Luigi Cavenago: la mia vocazione per il fumetto

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Luigi Cavenago, talentuoso fumettista e illustratore milanese ha accettato di raccontare qualche cosa di sé e del suo lavoro a noi di CartoonMag.

Come ti avvicini al mondo del fumetto e cosa rappresenta per te? Il tuo esordio nel 2005 con “Predatore naturale” cosa ricordi di quel periodo?

Mi avvicino, come tutti, da lettore. Fin da quando son bambino i fumetti son circolati in casa, principalmente grazie a mio padre che è sempre stato un lettore. Poi man mano è nata una certa “consapevolezza” o se vuoi “vocazione” che, oltre che leggerli, li potevo anche fare. Quindi dopo il liceo scientifico ho fatto due anni alla Scuola del Fumetto di Milano e una volta uscito mi sono proposto un po’ a tutti girando per le fiere. L’esordio con “Predatore Naturale” è stato un evento unico perchè si trattava di una storiella (di sole otto pagine) non solo disegnata, ma anche scritta da me. Una cosa che non si è mai ripetuta perchè successivamente son sempre entrato in altri progetti come disegnatore. Che dire, è dura tenere il piede in due scarpe.

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Cosa e chi ha rappresentato per te Sergio Toppi?

Era un colosso. Si dice che noi tutti siamo nani sulle spalle di giganti beh, Toppi è uno di loro, e noi nanetti ci godiamo un panorama mozzafiato da lassù. C’è questo dibattito eterno se il fumetto sia arte o meno, dico solo che quello che faceva Toppi era Arte ed era Fumetto.

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Come è stato disegnare gli albi 11,18,19 e 34 di Jonathan Steele?

L’esperienza su Jonathan è stata la più formativa di tutte in quanto si trattava di lavoro “vero”, dal momento che bisognava affrontare scadenze, rendere giustizia a un personaggio che aveva la sua vita editoriale alle spalle e i suoi lettori affezionati. E, cosa fondamentale, nel disegnare Jonathan ho macinato un sacco di tavole e il mio segno si è evoluto parecchio. Non sarei dove sono se non fosse per la fiducia che Federico Memola (il creatore di Jonathan) ha dimostrato nei miei confronti.

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Cosa puoi dirci riguardo a Cassidy?

Cassidy ha segnato il mio ingresso nella Sergio Bonelli Editore. Già questo dovrebbe dirla tutta! E’ stato un altro grossissimo salto di qualità. Ricordo quando mi ero proposto per la serie, c’è stato un momento in cui sembrava che avrei perso l’occasione quando le mie prime tavole di prova non avevano convinto del tutto lo sceneggiatore, Pasquale Ruju.

Mi dissero che c’erano delle cose che non funzionavano, così andai a casa, feci altre prove cercando di aggiustare il tiro in base alle indicazioni che mi erano state date e stavolta il responso fu positivo! Di Cassidy ho fatto due numeri, nel primo ci vedo ancora tutta la tensione del “voler far bene” nel secondo c’era più “scioltezza”.

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Che rapporto hai con i supereroi, ti piace disegnarli, hai dei preferiti…?

Mmm… non sono un grande lettore di fumetti supereroistici. Credo che sarebbero molto divertenti da disegnare, ma da lettore non mi ci trovo. Se penso alle pubblicazioni americane che seguo c’è molto poco di questo genere, preferisco le cose della Vertigo o comunque personaggi più “umani” rispetto ai “super-umani”. Se faccio mente locale i personaggi più supereroistici che leggo sono “Hellboy” (che adoro) e  qualcosa di “Batman”. Penso che nell’ambito del fumetto americano, le cose migliori le sta facendo la Vertigo Consiglio a tutti Scalped di Aaron e Guèra, è una serie stupenda.

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Sul tuo blog sono visibili disegni relativi al Mucchietto con Mocio, Lore… il genere western ti piace?

Certo che si! Sul versante fumetto come si fa a non adorare Tex? Negli ultimi anni la testata sta vivendo un periodo fantastico, con storie e disegni di altissimo livello! Tra l’altro è un genere meno rigido di quanto si possa pensare, e qui chiamo in causa Magico Vento che mischiava elementi horror con fatti storici della storia del West. Non dimentichiamoci poi del fenomeno di Ken Parker che ha raccontato il west con una maturità del linguaggio che ha fatto scuola.

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Vagando per il web ho visto alcune tavole relative a dei modelli di astronavi, di cosa si tratta?

Quelli sono studi per la miniserie a cui sto lavorando adesso, si chiama “Gli Orfani” (https://www.facebook.com/OrfaniSergioBonelliEditore?ref=stream), scritta da Roberto Recchioni e creata graficamente da Emiliano Mammucari. Tali studi sono un mio contributo per la creazione di astronavi che compariranno nella miniserie. Sono modelli 3d, è una cosa che sta prendendo abbastanza piede nel fumetto. Finchè disegnavo motociclette e automobili per Cassidy potevo comprare dei modellini esistenti, ma stavolta si tratta di inventare veicoli di fantasia e avere un modellino, sebbene virtuale, da un grosso aiuto nel capire forme e proporzioni.

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Sei anche illustratore per editoria, pubblicità e studi grafici. E’ un’attività che ti piace svolgere e c’è un progetto tra quelli creati al quale sei più legato?

Diciamo che il fumetto viene al primo posto, come dicevo prima è una “vocazione”, ma ogni tanto non è male passare ad altro. Quest’anno son stato contattato da Ducati per la realizzazione di una serie di illustrazioni in stile fumettistico on occasione del WDW 2012, una specie di motoraduno a livello mondiale. E’ stato un lavoro estenuante ma il solo fatto di lavorare a un progetto del genere è stata una grande soddisfazione.

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Ci dai un tuo parere riguardo alla situazione del fumetto in Italia?

La domanda più difficile fino ad ora. Il problema del fumetto in italia è in realtà il problema di tutta l’editoria. Non posso darti un parere, piuttosto ecco un dato di fatto: la gente legge di meno, punto. Legge meno quotidiani, legge meno riviste, legge meno romanzi e quindi legge meno fumetti.

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Vuoi salutare o ringraziare qualcuno?

Beh, ringrazio te e Cartoonmag.it per l’intervista e tutti quelli che fino ad oggi mi hanno dato tavole da disegnare 🙂

Info:
Facebook: http://www.facebook.com/Gigi.Cavenago
Deviantart: http://gigicave.deviantart.com/
Blog: http://lospaccanuvole.blogspot.it/

Intervista di Veronica Lisotti

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