BlazBlue Cross Tag Battle – Recensione (PS4, Switch, PC)

Gli universi si scontrano nel nuovo picchiaduro di Arc System Works. Ecco la nostra recensione di BlazBlue Cross Tag Battle!

  • Nome completo – BlazBlue Cross Tag Battle
  • Piattaforme – Playstation 4, Switch, PC
  • Developer – PQube
  • Producer – Arc System Works
  • Distribuzione – Digitale / Disco/ Cartuccia
  • Data di uscita – 22 Giugno 2018
  • Genere – Picchiaduro

Quando lo scorso Gennaio, in un video di ringraziamenti per i fan in vista del nuovo anno, Arc System Works rivelava che sarebbe stato un 2018 denso di uscite e annunci non scherzava affatto.

Dopo il grande successo di critica e pubblico ottenuto con Dragon Ball FighterZ, l’affermatissimo studio nipponico in questi ultimi mesi è stato attivissimo sul mercato, più come publisher forse, e meno come sviluppatore, ma effettivamente gli annunci non sono comunque mancati.

In vista del periodo estivo, il prestigioso studio giapponese torna nuovamente sulla scena della competizione con BlazBlue: Cross Tag Battle, non un nuovo episodio canonico della serie BlazBlue, ma un cross-over a tutti gli effetti che riunisce ben quattro universi: BlazBlue, Persona 4 Arena, Under Night In-Birth RWBY.

Un titolo perfetto per sancire l’inizio del periodo estivo, che ben si sposa soprattutto nell’ambito di gaming portatile che propone Switch. Ma cosa più importante, sarà riuscita Arc System Works a realizzare un cross-over così tanto ambizioso proponendo non due, ma ben quattro mondi paralleli? Ecco la nostra recensione di BlazBlue Cross Tag Battle.

Squadra che vince non si cambia

Partiamo dal presupposto che sono davvero pochissimi i picchiaduro cross-over a vantare una trama memorabile, per non dire buona; BlazBlue: Cross Tag Battle sfortunatamente non rientra in nessuna di queste due categorie, e fatta eccezione per lo splendido filmato introduttivo animato, basta poco per capire che la trama imbastita dagli sviluppatori per riunire questo timidissimo roster composto da una decina scarsa di personaggi non è altro che una modalità arcade classica mascherata da storia.

La  prima nota dolente di questo cross-over passa proprio per la scelta di proporre un roster molto limitato, che verrà infarcito nei prossimi mesi con numerosi DLC a pagamento. A farci storcere il naso inoltre è proprio il fatto che alcuni di questi lottatori sono già presenti nella storia (Episode Mode) come avversari, e si tratta di assenze non di poco conto provenienti da tutti e quattro gli universi di riferimento.

Tocca quindi sfatare fin da subito le ambizioni di questo cross-over, che a prezzo pieno propone un roster molto limitato che riunisce quasi sostanzialmente solo le icone di riferimento provenienti dai rispettivi universi accompagnati da qualche comprimario altrettanto popolare.

Per quanto riguarda le altre componenti non possiamo proprio lamentarci, Dragon Ball FighterZ ha fatto decisamente scuola e Arc System Works ha ben pensato di ripescare molti degli aspetti contenutistici ed estetici proposti nella licenza di Bandai.

Note evidentissime di queste influenze possiamo ritrovarle nell’HUB di gioco, pressoché identico nell’estetica, con il nostro piccolo Avatar a muoversi tra i vari “stand” degli NPC per accedere al negozio, utile per acquistare oggetti e altro; accedere alla leaderboard mondiale; oppure cimentarsi nelle attività di gioco offline e competitive online.



Parlando delle attività per i fruitori della sola componente offline non possiamo certamente lamentarci: la Episode Mode, per quanto imbarazzante in termini di scrittura, propone quattro differenti percorsi narrativi con i protagonisti del rispettivo universo di appartenenza, con la storia intervallata da scontri e dialoghi in stile visual novel; abbiamo poi una modalità Survival molto tradizionale che permette di affrontare infinite orde di avversari fino a quando non si esaurirà l’energia; e l’interessantissima Tactics Mode che permette di affrontare dei dettagliati e pratici tutorial che introducono alle meccaniche classiche degli scontri portando a termine vari incarichi con determinati personaggi.

Inevitabilmente il plauso allo sviluppatore è d’obbligo, ma bisogna dire che negli anni Arc System Works ha saputo viziare molto bene i suoi giocatori, quindi non potevamo aspettarci altrimenti anche da questo cross-over. Pur latitando nel roster (per ora), contenutisticamente parlando, riuscirà a soddisfare più o meno tutti, tenendo bene a mente però che si tratta comunque di un picchiaduro indirizzato alla scena competitiva.

E proprio in merito alla competizione, il titolo propone delle simpatiche lobby online nelle quali i giocatori possono sfidarsi in partite libere o classificate. Anche qui è abbastanza evidente l’influenza da FighterZ, e al netto di qualche problemino di disconnessione dalla lobby saltuariamente, il netcod si è rivelato piuttosto solido durante gli scontri con gli altri giocatori.

Facile non significa meno bello

Ok, sul fronte dei contenuti BlazBlue Cross Tag Battle sembra piuttosto inattaccabile, ma su quello del gameplay?

Nell’ultimo periodo la sensazione è che Arc System Works abbia deciso di avvicinarsi anche all’utenza meno esperta alleggerendo la complessità del suo gameplay. Attenzione però, questo non significa che BlazBlue Cross Tag Battle sia un titolo facile, l’ossatura e tutti quei tecnicismi vari alla base del combat system sono state preservate, a mutuare è l’approccio che permette ai neofiti di avvicinarsi con più scioltezza al complesso sistema di combo, reso solo apparentemente più semplice.

Parliamo di un titolo che richiede ancora molto studio dietro ogni personaggio, mentre gli scontri vengono impreziositi dalla necessità di dover bilanciare i due combattenti in gioco, alternandoli strategicamente in campo, sfruttando i punti ciechi dell’avversario con la “Clash”, che permette di creare una spettacolare combo tra il partner e il giocatore. Si tratta a tutti gli effetti di un gameplay pensato sugli scontri Tag, con la modalità “Resonance Blaze” attivabile nel momento in cui il partner andrà KO; essenziale per ribaltare le sorti dello scontro.



La Resonanza Blaze inoltre sale progressivamente di livello durante lo scontro, e una volta raggiunto il livello 4, sarà possibile sfoggiare una devastante tecnica denominata Astral Heat che potrà mandare KO l’avversario in un colpo solo. Attivarla ovviamente non è facile, anche perché la barra di carica aumenta progressivamente in base all’intervento del partner, quindi sarà premura del giocatore scegliere attentamente un team che rispecchi il suo stile di combattimento e la strategia adatta per ribaltare le sorti di uno scontro.

E’ poi presente anche un sistema di rottura delle prese, che permette di interromperne l’esecuzione chiedendo l’intervento del partner tramite la pressione del tasto dorsale. Mentre la barra delle Skill Gauge può risultare utile per prolungare le combo del proprio personaggio chiedendo l’intervento del proprio partner.

Come anticipato poco sopra quindi, anche se all’apparenza la presenza delle autocombo potrebbe suggerire una facilitazione del combat system, in realtà c’è stata molta maestria da parte dello sviluppatore nel bilanciare tutti gli elementi per costruire un gameplay divertente, profondo e decisamente appagante una volta apprese le nozioni tramite  la modalità Tactics.

Tecnicamente parlando

Tecnicamente parlando Blazblue Cross Tag Battle non rispecchia gli standard più recenti dello studio giapponese. Si tratta chiaramente di un prodotto sul quale lo studio ha investito una minor quantità di budget, tanto che gli sprite in 2D sono stati sostanzialmente ripescati dai loro giochi di riferimento, risultando in alcune occasioni completamente fuori contesto rispetto agli scenari in cui li vediamo muoversi. Nonostante questo, gli sprite sono comunque assai godibili, e animati davvero molto bene.

Nella versione da noi provata per Nintendo Switch non abbiamo ravvisato particolari problemi, ma possiamo sottolineare in pochi giri di parole una cosa assolutamente fondamentale: in modalità portatile il gioco è davvero un bel vedere, fatta eccezione per qualche sporadico calo di framerate nella lobby. Anche il feeling con i Joy-Con, spesso penalizzati dai tasti drammaticamente più piccoli, è risultato estremamente piacevole. Ovviamente un controller tradizionale può fare la differenza.

Sul comparto audio il titolo ripesca i brani delle quattro licenze coinvolte nel cross-over, convincendo pienamente. Presente inoltre la doppia lingua Inglese/Giapponese per il doppiaggio, mentre sul fronte della localizzazione dei testi manca nuovamente all’appello l’italiano.

Commento finale

BlazBlue Cross Tag Battle è il perfetto picchiaduro estivo di cui avevamo bisogno, che farà soprattutto la felicità dell’utenza Switch. Ma per una serie di ragioni dovute alla gestione del roster, molto opinabile per quanto ci riguarda, una modalità storia piuttosto risicata e banale, e un comparto grafico vecchiotto non c’è la sentiamo di promuovere a pieni voti questo ennesimo piacchiaduro appagante e divertente firmato da Arc System Works.



BlazBlue Cross Tag Battle

7.5

VOTO FINALE

7.5/10

Pros

  • Gameplay bilanciato, divertente e appagante
  • La modalità Tactics è un tutorial perfetto
  • Il netcode online funziona molto bene
  • Su Switch è davvero un bel vedere...

Cons

  • ...ma è lontano dagli standard attuali di Arc System Works
  • Roster troppo povero
  • Episode Mode davvero trascurabile

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