Italo Mattone, il fumetto da sempre nella mia vita
Italo Mattone giovane disegnatore di talento, benvenuto a cartoonMag.
Ciao a tutti voi!
Italo la tua carriera ha inizio con le storie brevi Lancio Story e Skorpio, cosa puoi raccontarci dei tuo esordi e quando nasce in te la passione per il fumetto?
Si, i miei primi lavori ’da professionista’ sono stati pubblicati nel 2004 dall’Eura Editoriale. Tutto è successo quasi per caso perchè, nel 2003, alla consueta verifica di fine anno alla Scuola Italiana di Comix di Napoli, che ogni anno vedi in qualità di “giuria” personalità del mondo fumetto sempre diverse, erano ospiti Roberto Recchioni, Lorenzo Bartoli ed Emiliano Mammucari. Quell’anno presentavano ‘John Doe’, quindi per l’esame scelsi di lavorare proprio su alcune sceneggiature di John Doe che avevo trovato su riviste specializzate. Recchioni trovò interessante il mio lavoro e mi fece iniziare un periodo di prova. L’esordio avvenne l’anno successivo con storie brevi pubblicate su Lancio Story e Skorpio.
La passione per il fumetto e più in generale c’è sempre stata. La consapevolezza di poter trasformare questa passione in una professione si è sviluppata pian piano nel corso dell’anno alla Scuola di Comix, dove ora peraltro lavoro come docente.
Il numero 5 Le regole del gioco di Detective Dante attrae l’attenzione di Mauro Marcheselli della Bonelli e da lì entri a far parte dello staff, come nasce questa collaborazione?
Il contatto con Mauro Marcheselli nasce in maniera molto semplice: dopo l’uscita in edicola del numero 5 di Detective Dante, decido di spedire delle tavole del numero e il volumetto vero e proprio alla Bonelli, indirizzandoli alla sua attenzione. Dopo pochi giorni ricevo la sua telefonata: mi dice di essere interessato al mio stile, che poteva essere adatto ad una serie come ‘Julia’. Da lì è iniziato il mio rapporto con Julia e con il suo creatore, Giancarlo Berardi.
Cosa puoi dirci di Don Camillo a fumetti?
Don Camillo a fumetti è stata un’esperienza lavorativa molto interessante e stimolante, avvenuta nel periodo in cui, chiesto di essere trasferito da Julia a un’altra serie, ero in attesa di sapere per quale serie avrei lavorato. Un’esperienza che mi ha permesso di sperimentare nuove soluzioni grafiche e che mi ha fatto partecipare a un progetto che ha riscosso l’interesse non solo degli appassionati del fumetto, ma anche degli aficionados della letteratura di Guareschi.
Continui a lavorare alla serie Saguaro creata da Bruno Enna, qualche anticipazione?
Si. Al momento, dopo il numero 5, sono al lavoro sul numero 15 della serie. Sono già trapelate diverse anticipazioni sulla storyline e sul personaggio, quindi preferisco lasciare un pò di suspance: ormai ci siamo! Dico solo che sarà una serie incentrata sull’avventura, ricca di azione e con una forte continuity.
Come definiresti il tuo stile?
Lo definirei molto ‘classico’, nel senso positivo del termine, e rigoroso. Attento alla correttezza degli elementi che compongono la tavola ed alla sua costruzione, con un’attenzione specifica al layout.
Quali sono i tuoi strumenti del mestiere?
Diciamo che sono un autore sempre alla ricerca…per Saguaro avevo l’esigenza di “sporcare” Il mio disegno, quindi ho lavorato molto sull’inchiostrazione, usando sempre di più il pennello, per dare alle tavole quella sensazione di ‘sporco’, di ‘polvere’, che serviva.
Sei un lettore di fumetti o manga? Quali personaggi ti piacerebbe disegnare?
Sono un autore bonelliano atipico: nasco come lettore di manga, e solo con l’inizio dei miei studi alla Scuola Italiana di Comix, avendo avuto come insegnanti autori italiani come Giuseppe Ricciardi e Alessandro Nespolino, mi sono avvicinato alla produzione italiana, ai grandi disegnatori argentini e infine al mercato francese e americano. Oggi leggo un po’ di tutto, non ho abbandonato, però, la lettura dei manga, che rimangono la mia lettura d’evasione preferita.
Per forza di cose mi piacerebbe un giorno affacciarmi al mercato americano (quello giapponese è troppo lontano e complesso per lavorarci). Ormai il fumetto americano si è molto avvicinato a un certo gusto europeo e disegnatori come Parlov, Lark, Philips e tanti altri li trovo molto vicini alle mie corde.
Novità in cantiere?
Al momento sono molto preso da Saguaro ma, come dicevo prima, un giorno mi piacerebbe mettermi alla prova lavorando in ambienti lontani dall’Italia.
Vuoi ringraziare o salutare qualcuno?
Ringrazio tutte quelle persone, addetti al lavoro e non, che mi sono state vicine, anche solo con il loro appoggio morale, in un momento molto impegnativo della mia vita professionale. In particolare, ringrazio sempre colui che considero il mio maestro e un grande amico: Alessandro Nespolino.
Grazie a voi, e, mi raccomando, leggete Saguaro!
Veronica Lisotti: Google+
















