Marco Bianchini: è necessario ripartire dall’Anno Zero
Marco Bianchini, lavora come fumettista e illustratore nel campo del fantasy, in Italia e all’estero, disegnatore ed è insegnante di fumetto. Nota matita del mondo bonelliano oggi ospite a cartoonMag.
Marco Bianchini, e la tua vita professionale…?
La mia vita professionale ha percorso due strade parallele: il mondo del fumetto e la scuola di fumetto. Da più di vent’anni sono legato alla Sergio Bonelli editore, tempo quasi interamente dedicato a Mister No, poi c’è stato Tex, Dylan Dog, ed ora sto disegnando una delle avventure previste nella nuova collana “le Storie”, con tanti agguerriti zombie. Devo ammettere, mi sto divertendo un sacco, tanto da decidere di usare la mezzatinta per arricchire di atmosfere questa storia. Essere tornato poi a lavorare da solo mi ha ridato tanto entusiasmo e chissà che non ci sia in futuro occasione di scoprire altri talenti, pare abbia questo dono …. La mia storia professionale è interamente e felicemente legata alla Bonelli, solo negli ultimi due anni ho aggiunto collaborazioni con la Francia, in particolare con Soleil, oggi acquisita da Del Court , gli impegni sono sempre tanti, per fortuna.
I tuoi primi approcci con i fumetti avvengono attraverso i fumetti americani degli anni 70, eri e sei un fan dell’Uomo Ragno … che rapporto hai con i supereroi?
L’Uomo Ragno è stato uno personaggio dei supereroi che mi ha subito decisamente colpito, un adolescente che aveva una doppia vita, ora sfigato studente universitario adesso eroe e protettore dei deboli … esplosivo per l’epoca, si parla degli anni ’70, ed ho avuto quasi l’occasione di disegnarlo. In quegli anni la Mondadori aveva una collana che pubblicava in esclusiva per l’Italia eroi Marvel soprattutto l’uomo Ragno e i Fantastici Quattro, ed erano per la prima volta realizzate da disegnatori italiani. Iniziai a disegnare una storia per loro, ma la collana chiuse prima che la potessi completare …. Accc … Questo fu il mio primo contatto professionale con il mondo dei supereroi, forse è un bene che non sia stata pubblicata, non è che fosse disegnata così bene … Al momento i supereroi mi coinvolgono emozionalmente solo da un punto di vista prettamente estetico, anche se leggo con grande partecipazione Walking Death, una serie, guarda caso sugli zombie, di cui sono già usciti undici volumi, molto appassionante e avvincente. Mi piacciono molto anche le storie di Millar, ricordo la sua versione di Capitan American su Ultimates, l’ho molto apprezzata.
Cosa puoi dirmi della Termine Bianca?
Che è la mia passione, ci sono fortemente affezionato. E’ un progetto nato nell’ambito della scuola Internazionale di Comics, perché Termite Bianca nasce per essere un cartone animato. Si parla di circa dieci anni fa, doveva essere un cartone animato di fantascienza, un genere che adoro, che ha visto la partecipazione gratuita, me compreso, di persone inerenti l’ambito scolastico, con cui ho progettato in cinque anni tutta la pre produzione del futuro cartone. Poi lo scontro con il mondo del cinema italiano ed eravamo impreparati; purtroppo i produttori non ci hanno dato spazio. Così da cartone animato abbiamo deciso di farne un fumetto, poi se il fumetto avrà successo, l’idea è quella di ritornare al cartone.
Nasce dunque la saga di Termite Bianca con i disegni di Patrizio Evangelisti, che era agli esordi come fumettista, dimostrandosi un disegnatore di grande talento. Con lui e altri collaboratori abbiamo portato avanti questo progetto per tre volumi, adesso dopo la fuoriuscita di Santucci e Peruzzi, io e Patrizio da soli continuiamo a condurre. Adesso vorrei fare il quarto volume coinvolgendo i lettori, nel migliore stile americano, negli USA si chiama crowdfounding ed il web è ideale per questo tipo di iniziative. Gli Americani partecipano a queste proposte con grande entusiasmo facendo si che si concretizzino, a volte continuano a finanziarlo ben oltre il necessario. In Italia credo di essere il primo ad averlo tentato e ammetto che qua il tutto avviene con ritmi molto lenti, troppo … e tutto questo avviene allo scopo di terminare la saga. L’idea quindi è di coinvolgere come produttori nuovi e vecchi lettori, che verranno costantemente aggiornati via e-mail tramite una sorte di work in progress, in modo che siano partecipi di tutto il lavoro. Anche se ancora non ci sono fondi sufficienti io e Patrizio abbiamo già iniziato a lavorarci come al solito fiduciosi.
Ci spero, per avere ulteriori dettagli e diventare produttori, basta andare nel sito www.termitebianca.com e decidere cosa si può fare per far parte di questa avventura. Questo è l’anno decisivo per Termite Bianca, inoltre se tutto va bene come spero, alla prossima Lucca Comics uscirà un nuovo libro di tributi, stavolta con disegnatori di caratura internazionale, americani, giapponesi ed europei, in particolare i giapponesi stanno interpretando il personaggio di Bianca in maniera emozionante, è veramente molto bella la loro versione. Già ne è uscito uno con tributi di famosi disegnatori nazionali pubblicato da Pavesio, altrettanto bello e quasi esaurito.
Quali sono stati i tuoi percorsi di formazione?
Negli anni ‘70 non c’erano ancora scuole di fumetto, la prima sede della Scuola Internazione di Comics nasce a Roma nel ’79, per cui diciamo che mi formo come autodidatta. Devo comunque molto alla pazienza di Fabio Civitelli, lui già lavorava nel mondo dei fumetti e quando mi rivolsi a lui mi diede molte fondamentali informazioni, dopo di lui Giovanni Romanini, con il quale iniziai a lavorare come disegnatore negli albi erotici, dove in tanti abbiamo fatto gavetta. Una gavetta tosta, che dava però l’opportunità di fare pratica ed esperienza; ci fosse ancora oggi, per i ragazzi sarebbe un’ottima opportunità di crescere professionalmente
Da Mister No a Tex, cosa ricordi di quegli anni?
Presi il posto di Fabio Civitelli, lui passò a Tex poco prima che io arrivassi a Mister No. Ho debuttato con la storia “ il Mar della Sonda” scritta da Paolo Ongaro, negli anni ho lavorato anche con Tiziano Sclavi, che ho avuto occasione di incontrare in redazione a Milano. Gli anni ’80 per i fumetti erano anni splendidi, c’erano grandi disegnatori. Quando con Civitelli e Dell’Uomo andavamo alla casa editrice era per noi una grande emozione, capitava di incontrare Toppi, Tarquinio, Tacconi, D’Antonio, Milazzo e cosi via … tornavamo a casa con una carica indescrivibile … erano tempi meravigliosi pieni di energia e di voglia di fare …
Il fumetto oggi come lo vedi?
Sono convinto che il fumetto abbia tutt’ora le stesse potenzialità di sempre, il problema è che, soprattutto in Italia, si è perso il contatto con i lettori più giovani. Oggi i fumetti si rivolgono solo agli adulti e da qui la crisi, ma dal punto di vista comunicativo il fumetto ha sempre grande forza. Il problema è che i giovani non ritrovano nei fumetti tematiche a loro vicine se non nei manga. Bisognerebbe fare un anno zero: fermarsi e ripartire, cercando di produrre storie per gli adolescenti, disegnatori di eccezionale talento ci sono, la difficoltà più grossa è per coloro che scrivono. E’ dunque il loro momento, il primo che riuscirà a trovare il giusto contatto con i ragazzi farà il colpaccio. In questo i giapponesi sono molto più avanti di noi, producono fumetti per un vasto pubblico e target di età variegati. Proprio In questo periodo ho scritto una graphic novel di Bianca, in cui narro la sua adolescenza con i suoi tipici problemi ed essendo donna, molto più sfaccettata. Al testo ha collaborato anche Mariangela Sena, che mi ha aiutato ad entrare nelle mente e nelle problematiche di una ragazza adolescente, Una storia piena anche di avventura ed azione in modo che piaccia anche ai maschietti. Sto aspettando alcune risposte da editori italiani … speriamo di vederla in edicola presto.
I fumetti e il loro futuro, cosa ne pensi?
Sicuramente cartaceo e digitale convivranno, ogni tipo di applicazione fornirà un altro nuovo supporto per il fumetto. Negli States chi scarica i fumetti su supporto digitale comunque continua a comprarli anche su carta, per cui non c’è ancora una divario così netto. La tecnologia si evolve in maniera esponenziale e velocemente e poichè i disegni a fumetti sono estremamente telegenici, c’è da aspettarsi che trovino il loro importante spazio anche nel digitale.
Sei già passato al digitale?
No, io rientro nella vecchia guardia, non utilizzo attrezzature digitali, lavoro ancora manualmente, sono troppo legato alla carta e ai colori, nonostante provi attrazione per queste macchine infernali e potentissime. Sicuramente sono mezzi molto utili, con prestazioni diverse ma molto interessanti, forse bisogna nascerci.
Cosa puoi dirci delle tue collaborazioni con la Francia?
Il mercato francese è il più bello di tutti, si producono numerosi libri a colori, l’ho sempre seguito e negli ultimi anni, ho voluto provare ad inoltrarmici. Nascono così una serie di contatti e un annetto fa circa con Soleil nasce una collaborazione per un progetto storico Francois sans Nom scritto da Rumberg. La vicenda è ambientata alla fine del duecento, subito dopo la morte di Giovanna D’Arco, ed è la storia romanzata di un artista francese che improvvisamente scomparve nel nulla, un lavoro meticoloso che penso sarà un libro singolo. Con la Glenat ho in ballo un altro progetto per il 2013. Nessuno però vede in me un disegnatore di fantascienza, acc … pensare che l’adoro, cosi mi sfogo facendo qualche illustrazione nel tempo libero! Su Facebook ne ho messe alcune.
Vuoi ringraziare o salutare qualcuno?
Vorrei fare un augurio: è vero che c’è la crisi del fumetto però non bisogna per questo adagiarsi, è necessario capire come andare avanti e trovare la giusta soluzione, perché la qualità del fumetto italiano è nota ovunque. Non c’è paese al mondo che abbia una qualità media così alta, abbiamo disegnatori straordinari che non hanno ancora avuto modo di mostrare tutto il loro potenziale, l’augurio è sempre dare il massimo e guardare avanti, allora … un gigantesco in bocca al lupo al mondo dei fumetti e a quelli che vi lavorano!
Veronica Lisotti: Google+




















