New Gundam Breaker: Recensione (PS4 & PC)

I Gunpla di Craft & Meisters arrivano in occidente puntando al genere dei moba. Ecco la nostra recensione di New Gundam Breaker!

  • Titolo completo: New Gundam Breaker
  • Piattaforme: PlayStation 4, PC
  • Producer: Bandai Namco Entertainment
  • DeveloperCraft & Meisters
  • Distribuzione: Fisica – Digitale
  • Data di uscita: 22 giugno 2018 (PS4), in estate 2018 su PC.
  • Genere: Action
  • Versione testataPS4

Anni a chiedere l’arrivo in occidente della popolare serie di Gundam Breaker, ed ecco che Bandai Namco decide finalmente di accontentare i suoi fan con un capitolo nuovo di zecca, tanto nei contenuti e nel gameplay, quanto nel suo titolo, letteralmente un New Gundam Breaker.

Dopo tre episodi numerati, tutti accolti positivamente tra alti e bassi sulle nostre pagine, il popolare franchise dedicato alle Gunpla Battle virtuali approda finalmente in occidente con l’intenzione di svecchiarsi guardando alle mode più popolari del momento qui da noi, i moba.

New Gundam Breaker porta quindi, forse un po’ troppo sottotono a causa della poca spinta marketing (e una Beta pre-lancio per nulla entusiasmante) anche sulle console nostrane quell’interessante alchimia fatta di gunpla, personalizzazione e lo spirito inarrestabile che rappresenta da oltre 40 anni l’immortale gigante bianco.

Dopo aver provato la Beta, e il codice finale fornitoci da Bandai Namco, possiamo finalmente tirare le somme su quello che possiamo considerare a tutti gli effetti una nuova e controversa ripartenza per la serie firmata da Craft & Meisters. Ecco la nostra recensione di New Gundam Breaker!

I simulatori di appuntamento, quelli brutti

La “storia”

La scelta di intitolare il gioco New Gundam Breaker non è affatto casuale: su stessa ammissione degli sviluppatori si tratta di una decisione coerente con le rivisitazioni alle dinamiche classiche della serie, ma forse anche per andare incontro all’utenza occidentale che per la prima volta si appresta ad interagire con essa (aggiungeremo noi).

Se i primi tre capitoli della serie ci avevano viziato con un progressivo potenziamento alle meccaniche ruolistiche e di editing dei gunpla, con New Gundam Breaker gli sviluppatori hanno deciso di voltare pagina stravolgendone molti aspetti fondamentali, veri e propri pilasti che hanno forgiato con gli anni anche una folta community sparsa nel mondo (nonostante fossero titoli relegati al Giappone).

Ma è giusto procedere a piccoli passi, partendo dalla nuova componente narrativa adottata dallo studio per questo “reboot”: la storia è sostanzialmente una lunga visual novel con elementi da dating sim, un genere molto popolare in Giappone, che predilige un cast quasi sempre tendente al femminile. Nei panni di un silenzioso protagonista, il giocatore deve scalare i ranghi e combattere le ingiustizie che si perpetrano in una prestigiosa scuola per builder provetti (già sentite l’odore di un plot trash vero?), affiancato da alcune studentesse che tra, insicurezze, poca esperienza e problemi di personalità formeranno un club denominato Side 0. L’obiettivo del gruppo è sostanzialmente fermare gli abusi di potere  da parte del consiglio scolastico, mettendo alle prova le loro abilità con i model kit di Gundam.

Non staremo neanche a dilungarci molto; la storia messa in piedi per dare un background alle Gunpla Battle è decisamente pessima, talmente stravagante che nel momento in cui subentra la componente romance abbiamo perso praticamente ogni speranza nella sua ripresa. E’ un sottofondo rumoroso, con molto fan service che guarda agli appassionati dell’iconico robottone bianco, ma è decisamente imbarazzante e siamo lontani dalle sceneggiature di serie come Build Fighters o la recente Build Divers che, nel loro essere produzioni da vetrina per nuovi Gunpla, propongono personaggi e situazioni con molto più spessore e coerenza.

Nei tre precedenti capitoli la storia è sempre stata una cornice poco interessante, utile a motivare l’ennesima Gunpla Battle. Nonostante tutto, siamo sicuri che la serie possa sposarsi bene con una narrazione più impegnativa, ma è evidente che i limiti di budget della produzione impediscono al team di proporre qualcosa di più sofisticato, o quantomeno interessante da seguire seriamente.

Gunpla X Moba

Il gioco ricorda ancora i Musou, ma la lentezza delle animazioni non rende scorrevoli gli scontri

Chiusa questa parentesi sul comparto narrativo, è tempo di parlare di cose davvero serie. Le missioni in New Gundam Breaker sono state in un certo verso unificate tra single player e multiplayer, a riconferma della volontà di creare un titolo orientato prevalentemente al PvP.

Prima di cimentarci nell’analisi del nuovo gameplay è giusto fare alcune importanti premesse: i precedenti capitoli erano degli action game a tutti gli effetti, che offrivano una progressione fatta di statistiche, livelli, punti esperienza e un ramificato sistema di personalizzazione che andava ad influenzare le prestazioni del proprio modello.

In New Gundam Breaker molti di questi aspetti sono stati mitigati, per non dire quasi del tutto rimossi; adesso il gioco predilige un gameplay più concentrato sulla componente competitiva. La principale tipologia di missioni proposta è il 3 vs 3, nel quale due squadre dovranno ottenere il maggior punteggio possibile completando alcuni incarichi che verranno generati in modo procedurale, che possono consistere nell’abbattimento di un certo numero di nemici, l’ottenimento di un determinato pezzo oppure scontri con alcuni boss.

Siamo davanti a quello che può considerarsi a tutti gli effetti un Moba-like, influenzato tuttavia dalle meccaniche storiche della serie. Adesso per esempio sia il giocatore che i nemici avranno l’opportunità di rubare i pezzi ottenuti dai nemici caduti, sdoganando una componente estremamente competitiva nelle quali entrambe le squadre faranno a gara per ottenere le parti migliori. Il Gunpla inoltre può trasportare un massimo di cinque pezzi alla volta, che potranno essere montati sul proprio frame all’istante durante i combattimenti, oppure depositati nelle apposite casse sparse in giro per la mappa assicurandoseli fino alla fine della partita.

Nella Biblioteca è possibile acquistare i singoli pezzi dei Gunpla

Come detto poco sopra, siamo lontani dalla dinamica action tradizionale a cui ci ha abituato la serie, e questa nuova deriva orientata alla competizione con gigantesche arene da gioco ha obbligato gli sviluppatori a rivedere anche alcuni aspetti legati alla personalizzazione dei Gunpla.

Non esiste più l’esperienza, e neanche un livello di rarità per le parti come nei precedenti capitoli: in sostituzione fanno la loro entrata in scena i Frame, la base di partenza per la costruzione del Gunpla che rappresenta idealmente le classi in un qualsiasi gioco di ruolo; abbiamo il frame specializzato nell’attacco, quello nella mobilità, oppure quello bilanciato che non offre particolari specifiche. Ognuno dei Frame disponibili propone inoltre  una serie di abilità passive che potranno salire di livello e migliorare le prestazioni del proprio Gunpla, mentre le statistiche di partenza verranno a loro volta influenzate in base alle parti montate su di esso.

Le vecchie ex-skill e le optional part che garantivano la possibilità di usare alcune abilità speciali sul campo di battaglia adesso sono state in un certo senso mescolate, e relegate ai singoli pezzi; testa, braccia, busto, gambe e backpack.

Non è più possibile scegliere il proprio slot di optional part, che a loro volta si slegano anche dalle Builder Parts (qui dette Pezzi Costruttori), rese dei semplici accessori estetici che garantiscono qualche miglioramento nelle prestazioni e poco più. Se il vostro sogno è quello di applicare l’Head Cannon dello ZZ Gundam su una parte del vostro Gunpla con l’intenzione di aggiungere una canna da fuoco aggiuntiva, non riceverete altro che un bonus aggiuntivo nelle prestazioni. Per farla breve, i Pezzi Costruttori adesso hanno solo valore estetico, limitando di conseguenza una grande creatività che invece il precedente Gundam Breaker 3 garantiva non solo in termini estetici, ma anche di vero e proprio combat system.

La scelta di orientare la serie verso il genere dei Moba passa anche per alcune scelte di game design che probabilmente faranno infuriare moltissimo l’utenza storica del brand: oltre ad essere relegate alle parti, le nuove ex-skill andranno sbloccate progressivamente nel corso delle missioni aprendo i vari scrigni sparsi per lo scenario, i quali garantiranno punti esperienza extra per far salire velocemente il Frame del proprio Gunpla. Sono dei veri e propri power up tipici dei multiplayer arena, che una volta finita la battaglia si resetteranno. Ogni missione quindi obbliga a cercare le casse sparse  in giro per potenziare velocemente il proprio Gunpla e contrastare le incessanti ondate di nemici.

Molte idee, almeno sulla carta, sembrano promettere un gameplay competitivo e divertente sopratutto nel multiplayer, ma il processo di occidentalizzazione non è filato liscio come l’olio. Il gameplay è confusionario, l’intelligenza artificiale dei nemici tende ad essere aggressiva prendendo d’assalto il giocatore nel tentativo disperato di spogliarlo di tutti i pezzi in possesso, rendendo la fruizione estremamente stressante e ripetitiva.

Tecnicamente parlando

Torna anche la modalità Galleria per esporre i Gunpla

A questi problemi vanno ad interfacciarsene molteplici di natura prettamente tecnica, New Gundam Breaker soffre di una pessima ottimizzazione del codice; il passaggio da motore proprietario a Unreal Engine 4 si è tradotto in risultati davvero devastanti per la fluidità, che fatica a reggere i 30 fotogrammi al secondo, le animazioni dei modelli sono legnose, persistono bug grafici, e non mancano all’appello dei freeze durante l’azione. La patch del day one, poco più grossa di 300 Mb ha parzialmente limato la fluidità soprattutto nella controparte multiplayer, che presentando le medesime dinamiche  3 vs 3 di quella single player, appesantisce ulteriormente il carico prestazionale con la presenza di sei giocatori in campo.

Il comparto grafico in generale appare più scialbo, ed è possibile evidenziarne la povertà poligonale direttamente durante la fase di colorazione e l’applicazione dell’effettistica sui modelli.

Ironicamente, il precedente engine proprietario, che aveva raggiunto il suo picco massimo proprio con il terzo capitolo, garantiva oltre ad una fluidità costante, anche una resa visiva migliore per pulizia e livello di dettaglio. La realizzazione degli scenari, vere e proprie arene adesso, offre senza dubbio un colpo d’occhio migliore rispetto a tutto il resto, ma anche qui subentra un fastidioso effetto sfocatura che riduce sensibilmente l’orizzonte visivo, forse atto a nascondere i caricamenti delle texture del livello.

Il comparto audio rappresenta invece il vero fiore all’occhiello, soprattutto perché va a fondersi con la personalizzazione; inizialmente introdotti come DLC nel terzo capitolo, in New Gundam Breaker è infatti possibile scegliere una serie di temi musicali tratti dalle varie opere di Gundam, riproducibili in scaletta durante le missioni. L’opzione permette inoltre di creare un set musicale da allegare ai propri modelli salvati in archivio.

Infine è doveroso segnalare che il gioco è stato completamente localizzato in lingua italiana, e salvo qualche imprecisione tipica di queste traduzioni, possiamo dirci assolutamente soddisfatti da questo punto di vista.

Commento finale

Dopo tre capitoli di alti e bassi, ma comunque a loro modo molto divertenti, Bandai Namco Entertainment e Craft & Meisters decidono di rinnovare la serie Gundam Breaker adottando un gameplay stilisticamente più occidentale, che cerca a tutti i costi di imbastire un contesto da Moba, predisponendo ogni aspetto del gameplay (personalizzazione inclusa) per proporre un gioco multiplayer dall’anima PVP.

C’è chiaramente poca dimestichezza da parte del team in questo genere; è un gioco molto grezzo che difficilmente farà la felicità dei fan storici. Bandai ha coraggiosamente deciso di ripudiare il passato in favore di un nuovo approccio inedito, ma sarà solo il tempo a dirci con sicurezza se questa nuova scommessa attecchirà tra neofiti. Per quanto ci riguarda non escludiamo affatto la possibilità che un Gundam Breaker 4 sia già dietro l’angolo, pronto a svelarsi nel caso in cui l’operazione si rivelasse un fallimento nei prossimi mesi. La domanda però è, arriverà poi in occidente?

New Gundam Breaker

6

VOTO FINALE

6.0/10

Pros

  • La personalizzazione è sempre ricca e dettagliata...
  • Buona l'idea di trasformarlo in un moba...
  • Supporto post-lancio con contenuti gratuiti
  • E' in italiano!

Cons

  • ...ma adesso è vincolata ai limiti del gameplay
  • ...ma è tutto molto grezzo e frustrante
  • Storia davvero imbarazzante
  • Il comparto tecnico è inaccettabile

Commenta questo articolo