Milan Games Week: tre giorni di fuoco per il mondo videoludico

Si conclude la Milan Games Week, lasciandosi dietro fatica ed emozioni

Dopo chilometri di code, interminabili attese e tanto, tanto vagabondare si torna a casa col sorriso sulle labbra, stremati ma entusiasti di ciò che si è visto o fatto e di chi si è incontrato. In questo speciale articolo vorrei dare un’impressione di quello che è stato, a conti fatti, un evento davvero speciale nel mondo videoludico per la mia personale esperienza.

Lo showroom del videogioco

Games Week è innanzitutto il posto dove iniziare a guardare il futuro mentre si ragiona sul presente, e di fatto questo è stato. Girare per la fiera in compagnia di amici e colleghi tra gli stand di grandi e piccole case è il cuore dell’evento, mentre software house ed aziende offrono il meglio del loro repertorio. Testare anteprime, discutere di tecnicismi e divertirsi facendolo è una delle esperienze che meritano di essere vissute, e per cui ci impegniamo giorno dopo giorno pur di portarvi un prodotto di livello. Tra le spade di Soul Calibur, lo showcase di Pokemon Let’s Go e lo stand Ubisoft con lo store dedicato, abbiamo potuto constatare che Milano è decisamente la capitale del videogioco nelle prime settimane di Ottobre.

Crescita e sviluppo

Sicuramente Games Week, prima di essere una festa multicolore, è un punto di ritrovo per tutto ciò che è il software a scopo di intrattenimento, concentrato nel centro di Milano. Tra gli sviluppatori che ne hanno preso parte ci sono tante eminenti software house quanti piccoli team indipendenti, tutte ugualmente in lizza per mostrare ciò che di buono è stato fatto dal loro lavoro.

Proprio di questi indie è giusto parlare, poiché il settore sta raggiungendo dei traguardi inaspettati e, proprio a Milano, si è notato come lo stia raggiungendo anche la parte nostrana. Avendo parlato con alcuni di questi game designer spenderemo qualche parola riguardo a quelli che sono stati i provati dell’evento videoludico.

Majestic

Nel mondo dei giochi di carte un bella novità è costituita da Majestic, di cui siamo riusciti a parlare proprio con il Game Designer Enrico Fedoni. Si tratta di un progetto ambizioso, che porta con sé un gameplay efficace: un gioco da tavolo a mani scoperte, in cui bisogna posizionare le proprie creature in una plancia 3×3. Scopo del gioco sarà assoggettare le proprietà dell’avversario tramite valori numerici, 4 in tutto, posizionati ai punti cardinali di ogni carta.

Il tutto tenendo conto di un sistema di attributi legato ai personaggi raffigurati, e condito di una lore molto nutrita e – vi possiamo anticipare – da espandersi ulteriormente nel corso degli anni anche con altri media. Sicuramente uno dei titoli da tenere d’occhio!

Xenon Racer

Chi si ricorda ed ha amato i tempi del buon vecchio Ridge Racer e chi si è perso nei futuristici orizzonti di Wipeout non potrà fare a meno di seguire questo interessante progetto. Xenon Racer è un altro dei nostri indie che Games Week ha messo in risalto, e del quale abbiamo potuto avere un riscontro diretto. Partendo dalle basi di un racing game piuttosto ben realizzato, il titolo propone anche un particolare sistema di personalizzazione del veicolo tramite parti innestabili, che vanno ad alterare sensibilmente l’esperienza.

Nello specifico, questi pezzi andranno conquistati seguendo una campagna – avete letto bene – a scelte multiple, nella quale l’utente potrà scegliere il percorso desiderato con i relativi accessori. Preposta una resa grafica d’eccezione ed auto pre-Wipeout realizzate da un designer d’eccezione, possiamo confermare che Xenon Racer merita un occhio soprattutto da parte dei fan del genere.

Il resto del panorama

Possiamo dirvi inoltre che le sorprese non finiscono qui, e gli stand erano veramente moltissimi e variegati. Passando da un Gradius-like (Grood) ad avventure grafiche di spessore (Reverse: Time Collapse) a progetti in sviluppo quali Afterlife Lost Paradise, possiamo confermare che il mondo italiano sta davvero facendo passi da gigante nel settore, anche grazie alla passione di chi ci lavora.

Certamente, molti di questi progetti si affiancano a titoli di più ampio spessore – abbiamo anche messo le mani su Soul Calibur VI e Super Smash Bros Ultimate, con ottimi risultati -, ma ciò che questa Games Week ci e, soprattutto, mi ha lasciato, è quella sensazione di stare andando nella direzione giusta. Del resto, l’amore verso un medium porta davvero dei sogni a diventare realtà eccezionali, ed è proprio l’ardore che abbiamo trovato ad ogni incontro a farci credere che il Bel Paese, quando le persone lo vogliono, può dimostrarsi degno del titolo di cui si fregia.



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