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Death Note – il Film di Netflix: Recensione

Death Note. Versione cinematografica originale Netflix dell’omonimo manga di successo, ideato e scritto da Tsugumi Ōba, mentre i disegni sono a cura di Takeshi Obata

Titolo: Death Note

Genere: thriller, fantastico

Anno: 2017

Durata: 1h 40m

Audio: Italiano

Al fumetto (distribuito in Italia da Planet Manga, etichetta della Panini Comics) è poi seguita una serie anime, che ha registrato numerosi telespettatori in tutto il mondo (trasmessa qui da noi nel 2008 da MTV). Nei cento minuti di programmazione, la pellicola riesce a sintetizzare, in modo comunque esaustivo, le caratteristiche principali che, ovviamente, gli albi e gli episodi della serie tv hanno distribuito su un più esteso arco narrativo.

Un adolescente introverso, Light Turner, profondamente segnato dall’omicidio della madre, si vede letteralmente piovere dal cielo un quaderno speciale, il Death Note, che presto si rivelerà essere un macabro strumento di morte. È sufficiente scrivere sul quaderno il nome di qualunque individuo, tenendo bene a mente il suo volto, specificare il modo in cui dovrà morire, e quanto riportato si concretizzerà nella vita reale. Ci sono però numerose regole da osservare, ma a tale scopo viene assistito da un mostruoso demone, con un debole per le mele, di nome Ryuk, ansioso che il ragazzo apprenda appieno le potenzialità del quaderno.

La prima vittima è il bullo della sua scuola, e subito dopo è il turno dell’assassino di sua madre, rimasto a piede libero, grazie a una serie di cavilli legali. A questo punto Light è pervaso da grande entusiasmo, convinto di poter indirizzare il suo potere, solo ed esclusivamente su persone malvage. Ma sarà proprio a partire da questo delirio di onnipotenza, che la situazione comincerà a sfuggirgli di mano. Il primo errore consisterà nel confidare il suo segreto alla ragazza di cui è innamorato, che che si dimostrerà perfino più invasata di lui, e gli causerà non pochi problemi.

Il secondo, e ancor più grave, sarà autoproclamarsi, con lo pseudonimo Kira, una sorta di giudice planetario, decretando la fine di potenti personaggi e famiglie del crimine organizzato. L’opinione pubblica è divisa: alcuni approvano il suo operato (i più fanatici lo reputano un dio), mentre altri sono convinti, che nessuno può esercitare sommariamente, potere di vita o di morte sugli esseri umani. Fra questi vi è un abile investigatore privato conosciuto come Elle, ma, soprattutto, il padre di Light, agente di polizia dai ferrei principi morali, entrambi determinati a stanare Kira.

Le esecuzioni seguiranno un’escalation sempre più plateale, di pari passo con le esaltazioni del protagonista, specialmente quando Ryuk gli confida che può pilotare le azioni delle sue vittime, per i due giorni che precedono la loro morte. Il finale poi è ben congegnato, per nulla banale, nel rigoroso rispetto delle regole sancite dal Death Note. I numerosi momenti di suspense sostengono efficacemente la trama, in cui  vengono affrontate numerose tematiche: dalle inquietudini giovanili, alla difficoltà di rapportarsi coi propri genitori, dalla scarsa efficacia degli organi istituzionali, al terrorismo su scala mondiale.

Disponibile su Netflix, Death Note potrebbe quindi essere anche considerato, un brillante e fantasioso pretesto, per poter riflettere su realtà che la routine quotidiana, spesso ci impedisce di considerare con la dovuta attenzione.

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