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Ni No Kuni II: Il Destino di un Regno – Recensione (PS4 & PC)

Un regno da salvare, e nuovi legami da costruire. Ecco la nostra recensione di Ni No Kuni II

  • Nome completo: Ni No Kuni II: Revenant Kingdom
  • Piattaforma: PlayStation 4, PC
  • Producer: Bandai Namco
  • Developer: Level 5
  • Distribuzione: Digital/Retail
  • Data d’uscita: 22 Marzo 2018
  • Genere: JRPG
  • Versione testata: Playstation 4

Esattamente sette anni fa in Giappone usciva Ni No Kuni su Playstation 3, un JRPG dal sapore eternamente classico sviluppato da una software house maestra del genere, Level-5. A destare l’attenzione del pubblico mondiale era il coinvolgimento del prestigioso Studio Ghibli, coinvolto nella lavorazione per la realizzazione dei numerosi inserti animati e relativo character design.

Grazie all’hardware della vecchia ammiraglia Sony la direzione artistica del gioco rispecchiava pedissequamente tutti canoni delle maestose opere dello studio d’animazione nipponico, calando i videogiocatori in un mondo fiabesco e colorato tratteggiato da un grande accompagnamento musicale. A peccare forse era l’esecuzione del gameplay, che affondava le sue radici in dinamiche di gioco appartenenti all’epoca d’oro dei JRPG, proponendo un sistema di combattimento macchinoso e punitivo che richiedeva una curva di apprendimento basata sul tempismo e tanta, tanta strategia.

Ecco quindi che, a distanza di sette anni dal primo “magico” capitolo, Level-5 torna nuovamente sulla sua creatura con un sequel pensato questa volta per gli hardware performanti di Playstation 4… e per la prima volta anche PC.

Ni No Kuni II: Il Destino di un Regno arriva sul mercato in un periodo ricco di uscite, ma anche di grandi cambiamenti in un mercato che sta lentamente apprezzando nuovamente il genere dei giochi di ruolo giapponesi grazie alla spinta di Persona 5, Final Fantasy XV, o del recentissimo Lost Sphear.

Un sequel prezioso che ci permette di apprezzare nuovamente il talento Level-5 sulle console domestiche, ma che purtroppo perde il supporto dello Studio Ghibli. Contrariamente al primo episodio infatti, il celebre studio giapponese è stato coinvolto in misura molto minore per dare l’opportunità agli sviluppatori di animare le scene d’intermezzo direttamente con il motore grafico del gioco, andando in un certo senso a sforare quel confine, già molto labile tra l’ibrido videogioco/cartone animato visto nel primo capitolo.

Sarà riuscito Ni No Kuni II a limare i problemi del suo predecessore, mantendo al contempo intatta quella sua componente ludica e narrativa che sette anni fa ha emozionato i videogiocatori di tutto il mondo? Scopritelo nella nostra recensione!

C’era una volta…

Ni No Kuni II è ambientato centinai di anni dopo gli avvenimenti del primo capitolo che hanno visto protagonisti il piccolo Oliver e Lucciconio. Il nostro protagonista è Evan Pettiwhisker Tildrum, un giovanissimo principe del regno di Gatmandù, che nelle primissime ore dell’avventura sarà coinvolto in un colpo di stato messo in moto dal consigliere Ratoleon, responsabile anche della morte del Re, nonché padre del giovane.

Motivato a riabilitare la propria figura nobiliare, il piccolo principe dalle orecchie feline partirà per un viaggio in compagnia di un gruppo di amici con l’obiettivo di fondare un nuovo regno nel quale i paesi dovranno convivere in una perenne armonia. Un regno privo di guerre e sotterfugi, guidato da ragazzo che nel corso della sua avventura dovrà perdere la sua innocenza e diventare foriero di speranza rafforzando il proprio carattere per fronteggiare una minaccia di grandi proporzioni. L’impostazione del racconto è molto classica: la sensazione è di essere spettatori di una grande favola tradizionale diretta ai più piccoli, nel quale si assiste alla progressiva maturazione del suo protagonista.

La scelta di focalizzarsi sulla riabilitazione del regno mina in parte una storia faticosa da seguire, e che attraverso cinque dei nove capitoli di cui è composta, buona parte della narrazione appare se non discontinua, inutilmente prolissa. Lo stesso antagonista fatica a ritagliarsi la giusta fetta di attenzione, letteralmente soverchiato dalle responsabilità di cui deve farsi carico Evan nella costruzione del suo regno.

Se il primo capitolo riusciva ad emozionare gli spettatori alternando drammaticità e spensieratezza fin dalle sue premesse, Ni No Kuni II preferisce focalizzarsi su tante piccole trame secondarie, spesso slegate dal filone principale, per concentrarsi sulle vicissitudini del mondo in cui si muove il suo protagonista. Anche il parco dei comprimari risulta “solo” interessante e poco avvincente, a causa di personalità per nulla inedite.

Addio turni

A controbilanciare la trama poco accattivante interviene per fortuna una rivisitazione al gameplay che lavora nuovamente sugli elementi classici del genere: abbiamo quindi una world map tradizionale liberamente esplorabile, ricca di mostri e tesori, ma anche punti di riferimento e dungeon da esplorare. Se a primo impatto sembrerà quindi di rivedere un Ni No Kuni sotto stereoidi, la situazione cambia radicalmente nel momento in cui ci ritroveremo a combattere nei dungeon.

Dopo i feedback negativi ricevuti dal primo capitolo sulla gestione dei combattimenti a turni, Level-5 ha ben pensato di fare tabula rasa mettendo in piedi un sistema di scontri in tempo reale basato su combo leggere e forti accompagnate da un sistema di magie e abilità; allontanandosi così dai restrittivi turni per rendere l’azione in gioco veloce e dinamica, arrotondata dalla presenza dei tenerissimi Cioffi, creature elementali che cercheranno di dare man forte al party principale con le loro abilità di supporto.

Grazie alla possibilità di muoversi liberamente sul campo di battaglia, e di parare e schivare, il ritmo dell’azione scorre con estrema piacevolezza, mentre i nemici stimolano comunque il giocatore a variare le proprie strategie proponendo dei variegati pattern d’attacco. A farci storcere il naso è una difficoltà poco incisiva, che fatica a proporre un livello di sfida davvero impegnativo.

Ad incidere sulla difficoltà poco aggressiva è l’inedita modalità gestionale che introduce la possibilità costruire il proprio regno, Eostaria, investendo denaro nell’edificazione di nuove strutture adibite a determinati ruoli chiave nella sua crescita. Maggiori saranno le risorse investite nella costruzione della città, maggiori saranno ovviamente i bonus che influenzeranno la crescita stessa del party guidato da Evan.

Per esempio lo  sviluppo dei Cioffi è possibile solo costruendo una struttura dedicata, discorso analogo anche per lo sblocco di nuove magie e abilità. In un certo senso la gestione del Regno influisce sulle dinamiche del gioco esattamente come farebbe uno Skill Tree in qualsiasi altro GDR.

Inoltre la gestione di Eostaria si snoda anche nell’ambito delle quest secondarie, spesso necessarie per reclutare nuovi membri da assegnare alle varie strutture. E’ una catena di compiti a suo modo coerente, peccato che la qualità di queste missioni collaterale lasci spesso a desiderare traducendosi in: “porta gli oggetti ad un certo NPC”, “elimina un certo numero di mostri” e cosi via.

E’ comunque doveroso sottolineare che rispetto ad altri titoli di questo genere (vero Final Fantasy XV?) Ni No Kuni II mette comunque a disposizione del giocatore un sistema di ricompense onesto, che nella maggior parte dei casi tende a premiare le sue ripetitive fatiche.

A chiudere la componente gestionale del gioco troviamo le “Battaglie Campali”, missioni sparse per la vasta mappa open world che provano a variare la proposta del gameplay introducendo dei combattimenti strategici, ritratti in una chiave più semplicistica e di immediata comprensione. Si tratta di una piacevole trovata, che allungherà senza dubbio la vostra permanenza sul gioco.

Una gioia per gli occhi

Artisticamente Ni No Kuni II è probabilmente uno dei migliori titoli sulla piazza ad impiegare un cel shading così elegante e privo di sbavature. L’opera di Level-5 è artisticamente monumentale, capace di regalare le medesime emozioni anche senza la presenza dello Studio Ghibli al timone delle cutscene, fedelmente ricreate con l’engine del gioco a 60 fotogrammi al secondo.

Il lavoro svolto sulla direzione artistica riprende tutta quella cifra stilistica dei Ghibli, omaggiando in certi casi alcune opere di punta dello studio come La Città Incantata. Il tutto contornato da una colonna sonora poetica e fiabesca firmata da Joe Hisaishi, storico compositore di fiducia di Miyazaki, a cui si devono le musiche di Nausicaä della Valle del vento, La città incantataPonyo sulla scogliera e Si alza il vento.

La direzione artistica, nel suo enorme complesso, riesce ad essere così centrale nell’esperienza proposta da Level-5, che permette anche di soprassedere ad alcuni singhiozzi del framerate su Playstation 4.

Commento finale

Ni No Kuni II riconferma il grande talento di Level-5 nel mondo dei giochi di ruolo. L’assenza dello Studio Ghibli non limita affatto la creatività di una software house che punta a veicolare nei suoi videogiocatori un concetrato di emozioni audiovisive scimmiottate elegantemente al prestigioso studio d’animazione per raccontare un’ avventura di altri tempi, pensata per grandi e piccini.

Un JRPG forte nei contenuti, con un grande cuore che tiene fede alle tradizioni del passato guardando al presente. Non è un prodotto perfetto, ma tutta questa meravigliosa esposizione tecnica/artistica riesce a limarne i difetti.

Ni No Kuni II

Ni No Kuni II
8.8

VOTO FINALE

8.8 /10

Pros

  • Artisticamente meraviglioso
  • Un gameplay ancorato al passato che funziona
  • Tantissimi contenuti che diversificano l'esperienza
  • Combat system veloce e divertente...

Cons

  • ...ma la difficoltà degli scontri non è altissima
  • Quest secondarie ripetitive
  • La storia impiega molto a decollare

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