Lupin III PART 5: Non è finita (neanche per l’Italia)!

The Lupin Game. Lupin andrà in Francia o diventerà il nuovo Pokémon GO? Cosa ci siamo persi in questi lunghi mesi della serie meno (immeritatamente) discussa dell’anno?

The Lupin Game. Con questa premessa (o meglio, promessa) Lupin ci accoglie nella sua nuova avventura ambientata in Francia, meta peraltro ispirata alle origini del suo presunto predecessore creato da Maurice Leblanc. In sostanza, dunque, la serie prospetta un ritorno al paese che ha dato i natali alla storia di Lupin. E allora perché la serie pare che abbia tutta l’intenzione di aprirsi con un gioco su Lupin? Il problema sta nelle vostre aspettative.

Dimenticatevi “L’avventura italiana” con i suoi stereotipi italiani vagamente giapponesi e dello strano “premio fedeltà” che doveva essere per l’Italia. Scordatevi anche di una serie a tema “prego, inserire una nazione europea particolarmente stimolante qui” o l’insuperabile trucco che mette tutti d’accordo del “mafia, pizza and mandolino”. Stavolta il tributo va tutto a Lupin e alla sua banda che vengono (finalmente) messi di fronte a una nuova realtà: la tecnologia. E non parlo di travestimenti più convincenti degli originali e di macchinari solleticanti che fanno venire il dilemma della fascia oraria, ma di quel che compiamo meccanicamente ogni giorno… con la solita dose di esagerazione di Lupin, s’intende.

Cosa c’è da aspettarsi?

Ebbene vi confesso che, prima di cominciare a scrivere, mi ero preparata a stilare un lungo necrologio sulla fine di Lupin in Italia (altrimenti detto recensione), ma il buon Stefano Onofrio, doppiatore del nostro ladro protagonista, circa un mese fa ha dato notizia del doppiaggio in corso della nuova serie e mi ha fermato dal compiere il folle gesto. Quindi ora parleremo di un argomento più felice (fino a un certo punto, eh), ovvero cosa ci dobbiamo aspettare dalla Part 5, se non vi bastano le informazioni che vi ho appena svelato, cosa è cambiato e perché si è sentita la necessità di creare una quinta serie.



Attenzione possibili spoiler

Lupin non è invecchiato. E al fronte di questa longeva giovinezza servono cambiamenti di ogni tipo, talvolta drastici. Lupin III: PART 5 decide di prendere spunto da ogni fonte possibile (film o serie che sia) per raggiungere questo non tanto semplice scopo. Quel che vi posso assicurare senz’ombra di dubbio è che non si tratta della solita serie di Lupin, né è un sequel a mo’ de La donna chiamata Fujiko Mine, anzi, se possiamo azzardare è una serie a sé stante anche se mantiene la sua continuità con il franchise di base.

Ora, immaginate il culmine della carriera dei nostri ladri, cercate di ricordare le loro avventure al limite del paranormale (tra l’altro la nuova sigla rende bene quest’idea) e guardateli adesso messi in crisi da uno smartphone. Un rischio che era stato sottovalutato nella Part 4 (o “L’avventura italiana”) affiora in Francia: cosa succederebbe se nascesse un’app per dare la caccia a Lupin? Una proposta accattivante attrarrà tutto il mondo e Lupin non potrà più nascondersi dove vuole.

Quindi ci viene spontaneo chiedere: Zenigata sarà spodestato dalla tecnologia o finirà per usarla anche lui? Ma ho deciso che stavolta non aggiungerò altro perché ho già detto più del dovuto. In compenso vi svelerò alcune novità che qualche sguardo acuto noterà subito.

I personaggi

 È un cecchino? È Lady Clarisse di Cagliostro? No, è best girl!

Si è ben capito dal poster promozionale che ho inserito nell’anteprima dell’articolo che questa ragazza non serve ad abbellire lo sfondo. E in merito a questo possiamo dire con certezza due cose a distanza di una serie: d’ora in poi ricorreranno sempre una trama lineare e una ragazza protagonista che agisce da filo conduttore.

In altre parole, Ami Enan è l’erede al trono di Rebecca Rossellini, ma con qualche spezia in più. Hacker prodigio, sempre accompagnata da un device acustico che solo pronunciando le parole “Hello, Underworld” alla pari di “Ok Google” (con una precisione migliore, naturalmente) si connetterà alla rete. Da quel poco che vi ho detto potete già immaginare quali risvolti prenderà il suo personaggio, ma non marcate troppo le aspettative.

Il solito nemico? Il solito scagnozzo di qualche cattivone avversario di Lupin? Nulla di tutto questo, signori. È l’assistente di Zazà: Yata!

Come vi spiegavo all’inizio, Lupin III: PART 5 è una serie a sé stante e uno dei motivi per cui la definisco tale è la progressione della storia. Ma qualche spettatore più assiduo sicuramente starà leggendo con un’obiezione sulla punta della lingua. Yata non vi ricorda già qualcuno che abbiamo visto in una serie recente? Lasciate che vi dia un indizio.

Esattamente, mi riferisco a Oscar: l’assistente di Zenigata ne “La donna chiamata Fujiko Mine”. Allora si tratta di una progressione o di un semplice cameo? Di entrambe le cose, in sostanza. Da un lato potremmo vedere la presenza di Yata come un sentore di maturità per Zenigata che prende a sé un allievo, e che rende in questo senso possibili gli avvenimenti nella serie dedicata a Fujiko; dall’altro è uno di quei tanti elementi aggiuntivi che vi faranno chiedere “Ma era proprio necessario?”

E l’animazione?

A prima vista è difficile a credersi, ma sì, ci sono stati dei cambiamenti. Siamo ancora in fase giacca blu distaccandoci dalla tradizione di Lupin di cambiare colore della giacca a ogni nuova stagione/nuovo design, anche se Jigen e Goemon (in misura minima) danno un leggero ritocco al loro stile. In genere le figure saranno più tondeggianti, un incrocio tra Part 2 e uno stile del tutto rinnovato (a tratti un po’ “immaturo”) e con una prevalenza di colori chiari e più scene alla luce del sole.

Ma c’è un piccolo problema…

Non a caso ho voluto citare La donna chiamata Fujiko Mine. Lupin III: PART 5 è pieno di riferimenti a questa serie spin-off che non pare più tanto spin-off. A partire da “L’avventura italiana” già si sentiva un’aria di svolta, sia nel ritorno della serie dopo tanti anni, sia nell’abbandono di quel tono comico e parodistico che aveva da sempre caratterizzato ogni episodio di Lupin. Ma se vogliamo essere più precisi, questo cambiamento lo abbiamo avuto in primo luogo con La donna chiamata Fujiko Mine nel 2012.

E allora dove sarebbe il problema in Part 5? Part 5 mira a trovare la coerenza sia nella serie originale di Lupin sia in quel breve squarcio della vita di Fujiko: in altre parole cerca di integrare entrambi i titoli in una sola serie di poca durata. E questo è il suo punto debole. Ma diamo tempo alla sua uscita in Italia per poterne parlare a fondo. E dopo di questo no, non vi lascerò completamente a bocca asciutta perché alla fine dell’articolo trovate l’ending di Part 5 cantata da Fujiko!

In conclusione, aspettate con trepidazione una serie in cui Lupin cambierà volto (letteralmente)!



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