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Salvatore “Disni” Callerami: “Sono nato coi pastelli in mano”

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Salvatore Callerami bentrovato. Puoi raccontarci qualche cosa di te e quando hai incontrato il disegno?

Prima di iniziare volevo ringraziarti per questa opportunità, è la mia prima intervista e ammetto di essere elettrizzato e imbarazzato. Mi chiamo Salvatore, per molti “Disni”, soprannome che mi hanno imposto i miei amici per lo stile di disegno che ho acquisito, ho un quarto di secolo e amo i fumetti. Mi sono diplomato al Liceo artistico “Emilio Greco” di Catania e dopodiché non ho fatto altro che disegnare da autodidatta, per potermi confrontare con altri fumettisti in concorsi e simili. All’inizio un po’ scoraggiato devo dire, ma dopo aver vinto il terzo premio “Pietro Miccia” indetto dal festival del fumetto “Torino comics” del 2010 ed essermi classificato tra i finalisti del “Lucca project contest”nello stesso anno, ho acquistato fiducia in me stesso e nelle mie capacità.

Sono membro ufficiale dell’associazione culturale “Cuori d’inchiostro”, un gruppo di fumettisti nato in Accademia di Belle Arti di Catania che ha unito elementi come me, appassionati di fumetto e di tutto ciò che ne riguarda, con lo scopo di creare una rivista autoprodotta di fumetti che abbraccia una grande varietà di stili di disegno. Insieme a loro ho partecipato alla prima edizione dell’Etnacomics a Catania, presentando “il becchino Tubanera” nella rivista autoprodotta “Cuori d’inchiostro Magazine n.0” e adesso stiamo lavorando per il prossimo evento, per presentare il n.1 della rivista.

Ho incontrato il disegno molto presto o probabilmente sono nato coi pastelli in mano. Se gli altri bambini giocavano a pallone o coi videogiochi, io fantasticavo, creavo un mondo tutto mio e mi bastava una matita per potermi divertire e far divertire gli altri con le mie storie. E’ una passione che porto in braccio e che cerco di accrescere.

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Sogni di diventare un fumettista, ma quali fumetti, manga leggi? Hai dei personaggi che ti piacerebbe disegnare?

Mia nonna sin da piccolo mi ha iniziato alla lettura del famoso “Topolino”, ho cominciato dunque a copiarne le copertine, alcune vignette, di rado anche alcune tavole e mi divertivo a creare storie tutte mie con gli stessi personaggi, tra cui i miei preferiti Paperino e Paperoga. Nei primi anni di Liceo, grazie ad una mia amica (tutt’ora una mia grandissima amica che stimo per i suoi fumetti e che ritengo la mia eterna rivale) ho conosciuto i manga e ho cominciato con la serie di “Dragon Ball”, per poi passare a “Lamù” e “Inuyasha” di Rumiko Takahashi e adesso i più maturi come “Berserk”, “Mushishi” e “Zetman”.

Ammetto che ogni manga che leggevo influenzava parecchio il mio modo di disegnare, quindi dal fumetto occidentale sono passato immediatamente a quello orientale. Solo dopo aver conosciuto i fumetti di Alessandro Barbucci (Skydoll) posso dire di aver raffinato il mio tratto e raggiunto uno stile personale e pulito, riprendendo il suo morbido tratto francese e nello stesso tempo dinamico come quello orientale. Comunque sia il mio sogno chiuso nel cassetto è quello di lavorare per la Disney e disegnare le storie con protagonisti Paperino e Paperoga, ma sicuramente sarei ancora più contento di poter essere riconosciuto con personaggi ideati e creati da me.

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Parlaci di “Dandelion – esprimi un desiderio”. 

Da piccolo ho sempre pensato che in ogni cosa o elemento della natura si nascondesse uno spirito, così come nel soffione in cui speravo esistesse uno spirito che poteva realizzare i miei desideri una volta soffiato. Oggi, ricordando ciò, ho iniziato con una semplice illustrazione su una Dea dei soffioni, subito dopo mi sono accorto che su questa potevo crearci una storia, ma cambiando ovviamente il design del personaggio principale per poter abbracciare un target più amplio. I personaggi principali sono due, uno spirito dei soffioni di nome Wema, piccola creatura dalle sembianze di un soffione con una gonnella che ne ricorda il fiore, e Jua un leone bianco della cerchia dei Leoni Sacri, che l’ha creata piantando un suo dente in un campo impregnato di magia (ho voluto giocare con la parola “Dandelion” dente di leone); Wema è buona e vuole fare del bene, proprio per questo è paranoica per la paura di sbagliare, ma a tirarla su è sempre il carisma di Jua, suo protettore e sua guida.

Entrambi i nomi sono di origine africana, traducendoli rispettivamente dalla lingua Swahili significano “bontà” e “sole”, quest’ultimo proprio perché nella cultura delle tribù sudafricane, il leone bianco è ritenuto figlio del Sole. Il progetto nasce anche dalla voglia di esprimere e diffondere l’altruismo e la bontà in un paese dove ultimamente di gesti simili se ne vedono pochi, un gesto che non ha bisogno di magia; difatti Wema non utilizza nulla di magico, bensì si serve della volontà di fare del bene, manipolando il fato della persona che esprime il desiderio dopo aver soffiato lei o i soffioni che la circondano, facendo il possibile per poterlo realizzare. Di recente ho pubblicato il prologo del progetto e con la speranza che piaccia, ho intenzione di continuare con episodi autoconclusivi, inserendo come sottotrama i desideri espressi dai lettori.

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Quali tecniche utilizzi per i tuoi disegni e come definiresti il tuo stile?

Utilizzo varie tecniche, dipende dal lavoro che faccio; solitamente disegno con una matita 3B, ripasso la bozza sul foglio in bella utilizzando un tavolo luminoso, esporto l’immagine su Photoshop e aumento i livelli di nero per emulare il tratto scuro e deciso dell’inchiostro. Per altri lavori utilizzo anche la china, che spesso diluisco con dell’acqua per creare le varie tonalità di grigio. Per la colorazione il più delle volte faccio uso dell’ecoline o degli acrilici ma ultimamente mi sono cimentato con la colorazione digitale, utilizzando Photoshop. Il mio stile alcuni lo definiscono “francese”, altri “disneyano”, io credo entrambi. Essendo autodidatta, per quel poco che so, ammetto di non conoscerne la differenza.

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Qual è il tuo rapporto con la tecnologia e che ruolo riveste per il tuo lavoro il WWW?

Ultimamente buono. Poco tempo fa non riuscivo davvero a esprimermi utilizzando i programmi di colorazione digitale, ma di recente ho preso confidenza con questi e i miei ultimi lavori sono stati quasi tutti realizzati con questa tecnica. E’ anche un modo immediato per poter pubblicare e far vedere i miei lavori su internet, parlando proprio di questo io trovo il web una fonte importante per noi artisti, oltre che a darci visibilità è un luogo di ritrovo per confrontarsi, ricevere consigli e critiche che possono spronarci a migliorare. Proprio del web ne faccio uno strumento di lancio e pubblicità del mio ultimo lavoro “Dandelion, esprimi un desiderio”.

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In cosa sei impegnato al momento?

Al momento, come membro ufficiale dei “Cuori d’inchiostro”, sto lavorando alla rivista che uscirà a Giugno. Inoltre sto lavorando a tre progetti: il primo, “Il becchino Tubanera”, lanciato nella rivista n.0 “cuori d’inchiostro magazine” ha ricevuto ottimi responsi dall’incontro con alcuni editori, è diventato un progetto a cui sto lavorando insieme a Crystal Maria Luca per una possibile pubblicazione editoriale; il secondo, “Ratel”, è un progetto iniziato con Stefano dell’Unto. La storia racconta le avventure di un tasso del miele e del suo amico uccello indicatore; il terzo, “Dandelion, esprimi un desiderio”, è un webcomic di cui ho già espressamente parlato e a cui sto già lavorando alla realizzazione del primo episodio.

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Vuoi ringraziare, salutare aggiungere altro?

Nient’altro da aggiungere, vi ringrazio nuovamente per questa opportunità e ringrazio mia mamma che ha sempre creduto nelle mie capacità e che tutt’ora mi sostiene, così come i miei cari amici che mi hanno aiutato a crescere professionalmente.

Info

Blog: http://www.salvocallerami.blogspot.it/
Pagina fb: https://www.facebook.com/DandelionSalvatoreCallerami

 

Intervista di Veronica Lisotti

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