Attack on Titan 2: Recensione (PS4, XOne, Switch, PC)

KOEI Tecmo e Omega Force tornano nuovamente sui giganti di Hajime Isayama. Ecco la nostra recensione di Attack on Titan 2!

  • Nome completo: A.O.T: Attack on Titan 2
  • Piattaforma: PlayStation 4, Xbox One, PC, Switch
  • Producer: KOEI TECMO
  • Developer: Omega Force
  • Distribuzione: Digital/Retail
  • Data d’uscita: 20 Marzo 2018
  • Genere: Action
  • Versione testata: Xbox One

In attesa di una terza stagione che riprenderà ufficialmente la sua corsa in Giappone nel periodo estivo, i fan di Attack on Titan (L’Attaco dei Giganti) questo mese avranno la possibilità di rivivere nuovamente l’epica avventura del manga culto ideato da Hajime Isayama con il secondo capitolo del fortunto videogioco prodotto da KOEI Tecmo e sviluppato da Omega Force.

Ispirato all’omonima licenza della serie animata, il sequel di A.O.T: Wings of Freedom arriva nuovamente su console e PC (e Nintendo Switch!) con il pretesto di addentrarsi con maggior chiarezza nel gigantesco arazzo narrativo elaborato da Isayama.

Grazie alla presenza di una seconda stagione il videogioco di Attack on Titan 2 si pone come un sequel diretto che ambisce a raffinare un gameplay che due anni fa era stato particolarmente apprezzato in redazione. Un titolo più vicino alla voglia di sperimentare che seminava comunque delle buone basi per uno sviluppo futuro. Come sarà andata quindi con questo sequel? Ecco la nostra recensione!

Un sequel vero e proprio?

Non ci dilungheremo troppo nello spiegare in cosa consiste l’opera di Attack on Titan, se siete qui molto probabilmente conoscete già il manga in questione. Il primo elemento che risalta all’occhio con questo sequel di Wings of Freedom, e di conseguenza la sperimentazione accennata poco sopra, è l’intenzione di raccontare nuovamente tutto il ciclo narrativo della prima stagione già esplorato in precedenza accorpandola con l’inedita seconda stagione.

Il senso di déjà vu iniziale è dovuto al fatto che Omega Force ha riciclato praticamente tutte le cutscene viste nel primo episodio, ritoccandone solo alcuni particolari per esaudire una richiesta dei fan: un nuovo protagonista collaterale alla vicenda di Eren completamente personalizzabile dal giocatore.

Se non avete giocato il primo episodio, Attack on Titan 2 rappresenta un buon punto di partenza per mettersi subito in carreggiata. Il problema principale, da molti già ribadito nel prequel, è l’accento poco marcato nel raccontare la storia, edulcorata per focalizzarsi sulla componente più action dell’opera da cui è tratto. Il manga, così come la serie animata, propone degli archi narrativi che centellinano l’azione  per concentrarsi soprattutto sullo sviluppo dei singoli personaggi, sfociando in dinamiche politiche. Questo è ovviamente lontano da qualsiasi canone per un videogioco prevalentemente action, e l’introduzione di un nuovo protagonista giocabile che vive la storia con una prospettiva inedita, è chiaramente un trucco studiato a tavolino da Omega Force per aggirare i lunghi momenti morti di una seconda stagione che oltre ad essere più breve, condensa l’azione solo verso gli ultimi episodi.

Ma chi è il nostro nuovo protagonista? Un signor nessuno che come Eren Jeager, Mikasa e Armin si è ritrovato orfano durante l’attacco perpetrato dai giganti Corazzato e Colossale alle mura del distretto Shiganshina.

Stimolato da Eren, il nostro silenzioso avatar si unisce al 104° Corpo Cadetti, e dopo un prologo/tutorial ambientato durante i tre anni di addestramento, si ritroverà, come il protagonista originale dell’opera, a rivivere i tragici avvenimenti che porteranno a galla incredibili rivelazioni pronte a sconvolgere l’intera razza umana.

La modalità storia di Attack on Titan 2 pur avvalendosi di una trama avvincente e spettacolare, per buona parte trasmette un senso di già visto per l’impostazione delle cutscene, con il nostro avatar relegato in secondo piano a causa dell’esigenza di dover raccontare comunque la storia del manga. I reduci del primo capitolo potrebbero quindi bollare il prodotto come una revisione del gioco originale aggiornata con nuovi contenuti e venduta a prezzo pieno.

Scontro tra Giganti

  

La realtà però è ben diversa perché Attack on Titan 2, pur sembrando simile all’originale, punta a svecchiarsi limando tanti aspetti lacunosi del prequel.

Il primo elemento che va a rimodellare l’impostazione del gioco è un piccolo hub centrale simile ai villaggi di Monster Hunter detto “Vita quotidiana”, nel quale il giocatore può approfondire i propri rapporti con compagni d’arme accrescendo un livello di intesa che sbloccherà nuove abilità per personalizzare l’avatar; o ancora migliorare il proprio arsenale visitando i vari negozi che si sbloccheranno con l’avanzare della storia.

L’introduzione delle Amicizie con gli altri personaggi contribuisce a rafforzare la longevità del prodotto, anche se per ora appare una feature comuque molto raffazzonata con dialoghi a risposta multipla abbastanza fini a loro stessi. Una volta raggiunto un punto di svolta nel rapporto con un determinato personaggio, questo garantirà l’accesso ad un’abilità esclusiva equipaggiabile rispettando i punti abilità a disposizione, che aumenteranno a loro volta in base all’esperienza ottenuta sul campo di battaglia salendo di livello.

Una meccanica quindi che cerca di infilarsi a forza in una componente ruolistica meno accentuata rispetto al primo capitolo, ma che necessita ancora di qualche miglioramento.

Una volta scesi sul campo di battaglia il titolo di Omega Force si riconferma un grande e frenetico action, ma questa volta il team ha ben pensato di esasperne ogni caratteristica del gameplay introducendo la “zona di pericolo”: una sorta modalità berserk che riattiva i riflessi dei giganti rendendoli difatti molto più pericolosi e aggressivi. Non siamo più di fronte ad un simulatore di Manovre 3D come poteva essere il primo capitolo, questa volta l’azione frenetica di questo sistema di controllo si incastra in un meccanismo basato sulla panificazione strategica delle proprie azioni sulle mappe di gioco. Anche gli ordini da impartire ai propri compagni assumono un ruolo più centrale nell’ecosistema del gameplay.

Il gas e le lame inoltre si esauriscono più velocemente, questo per favorire una nuova meccanica simile ai tower defense, che permette di costruire in determinati punti delle mappe di gioco delle torri dedicate agli approvvigionamenti. Il peculiare sistema di uccisione e mutilazione dei nemici resta inoltre immutato: ogni arto, il punto debole della nuca compreso, è caratterizzato da punti vita specifici che possono essere azzerati caricando un colpo di lama con il giusto tempismo.

L’introduzione di un timido sistema ereditato dai tower defense, e un livello di pericolosità dei nemici discretamente alto, perfezionano un gameplay pronto a scrollarsi di dosso quel velo di ripetitività visto nel precedente capitolo, proponendo già nella difficoltà “Normale” un soddisfacente livello di sfida.

Meno entusiasamente è come sempre la telecamera, molto traballante durante gli spostamenti con la manovra, mentre le location all’aperto, prive di appigli, mettono completamente in secondo piano il sistema di oscillazioni in favore dei più tradizionali cavalli.

A concludere le note sul sistema di combattimento ci pensano ovviamente le trasformazioni, una feature molto discussa e attesissima in questo capitolo, dato che alza il numero di Giganti giocabili a quota cinque: Colossale, Ymir, Corazzato, Titano d’Attacco e Titano Femmina. Nel momento in cui queste trasformazioni entrano in scena, il gameplay assume i connotati di un picchiaduro a scorrimento nel quale è possibile alternare attacchi leggeri e pesanti, prestando attenzione all’indicatore della loro durata.

Una volta completata la modalità storia (restate fino ai titoli di coda!), i giocatori possono spendere il proprio tempo nella “Modalità Alternativa”, nella quale è possibile vestire i panni di ben 30 personaggi a scelta per cimentarsi in una serie di missioni online e offline per accumulare i “Fondi Corpo” (si ringrazia la localizzazione italiana) da investire nel potenziamento o la creazione delle armi. Si tratta di una modalità che rappresenta il vero cuore dell’esperienza di Attack on Titan 2, ma il rischio ripetitività sul lungo tempo è comunque alto.

Comparto tecnico

Artisticamente Attack on Titan 2 riesce tranquillamente a valorizzare l’opera di Isayama e il rispettivo adattamento animato, regalando delle cutscene che ricreano pedissequamente quanto già visto su carta e in TV. Discorso analogo anche per il doppiaggio nipponico, mentre le musiche per questioni di diritti sono state rimpiazzate da tracce dal giusto sapore epico, calcando le originali composte dal buon Hiroyuki Sawano.

La vera croce (se così volgarmente vogliamo definirla) di Attack on Titan 2 è il suo comparto tecnico: nella versione Xbox One da noi provata il codice è afflitto da pesantissimi cali di framerate nelle situazioni più caotiche, in special modo quando si verificano crolli di strutture nei paraggi del proprio personaggio. Si tratta chiaramente del medesimo motore che Omega Force sfrutta da ormai diversi anni per le sue produzioni, tra cui il recentissimo e disastroso Dynasty Warriors 9.

Chiaramente Attack on Titan 2 non versa nella stessa situazione del recente Musou, ma tende ad evidenziare puntualmente i limiti di un motore grafico inadatto a contesti di gioco aperti. Limiti che non trovano giustificazioni neanche nel comparto grafico: molto datato e con un livello di dettaglio per le mappe appena sufficiente.

Infine è importante annotare quanto sia stato imbarazzante la localizzazione italiana del gioco, pronta a regalare perle ricche di ilarità, ma che generano anche un po’ di confusione nella comprensione di alcuni aspetti. Nulla di tragico, ma leggere “Fondi Corpo” per identificare la valuta un po’ fa sorridere.

Commento finale

Attack on Titan 2 è un buon gioco che si pone l’obiettivo di limare tutti gli aspetti incerti e sperimentali del suo predecessore, aggirando con originalità anche i limiti narrativi di una seconda stagione più attenta ai dialoghi, e meno sull’azione. Inizialmente potrà sembrare identico al suo prequel, ma una volta apprese le nuove meccaniche di contorno ideate da Omega Force, si ha la sensazione di essere alle prese con un vero seguito pronto ad appagare vecchi e nuovi fan della “colossale” opera di Hajime Isayama.

Supervisione di Elisabetta de Simone

Attack on Titan 2

7.5

VOTO FINALE

7.5/10

Pros

  • Migliora in tutto le qualità del primo capitolo
  • Combattimenti più strategici
  • La modalità "Vita quotidiana" svela interessanti retroscena sui personaggi
  • Buona longevità...

Cons

  • ...alla lunga può essere ripetitivo
  • Tecnicamente l'engine ha molti problemi
  • Localizzazione davvero imbarazzante
  • Il modo in cui è raccontato la storia impedisce ai neofiti di apprezzare alcuni aspetti di essa

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