo pomeriggio oppure di notte, sono ore davvero rilassanti in cui spesso termino e concretizzo quello che ho costruito durante la giornata. E’ molto intimo e piacevole.

Puoi darci qualche anticipazione dei tuoi prossimi lavori?

In questo periodo sto disegnando una storia per Topolino, una classica storia estiva che spero leggerete con piacere sotto l’ombrellone. Ho in lavorazione una copertina per Disney Italia, e presto dovrò mandare in redazione un pò di concept per “I Classici”, mi occupo della produzione annuale di copertine per la collana oramai da qualche anno.

Per Egmont ho in lavorazione diverse copertine per i mensili Lustige Taschenbuch e alcune illustrazioni pubblicitarie e per espositori da libreria.

Ho appena terminato una cover di Wizard of Mickey per l’editore francese Glènat, e presto dovrei lavorare alle covers per le prossime ristampe francesi di Double Duck e Dragon Lords.

Sono anche indaffarato su alcuni progetti per Ferrero, una serie di peluches per il sud America e la Pasqua del 2014, e poi qualche altro progetto per il Kinder Sorpresa.

Grazie per essere stato nostro ospite, dove possono seguirti i nostri lettori? Vuoi fare un saluto?

Certo, voglio ringraziare e salutare chi ha letto la nostra intervista fino a queste ultime righe, tutti coloro che seguono con simpatia il mio lavoro e anche chi, magari incuriosito, cercherà di conoscerlo. Da tempo sto cercando di allestire un sito internet ma senza averne il tempo, ora ho deciso di provare con un blog, la sensazione è che sia più semplice e “snello” da gestire, mi piacerebbe incontrarvi nuovamente tutti lì. Potremmo insomma continuare a “sentirci” in qualche modo, a me farebbe molto piacere.

Info: http://www.freccero.blogspot.it/

Grazie di tutto e a presto!

Andrea

Andrea Freccero ci ha regalato un bellissimo saluto per gli amici di cartoonMag, grazie Andrea!!!

Veronica Lisotti: Google+