Giuseppe Di Bernardo, voglia di raccontare storie anche soprannaturali
Ciao Giuseppe, una breve presentazione per i nostri lettori?
Disegnatore e sceneggiatore dal lontano 1994. Da allora, citando Moretti, ho fatto cose, ho visto gente. Ho lavorato per la pubblicità nel settore dei giocattoli, ho disegnato un “Mister No”, un “Lazarus Ledd” e svariate altre cosette. Ho creato la serie “L’Insonne”, “Cornelio, delitti d’autore”, “The Secret”, insegno alla Scuola Internazionale di Comics e sono Editor Star Comics per il settore italiano. Ah, avrei anche scritto un romanzo e pubblicato su qualche antologia.
Come nasce l’amore per il fumetto?
Come si fa a non amare il fumetto? Per chi ha voglia di raccontare storie, inventare mondi, i comics sono la strada più semplice. Per questo mi pare che in giro ci siano più aspiranti fumettisti che lettori. Personalmente facevo fumetti fin da piccolissimo. Credo di aver iniziato a scriverli e disegnarli prima di averne letto uno. Anche per me nasce tutto dalla voglia di raccontare delle storie. Forse sono diventato disegnatore perché era più facile farmi notare. Più immediato. Avevo capito che valutare uno sceneggiatore è estremamente complicato.
Cosa ti ha ispirato la creazione di Desdemona?
Una esperienza come deejay in una radio fiorentina. Mi piaceva l’atmosfera delle emittenti private degli anni ottanta. Le stanze fumose e insonorizzate, la gente fuori di testa che telefonava in trasmissione. Quando mi sono messo, insieme ad Andrea Polidori, alla ricerca di un buon personaggio da proporre, ho pensato che una detective deejay non fosse mai stata presentata ai lettori di fumetto. Oggi, dopo diciotto anni di vita, se si dice “radio” nel mondo dei comics italiani, non ci si può esimere dal ricordare Desdemona e la sua complicata vita editoriale.
Sei un amante del genere giallo? Il mistero ti intriga?
Moltissimo. Qualcuno ha detto che “L’omicidio è lo spettacolo migliore del male”. Mi sono sempre occupato di omicidi in tinta gialla e di noir, ma le mie storie hanno da sempre una velatura di soprannaturale. C’è un mondo parallelo e impossibile che filtra come una lama nella nostra realtà. Un mondo fatto di inquietanti coincidenze o follie inaspettate, fatto di rituali antichi, segreti e di scopi che ci sono ignoti. Io, amo indagare quel mondo dove gli incubi diventano reali.
Tu e Diabolik che rapporto hai con questo personaggio?
Devo molto al Re del terrore. E’ grazie a Diabolik che oggi faccio fumetti. Stavo per smettere per dedicarmi alla pubblicità quando è venuto questo principe in calzamaglia nera a coronare il mio sogno. Lo rispetto e cerco di disegnarlo rispettando il codice. I personaggi devono essere ben riconoscibili secondo la tradizione tracciata dal grande Zaniboni. Io mi concedo qualche personalizzazione per quello che riguarda le inquadrature e la caratterizzazione dei personaggi secondari.
Il futuro del fumetto Tab o carta?
Se continua questa crisi economica sarà su corteccia di banano o trasmesso per via orale. Sinceramente credo che il futuro prossimo sarà su entrambi i supporti. Nel mondo, non solo in Italia, si comprano pochissimi fumetti digitali, ma credo sia un mercato in crescita. Ne sono talmente convinto che ho fatto di tutto per fare in modo che L’Insonne approdasse subito su iPhone e iPad. Abbiamo avuto oltre 4.000 download, anche se la maggior parte gratuiti. I ricavi sono inesistenti, ma l’importante è esserci.
Com’è lavorare in Francia per “L’Ancêtre Programmé”? Quali sono le differenze principali che hai potuto costatare rispetto all’Italia?
Ho lavorato come disegnatore per Les Humanoïdes Associés. Ho realizzato tre volumi ed è stata una bella esperienza. Quello che cambia, a parte alcune differenze tecniche (ad esempio si lavorava senza una sceneggiatura ma con uno storyboard), è una maggiore considerazione da parte degli editori. Però, a differenza di molti autori italiani, io preferisco lavorare in Italia.
Prossimi progetti ?
Mentre continuo a disegnare Diabolik, occupazione che mi prende moltissimo tempo, lavoro come editor per la Star Comics. Controllo le sceneggiature e i disegni delle nuove serie, faccio scouting per i nuovi disegnatori e dico la mia sui nuovi progetti. Appena approdato in redazione ho proposto subito di pubblicare “Davvero” di Paola Barbato e “Suore ninja” la miniserie umoristica di Davide La Rosa e Vanessa Cardinali tratta dal piccolo fenomeno editoriale che è stato “Zombie Gay in Vaticano”. Sto cercando di trovare nuovi lettori. La torta dei lettori del fumetto d’avventura si sta restringendo sempre di più e a noi non resta che tentare strade alternative. Dove ci condurranno, staremo a vedere. In Italia siamo sessanta milioni di commissari tecnici e altrettanti editor. In troppi sono convinti di avere la ricetta giusta, la verità in tasca e la sfera di cristallo. Sono subito piovute critiche sulle nuove scelte della casa editrice, anche se mi pare che molte di queste fossero animate da un conflitto d’interessi piuttosto evidente. Pazienza. Tra qualche mese vedremo se i miei consigli sono stati vincenti. In caso contrario, non ho certamente problemi a farmi da parte. In questo momento, però, è bene che si sappia, fino al gennaio 2013 non valuteremo altre proposte di serie.
Sogni nel cassetto?
Riportare Desdemona in edicola con una serie regolare. Come dicevo, “L’Insonne” ha avuto tante di quelle vicissitudini editoriali che credo si meriti un’ultima possibilità. Credo che Desdy avrebbe ancora tanto da dire.
Vuoi fare un saluto?
“Quando tornate a casa, fate una carezza ai vostri bambini e dite…” no, seriamente, grazie a voi di questo spazio, e ai lettori di essere arrivati fino a qui.
Dove possono avere tue notizie i nostri lettori?
L’importante è che non mi leggano in cronaca nera, http://dibernardocomics.blogspot.it/
Veronica Lisotti: Google+















