Devil May Cry HD Collection: Recensione (PS4, XOne, PC)

La Devil May Cry HD Collection torna con una nuova riedizione. Ecco la nostra recensione della trilogia action di CAPCOM!

  • Nome completo: Devil May Cry HD Collection
  • Piattaforma: PlayStation 4, Xbox One, PC
  • Producer: CAPCOM
  • Developer: CAPCOM
  • Distribuzione: Digital/Retail
  • Data d’uscita: 13 Marzo 2018
  • Genere: Action
  • Versione testata: Xbox One

Parlare della saga di Devil May Cry significherebbe tornare indietro di ben 17 anni, in un periodo nel quale il franchise di Resident Evil stava letteralmente spopolando in tutto il mondo. Intenzionata a realizzare un quarto capitolo per la sua saga horror di punta creata da Shinji Mikami, CAPCOM affidava al giovane Hideki Kamiya il compito di sviluppare un nuovo episodio più focalizzato sull’azione, ma con l’avanzare dello sviluppo il progetto stava mutando in qualcosa estremamente lontano da un Resident Evil tradizionale.

Tra divergenze e dissapori, CAPCOM decide di trasformare il progetto di Kamiya in una nuova IP completamente avulsa da Resident Evil. Nacque così, dalle sue ceneri la leggendaria saga di Devil May Cry, vero e proprio progenitore del genere action action moderno, nonché il principale ispiratore di altri grandi franchise delle ultime generazioni come God of War e Bayonetta.

Traendo vagamente ispirazione dalla Divina Commedia e dal Devilman di Go Nagai, il gioco ci cala nei panni del carismatico Dante, figlio del leggendario demone Sparda, deciso a spazzare via tutti i suoi simili per vendicare la morte di sua madre e suo fratello Vergil.

Diversamente dai successivi quattro capitoli, il primo Devil May Cry non è certamente ricordato per la sua profonda e intricata trama. Anzi, potremmo dire che tutto l’apparato narrativo è risicato in poche cutscene utili a giustificare l’avanzare del protagonista tra orde di demoni e spietati boss. A rendere davvero memorabile tutt’oggi il titolo di CAPCOM è proprio il suo adrenalinico gameplay che miscela esplorazione, enigmi e un combat system spettacolare e veloce che alterna armi da fuoco e armi bianche, il tutto condito da una colonna sonora heavy metal.

Il team di Kamiya era riuscito a riadattare, e al contempo stravolgere, gli elementi alla base della serie Resident Evil per costruire un genere che a sua insaputa avrebbe rivoluzionato per sempre gli action game moderni. La saga ha proliferato su Playstation 2 con altri due capitoli, per poi spostarsi su Playstation 3 e Xbox 360 con un quarto capitolo, giungendo infine al tanto polemizzato reboot occidentale sviluppato dai Ninja Theory.

Negli anni la saga di Devil May Cry è diventata una vera e propria pietra miliare del mercato dei videogiochi, e in vista di un quinto capitolo che sembra sempre più vicino, CAPCOM ha deciso di riproporre la sua trilogia rimasterizzata in HD su Playstation 4, Xbox One e PC.

Tuttavia non parliamo di un rifacimento inedito; la prima trilogia per Playstation 2 composta da Devil May Cry, Devil May Cry 2 e Devil May Cry 3: Dante’s Awakening – Special Edition è stata infatti già pubblicata nel 2012 su Playstation 3 e Xbox 360. Come si comporterà quindi adesso la trilogia di Dante sulle attuale console? Scopritelo nella nostra recensione!

Il porting di una remaster

Eviteremo di concentrarci sulla qualità dei tre videogiochi, ma cercheremo di analizzare soprattutto il lavoro svolto da CAPCOM per questa nuova riedizione, non proprio memorabile come si potrebbe pensare.

La casa di Osaka ha infatti lavorato di pigrizia, realizzando un porting diretto della collection originale, con risultati lungi dall’essere eccellenti. Il primo Devil May Cry, essendo comunque il più vecchio dei tre e di conseguenza quello con i controlli più legnosi, è sicuramente il titolo più sofferente da questo punto di vista. I principali problemi di questa remaster affliggono però l’intero pacchetto: i menù presentano una risoluzione in 4:3, alcuni filmati presentano  la stessa e identica risoluzione delle controparti PS2, mentre gli scenari vengono sviliti da texture piatte e in bassa definizione.

La risoluzione, specialmente sul primo capitolo, offre degli scorci visivi abbastanza brutti da vedere, a causa della mancanza di filtri utili a nascondere la pochezza di texture ambientali e modelli, quasi stirati forzatamente a 1080p per dare un senso al sottotitolo HD nel titolo.

Se il lavoro sulla risoluzione lascia a desiderare, sul fronte della fluidità fortunatamente i tre giochi riescono a cavarsela molto bene puntando sui 60 fotogrammi al secondo fissi. Un risultato che non dovrebbe certamente sorprendere dato l’hardware avanzato su cui girano. Ironicamente però, è proprio la fluidità ad essere il grande problema di Devil May Cry 2, probabilmente il capitolo peggiore della serie per i suoi repentini “giochi” di telecamera. A 60 fotogrammi il costante cambio delle inquadrature, oltre a rendere snervante l’esplorazione, appesantisce l’esperienza con un effetto quasi nauseante alla vista del giocatore.

Considerato che Devil May Cry 2 è noto per essere la pecora nera della serie proprio a causa dei problemi tecnici (per non dimenticare la difficoltà sbilanciata), ci saremmo aspettati una maggiore attenzione da CAPCOM nel limare almeno la telecamera, ma invece si tratta della stessa e identica versione del 2003 riproposta in HD.

Manca inoltre un qualsiasi supporto alla risoluzione in 4K, mentre su Playstation 4 la collection offre l’eslusiva funzionalità del gioco in remoto su Playstation VITA, ideale se si vogliono sorvolare i limiti di un comparto grafico estremamente datato per i televisori moderni.

L’ultima, e quasi unica, chicca del pacchetto è una galleria che raccoglie tutti gli artwork e i vari bozzetti preparatori tratti da ciascun capitolo della trilogia.

Commento finale

Considerando il prezzo di lancio di 39,99 Euro, è difficile valutare positivamente il porting di una riedizione HD che si presenta sulle attuali console priva di un riadattamento tecnico adeguato, e tale da giustificare un simile esborso di denaro.

Devil May Cry HD Collection non riesce a dare il giusto lustro a questi tre titoli dell’era Playstation 2, ma fortunatamente, a prescindere dalla risoluzione, sono degli action che non risentono eccessivamente il peso degli anni sulle loro spalle. E proprio alla luce delle loro grandi qualità, l’acquisto di questa collection resta comunque consigliato, ma magari al primo taglio di prezzo adeguato. Se siete dei fieri possessori della raccolta originale uscita nel 2012, sappiate che questo porting non aggiunge nulla di nuovo al pacchetto, fatta eccezione per il remote play su Playstation VITA.

Devil May Cry HD Collection

6.5

VOTO FINALE

6.5/10

Pros

  • Sono tre giochi ancora freschi e divertenti
  • E' presente una gallery con artwork e bozze provenienti dai tre capitoli
  • Remote Play su Playstation VITA
  • 60 fotogrammi al secondo

Cons

  • Niente risoluzione a 4K
  • Tecnicamente manca qualsiasi tipo di ritocco, a parte l'upscaling a 1080p
  • Permangono gli atroci problemi di telecamera di Devil May Cry 2
  • Prezzo troppo alto

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