City Hall: Un manga tutto europeo che ha già conquistato i lettori

Dalle menti e le matite di Rémi Guerin e Guillaume Lapeyre nasce City Hall, una nuova serie edita da Ankama Editions di origini tutte europee

Se è vero che ad alcuni l’euromanga fa storcere il naso – vedendolo solo come la manieristica imitazione di un genere appartenente ad altre culture – la Ankama ha già dimostrato quanto questo preconcetto sia privo di fondamento con la pubblicazione di Radiant (edito in Italia da Mangasenpai), l’opera del francese Tony Valente divenuta famosa anche in Giappone, dove è attualmente in lavorazione l’omonimo anime annunciato per il 2019.

Ma mentre Radiant è tuttora in corso, City Hall è approdato nelle fumetterie italiane quando la serie era già conclusa da ben tre anni, contando sette volumi in totale. La versione proposta da Mangasenpai si presenta leggermente più grande del normale ed è impreziosita da una sovracopertina nera e lucida dai motivi tendenzialmente steampunk, in linea con lo stile del fumetto. Questo formato ‘ricercato’ fa levitare leggermente il prezzo rispetto alla media, ma tenendo presente anche l’esiguo numero di volumi che forma la collezione, ne vale decisamente la pena per aggiungere questa piccola perla alla propria libreria.

La scelta dei protagonisti

In una Londra alternativa, la storia inizia con un’esplosione formidabile che nasconde un omicidio. L’arma usata per compiere il delitto è il pretesto che richiama in scena i protagonisti, le cui identità sono forse l’elemento più promettente della storia: un giovane Arthur Conan Doyle (dotato di una mente geniale che ricorda quella dell’investigatore Sherlock Holmes) e il suo amico Jules Verne, acclamato scrittore. Le doti di romanziere di quest’ultimo sono l’unica arma di cui City Hall dispone per dare la caccia al colpevole dell’attentato, dotato di un potere di cui sono in pochi a conoscere l’esistenza.

Per garantire protezione a questi eroi novizi, viene introdotto anche un personaggio “girl-powered” del calibro di Amelia Earhart, che qui – con il fascino della sua grinta e delle sue curve – non manca di coinvolgere i lettori.
Nel prossimo paragrafo, verrà fatto riferimento ad alcuni dettagli della trama, pertanto si consiglia a chiunque voglia leggere “City Hall” senza subire spoiler di tornare per leggere la seconda parte della recensione una volta terminata la lettura del primo volume!

Un inizio col botto

Come già accennato, la storia parte subito in quarta, con la deflagrazione di un edificio dovuta a cause straordinarie. Ecco, una critica che mai nessuno si sentirebbe di muovere a City Hall è di perdersi in chiacchiere. Le tipiche lunghe, prosaiche presentazioni dei personaggi sono abolite: le tavole sono dinamiche, movimentate, tanto che è quasi difficile trovare un soggetto statico su cui riposare gli occhi un istante. Sembra quasi che il fumetto prenda il lettore per mano, costringendolo a seguirlo mentre accelera a rotta di collo catapultandolo in situazioni presentate già ‘in medias res’, promettendogli di spiegare tutto strada facendo ma esortandolo a non fermarsi.



Non si ha il tempo di assimilare un’informazione che già il balloon accanto fornisce un nuovo dettaglio legato a qualche argomento introdotto nelle pagine precedenti. Tutto ciò non è necessariamente confusionario, ma risulta vagamente condensato perché ci si possa affrettare ad entrare nel vivo dell’azione in perenne crescendo. I colpi di scena non mancano, ma gli scontri, forse per il tipo di armi impiegate, risultano (volutamente?) piuttosto caotici.

Il potere di concretizzare qualsiasi frutto dell’immaginazione solo descrivendone l’aspetto su carta, di cui per ora è stato fatto un uso alquanto lineare, rende complicato definire la duttilità dei limiti di questo mezzo; ma allo stesso tempo le infinite possibilità lasciano presagire sviluppi futuri interessanti, specialmente se accostate ai nomi tutt’altro che casuali dei protagonisti.

Chi conosce le opere di Jules Verne, può indovinare verso quali magnifici scenari ci si potrebbe trovare dinnanzi nel corso delle avventure di City Hall, considerando che probabilmente Guerin e Lapeyre non hanno scelto a caso i nomi dei loro personaggi. Anche la descrizione, presente già nei primi capitoli della storia, di figure nate dalla scrittura dotate di una mente autonoma anticipa (casualmente) la comparsa del personaggio immortale di Sir Arthur Conan Doyle: niente poco di meno che l’investigatore Sherlock Holmes, già citato di sfuggita in un extra del fumetto come ‘il più grande antagonista’ di Doyle.

Commento finale

Che dire: per il momento, le premesse fornite da questo esordio appaiono tanto interessanti da invogliare il lettore ad approfondire, con un primo volume da perlomeno 4 stelle su 5. Riuscirà City Hall a ripagare il pubblico delle aspettative?

Daniela Di Girolamo per cM



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