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Ciao Riccardo benvenuto a cartoonMag, presentati ai nostri lettori.

Sono Riccardo Federici, artista autodidatta che lavora, con orgoglio, anche nel campo della cosiddetta Nona Arte: il .
Svolgi anche workshop. Com’ è andato il corso che hai svolto quest’anno a Roma?
Si, in questi ultimi due anni mi hanno contattato per alcuni workshop sul fumetto d’autore e l’illustrazione: il primo a Perugia presso l’Accademia di Belle Arti, e gli altri a Roma, la mia città! Tutte esperienze fantastiche…almeno da parte mia! Si pensa di ripetere l’esperienza a Perugia in Luglio. Vedremo! Il primo corso che ho tenuto a Roma si è svolto presso il Wide Work Artstudio  verso Gennaio e ho affrontato il tema fumetto dallo studio dei personaggi al colore. Ultimamente, invece, sono stato ospitato da Massimo Rotundo nella Scuola Romana di per uno stage sull’illustrazione diviso in quattro appuntamenti. Esperienze intense e divertenti!
Il fumettista, un lavoro spesso sottovalutato, specie in Italia, come mai?

In Italia l’arte in genere è sottovalutala e, di conseguenza, anche gli artisti. E’ paradossale: un paese  come il nostro dove l’arte quasi si respira, ma non viene presa in considerazione. Non come dovrebbe quantomeno, e comunque da pochi. Il fumetto in Italia non è neanche considerato una forma d’arte. Il perchè non lo so con esattezza, suppongo per mancanza di cultura, per un approccio esageratamente commerciale delle case editrici, per i media che accostano il fumetto al mondo fanciullesco….potrei andare avanti a oltranza.
Pittura e , due passioni che riesci ad unire? 
Pittura e disegno vanno di pari passo. Non si possono scindere.
Le tue opere spesso sono definite più affreschi che tavole, che tecnica utilizzi? Ti avvali della moderna tecnologia?
Ah si? Non lo sapevo! Lo prendo come un bellissimo ed esagerato complimento! Io sono un tradizionalista ma non un accademico purista. Intendo dire che non amo le tecniche digitali (pur rispettando chi ne fa uso: il digitale è un mezzo per fare arte come un altro anche se facilita la vita ai furbetti) e adoro la pittura tradizionale ma, nel contempo non amo utilizzare una tecnica soltanto. Trovo infatti che gli accademismi puristi siano limitanti e poco stimolanti ed è per questo che uso mischiare materiali e tecniche a seconda del risultato che voglio ottenere.
Cosa ti ispira la parola arte? Ti definiresti un artista?
Rispondo così: non potrei vivere senza l’arte, in tutte le sue  forme e sfumature.
Ci sono scuole in Italia valide per poter improntare i giovani verso il mestiere dell’illustratore?
In Italia esistono molte Accademie private e non che possono dare una buona base tecnica ma credo che gran parte del “lavoro” bisogna farlo da soli. L’osservazione e la curiosità sono, a mio avviso, due elementi fondamentali che non possono mancare ad un aspirante artista. Solo attraverso l’osservazione, che scaturisce dalla curiosità, si può apprendere il funzionamento delle cose. Le tecniche si possono apprendere da qualcuno, la realtà bisogna imparare a conoscerla da soli.
Sappiamo che sei anche un appassionato di cani, tempo fa hai anche aperto un Pet shop, hai mai creato opere aventi come protagonisti i cani?
Si,  gli animali sono una delle mie passioni e i miei “cuccioloni” sono come dei figli per me e mia moglie, però fino ad ora non mi è mi capitato di fare qualcosa ispirato a loro. In futuro però… Eheheheh! Segreto.
Quando crei da dove trai ispirazione?
Domanda difficile. L’ispirazione è mutevole ed è influenzata da fattori emotivi, dalle esperienze personali, dalla propria conoscenza del mondo… e a volte , purtroppo, anche da elementi di tipo pratico. Non mi ispiro a nessun artista se era questo il senso della domanda. Io amo restare me stesso. Allo stesso tempo però cerco di imparare da tutti anche da chi ne sa, magari solo apparentemente, meno di me. Mi piace il confronto e trovo che aiuti a crescere.
In questo periodo a cosa stai lavorando?
Attualmente sto lavorando ad una storia intitolata “Saria” scritta da Jean Dufaux che verrà pubblicata dalla Editions Delcourt tra pochi mesi. È un fumetto con un’ambientazione un po’ particolare tra lo storico, lo steampunk, la fantascienza ed il . Un bel mix. Il primo volume è stato illustrato dal grande Serpieri mentre io sto facendo il secondo volume. Inizialmente  questa storia aveva un altro titolo “Les Enfers” ed era pubblicata dalla Editions Laffont che poi ha ceduto i diritti della sezione Fumetti (o BD per dirla alla francese…) alla Delcourt che ha pensato bene di dare un altro nome alla serie e di ingaggiarmi come disegnatore del secondo volume e della copertina per la ristampa del primo. Per me è un onore poter proseguire un lavoro iniziato da  Serpieri (che purtroppo ancora non ho avuto il piacere di conoscere di persona) e spero che lui sia contento del mio lavoro.
Vuoi ringraziare o salutare qualcuno?
Ringrazio mia moglie, la mia famiglia ed il mio amico Pierluigi Fabi (grande musicista e lettore di fumetti) che mi hanno sempre spronato a intraprendere questa carriera.

Veronica Lisotti: Google+