Eisaku Inoue: Il Maestro ha concesso a cM un’intervista

Eisaku Inoue. Character designer e direttore dell’animazione, il Maestro ha lavorato a serie animate tra le più note degli ultimi trent’anni…

Tra le serie ricordiamo: Saint Seiya, Dragon Ball Z e One piece.

Il Maestro nella prima settimana di Aprile è stato ospite all’evento italiano Japan Matsuri ed oggi abbiamo l’onore di averlo tra le pagine di cartoonMag per un’intervista.

Prima di passare alle domande ecco qualche nota dedicata a Eisaku Inoue. Nato nella prefettura di Kanagawa e appassionato di disegno fin dalla più tenera età, è un rinomato character designer e direttore dell’animazione giapponese, che ha lavorato ad innumerevoli serie cult degli anni 80 e 90, tra cui Saint Seiya, Dragon Ball Z, Street Fighter, Tenchi Muyo! Ryo-Ohki, B’TX e Madoh Oh Granzort.

Inoltre, è stato key animator di Punta al Top! Gunbuster, nonché di Digimon Hurricane e Revenge of Diaboromon della serie Digimon Adventure 02; come pure il character designer e il direttore dell’animazione in vari lungometraggi di One Piece, come ad esempio Nejimaki-jima no Bōken Karakuri-jou no Meka Kyohei e Episode of Alabasta : Sabaku no Ōjo to Kaizoku-tachi.

Inoltre il Maestro Inoue è stato anche impegnato nella realizzazione della serie di One Piece come direttore dell’animazione e creatore dello Storyboard degli episodi televisivi.

 Passiamo all’intervista:

1.Come è nata la sua passione?

La mia passione per il disegno. A dire la verità, non ho mai imparato a disegnare “ufficialmente”.

Penso che la “passione”, in senso stretto, fosse già nata durante la scuola elementare, poi l’ambiente familiare in cui sono cresciuto ha influito tanto. Mio fratello era geniale nel disegno. Grazie a lui, sono riuscito a impadronirmi, in modo naturale, della tecnica del disegno.

Eravamo una famiglia povera, dovevo per forza trovare un modo di giocare che non costasse niente, come plasmare l’argilla o scarabocchiare sui fogli. Sicuramente mio fratello era cresciuto nella stessa situazione.

Disegnare sul lato non stampato dei dépliants pubblicitari o costruire carri armati con l’argilla era la mia vita quotidiana: ma ricordo che mi divertivo.

Questo ambiente familiare mi ha dato un’indole timida, durante la scuola media ero spesso oggetto di scherno, anche se comunque avevo degli amici.

A causa della situazione familiare e anche del fatto che non riuscivo a concentrarmi a studiare, avevo dei complessi d’inferiorità. L’unica via di fuga era il mio talento nel disegnare.

Alle medie, durante le lezioni di pittura, ero molto precoce nei miei dipinti e, a causa di questo, l’insegnante ogni tanto mi rimproverava.

Anni dopo, un certo signor Shirato, un animatore giapponese conosciuto, mi disse “se sai plasmare così bene l’argilla, riuscirai anche a disegnare bene”: questa frase mi ha spinto ad entrare nel mondo dell’animazione. A ripensarci adesso, capisco che avevo imparato da solo, dall’esperienza, il fatto che i disegni piani e l’argilla tridimensionale sono in stretta relazione. Shirato l’aveva intuito e per questo lo ringrazio.

2. A quale dei suoi lavori è più legato? E perché?

Ce ne sono tanti, ma se dovessi sceglierne proprio uno, direi I Cavalieri dello Zodiaco. Dal punto di vista del ”disegno”, I Cavalieri dello Zodiaco con i suoi personaggi, lo sfondo e la messa in scena è stato assolutamente l’ideale.

3. Dragonball, One Piece, I Cavalieri dello Zodiaco. Questi sono anime che hanno segnato un’intera generazione in Italia, in Giappone rivestono un ruolo altrettanto importante nella cultura popolare dei giovani?

Visto che continuano ad uscire le serie ancora adesso, sono molto importanti anche in Giappone.
4. Pensa che i film d’animazione giapponesi abbiamo influenzato i loro analoghi occidentali? E, viceversa, è possibile che sia successo anche il contrario?
Si, per esempio, Zack Snyder (Batman v Superman: Dawn of Justice – 2016), Peter Jackson, Neill Blomkamp (District 9) sono conosciuti per essere degli appassionati in modo ossessivo di manga e anime ed utilizzano effetti speciali in generale, ed in particolare per film e serie TV nipponiche di genere fantascientifico, fantasy o horror etc…
Posso dire che i loro film vengono addirittura reimportati dal Giappone.
5. In che modo il progresso tecnologico ha influito l’animazione giapponese?

Al giorno d’oggi si dà priorità alla razionalità e gli anime sono conseguentemente privi di vita: ciò mi dispiace tantissimo…

La colpa di questo deriva dall’eccessiva razionalità dei giapponesi.

Nel film “Jurassic Park” sono state alternate con successo la computer-grafica e il dynamotion per ottenere la maggiore efficacia nella creazione e animazione delle immagini, perciò si dovrebbe evitare di usare nuove tecnologie solo per ridurre i costi.

6. Cosa consiglierebbe, in poche parole, ad un aspirante direttore dell’animazione?

Gli direi che se è poco serio, non riuscirà ad andare avanti. Deve prepararsi alla sfida, ma non iniziare questo lavoro troppo tardi. Il saper disegnare è fondamentale.

Intervista di Ginevra Giussani