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Dragon Ball GT (BOX 1): La recensione dell’edizione home video

Dragon Ball GT torna in home video con due cofanetti dedicati. Ecco la nostra recensione del BOX 1

Prosegue la scaletta delle proposte di Yamato Video relative al rilancio di Dragon Ball per il mercato home video. Dopo la saga di Dragon Ball Z, lo scorso Novembre è approdato sul mercato anche il primo dei due BOX dedicati alla serie Dragon Ball GT, ancora oggi considerata la pecora nera dell’universo creato da Akira Toriyama.

Nata come una serie originale creata da Toei Animation e Bird Studios, Dragon Ball GT rappresenta un sequel a tutti gli effetti di Dragon Ball Z, con Akira Toriyama coinvolto esclusivamente come consulente creativo e, ovviamente, come designer dei vari personaggi che popolano la serie. Il suo coinvolgimento nel progetto si riduce quindi solo allo strato estetico del prodotto, mentre la storia, così come lo sviluppo dei personaggi, sono state interamente elaborate da Izumi Tōdō.




Contrariamente alle serie originali largamente dipendenti dal materiale cartaceo (e per questo estremamente lunghe), con Dragon Ball GT assistiamo ad un formato ridotto, appena 64 episodi per un totale di tre archi narrativi. Questo ha favorito ovviamente il lavoro di Yamato Video per quanto riguarda il rilancio della serie: il primo BOX, infatti, è composto da 7 DVD con i primi 35 episodi, mentre il secondo comprende 6 dischi per un totale di 28 episodi.

La nuova riedizione di Dragon Ball GT punta ad ottenere una posizione sugli scaffali, senza troppi compromessi per i collezionisti.

Galaxy Tour

Il primo BOX in esame propone quindi i primi 35 episodi, ovvero il primo arco narrativo che partirà con la ricerca nella Galassia delle Sette Sfere del Drago Negative per poi sfociare nello scontro tra Baby e Goku. Essendo l’arco maggiore, la saga di Baby rappresenta la parte più elaborata della serie per i suoi sviluppi e per l’introduzione del sempre amato e odiato Super Saiyan 4.

Senza troppi giri di parole, Dragon Ball GT nasce come un prodotto di necessità per Toei che, nel 1996, voleva (e giustamente diremmo) proseguire l’enorme successo riscontrato con Dragon Ball Z. Se già il mancato coinvolgimento di Toriyama desta perplessità, sono le scene iniziali della serie, dove vediamo Goku tornare bambino, ad alimentare ancora più incertezze verso un progetto che vuole ripercorre smaccatamente le dinamiche del primissimo Dragon Ball, riabbracciando i temi avventurosi che già Dragon Ball Z abbandonava a partire dalla saga di Cell. Ciò che ne consegue è che Dragon Ball GT, basandosi troppo su scenari già utilizzati, finisce per sminuire il valore di figure ormai diventate dei veri e propri miti nella storia dell’animazione giapponese.

Il cast storico della saga viene sostanzialmente ridotto a dei camei di poco valore, mentre l’attenzione cerca di spostarsi esclusivamente sul rapporto tra Goku e sua nipote Pan. E’ davvero difficile inquadrare un prodotto come Dragon Ball GT, che analogamente ad un serpente cambia la propria muta in modo repentino nel tentativo di accontentare gli appassionati dell’avventura e quelli più affini alle tradizionali arti marziali che hanno fatto la fortuna del manga di Akira Toriyama. Il risultato è un pastrocchio di idee che sviliscono un lavoro ben studiato dal “papà” nelle precedenti opere.

Le migliori virtù di Dragon Ball GT sono rappresentate indubbiamente dalle sue caratteristiche tecniche: la veste grafica per l’epoca rappresentava un grande passo in avanti, anche rispetto al predecessore, mentre sul fronte musicale possiamo annoverare alcuni brani divenuti a loro modo iconici come Dan Dan Kokoro Hikarete ‘ku del gruppo giapponese Field of View.



 

Gli extra che contano

Parlando dell’edizione home video, ritroviamo i master dell’edizione classica reduci delle versioni già pubblicate in VHS nel 1999 e poi riproposte nel 2007 in edicola in DVD. Non essendoci una remaster nativa in HD l’editore ha quindi riciclato per la terza volta in home video gli asset storici, con tutto ciò che comporta per le TV odierne (il 4:3 per intenderci). Per quanto riguarda i contenuti, troviamo le anticipazioni degli episodi (inedite in Italia) in lingua originale, le sigle di apertura e chiusura italiane di Giorgio Vanni, e le sigle in lingua originale. Il doppiaggio italiano ovviamente è quello storico lavorato da Merak Film con il compianto Paolo Torrisi alla direzione.

Il form factory adottato da Yamato riprende quello di altre release, tra cui quello di Daltanious, ovvero un cartonato esterno che raccoglie il cofanetto con una cover a doppia facciata comodamente reversibile. Ad affiancare i dischi troviamo un fascicoletto di 16 pagine con i riassunti dei vari episodi e i ritratti di alcuni protagonisti.

La serie viene proposta esclusivamente nel formato DVD, con un cofanetto esclusivo contenente i 13 dischi acquistabile su Amazon, oppure in due BOX separati.

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