Remothered: Tormented Fathers – Recensione

Remothered: Tormented Fathers. Il panorama italiano è sempre più influente nel mondo dei videogiochi, ed in questa recensione andremo ad analizzare un lavoro magistrale

  • Nome completo: Remothered:Tormented Fathers
  • Piattaforme: PC, PlayStation 4, Xbox One, Microsoft Windows
  • Producer: Darril Arts
  • Developers: Stormind Games, Darril Arts
  • Distribuzione: Digital (PC, Windows 10, Xbox One, PlayStation 4) Retail (PlayStation 4, Xbox One)
  • Data di uscita: 30 gennaio 2018 (digitale), 25 luglio 2018 (retail)
  • Genere: Survival Horror
  • Versione testata: PC

Opera nata dalla collaborazione tra i due studi italiani Darril Arts e Stormind Games. Il grande lavoro di cui andremo a parlare, a nostro parere, porta la scena videoludica italiana a fare un notevole passo in avanti, proponendo un prodotto intrinseco di contenutistica artistica e narrativa, ed un esperienza di gameplay che sta via via scemando ed uscendo di scena lasciando posto a nuovi metodi di fruizione: questo è il survival horror in terza persona che oramai sta lentamente lasciando le redini a nuovi tipi di survival horror, come quelli più frenetici ed in prima persona, un paio di esempi: Resident Evil VII o Alien Isolation.

Invece in Remothered facciamo un vero e proprio tuffo in quei tempi in cui il genere survival echeggiava ed omaggiava (come detto alle nostre telecamere dallo stesso Chris Darril art director di Remothered, durante la nostra presenza a casa Microsoft per l’evento ID@Xbox) i grandi classici come Clock Tower, Rule of Rose ed ancora Silent Hill 2 o Alone in the Dark.

Dietro il prodotto quindi abbiamo, prima di tutto, giocatori ed una immensa cultura ludica in determinati frangenti, possiamo quindi asserire che Remothered è un prodotto sul quale Chris Darril di Darril Arts e Stormind Games hanno puntato, perché per primi appassionati loro stessi. In Remothered si ha la voglia di ritornare indietro per costruire qualcosa che si proietti nel futuro dell’industria videoludica nostrana, trasudando cultura e passione da tutti i pori, rimanendo estremamente autentico ed originale, ma soprattutto con una spiccata identità.

Ciak si gioca

In questo titolo il cinema gioca un ruolo fondamentale ai fini della trama, e non si sta parlando soltanto di citazioni, ma la scelta dei piani sequenza, delle inquadrature e delle ambientazioni oltre ad un proprio colorscript, ci fa capire quanto per il team di Stormind Games e Chris Darril sia stato importante il media cinematografico, sia per le costruzioni delle cinematic che, comprendono curate animazioni e dialoghi sempre coerenti con il tono della sceneggiatura, ma anche con un environment design da incubo.

Il cinema è la mia vita

è così che esordisce Chris Darril mentre gli chiediamo: “quanto il cinema abbia influito nel suo lavoro  su Remothered”. Gli si illuminano gli occhi quando ci svela che il Character design di Rosemary la protagonista del gioco è un omaggio al suo grande amore per il cinema. Infatti, Chris ci dice che la donna che impersonifichiamo nel gioco è una fusione di caratteri fisici e psicologici di personaggi come Dana Sully (Gillian Anderson) di X Files e Clarice Starling (Maria Skorobogatov e Jodie Foster) del Silenzio Degli Innocenti e di come attraverso di essa e l’inquietante mondo racchiuso nel suo gioco abbia voluto omaggiare lo stile cinematografico inconfondibile degli anni ’90 e del grande cinema di Roman Polanski (Rosamary’s Baby – Nastro Rosso a New York). Naturalmente anche il cinema nostrano non poteva essere esente ad essere incluso all’interno delle reference artistiche/culturali per la realizzazione di Remothered: Tormented Fathers, infatti possiamo trovare palesi ispirazione al cinema dell’italianissimo Pupi Avanti, soprattutto riguardante il cult movie La casa dalle finestre che ridono.

Incubo a 360°

Il gameplay, estremamente narrativo di Remothered, ci trasporta nei panni di Rosemary Reeds, in visita in una località prettamente italiana ma mai specificata, in quanto le toccherà indagare sulla scomparsa della signorina Celeste Felton, figlia di un prestigioso notaio, per questo motivo quindo, la nostra protagonista raggiunge l’enorme villa (con più di 30 ambienti di gioco ed esplorativi al suo interno) tipica del sud Italia, dove risiede l’ormai stanco e visibilmente malato Dottor Felton che, sembra non apprezzare che qualcuno indaghi in casa sua e sugli oscuri segreti della sua famiglia. Quindi toccherà a noi cercare di uscire indenni dalla macabra e terribile vicenda, soprattutto per il fatto che ci troviamo nel luogo sbagliato al momento sbagliato, e che qui gli ospiti indesiderati non sono accettati.

Il gameplay si struttura in tutta la villa, ed il nostro obbiettivo sarà compiere una grande ricerca interagendo con tutto ciò che ci circonda, recuperando documenti importanti e scavando sempre più a fondo alla sospetta situazione della famiglia Felton. Di certo non tutto ciò che tocchiamo è fatto per agevolarci, infatti potremmo distrattamente creare trambusto attirando la violenta attenzione degli inquilini della villa. Questi non tarderanno a manifestarci il loro disappunto nel vederci li. Come nella recente intervista ci ha detto Chris Darril, l’intelligenza artificiale dei nemici non è prescriptata, ma è attivata e risponde in base all’ambiente ai rumori ed ai nostri movimenti questo fa sì che tutto diventi estremamente imprevedibile ad ogni passo ed allo stesso tempo dona spontaneità al gioco.

Tornando al sistema di ricerca degli oggetti, non tutti gli elementi all’interno del gioco sono obbligatori da trovare, di certo però noi vi consigliamo di esplorare il più possibile, perché solo così potreste conoscere davvero la profondità drammaturgica e la potenza narrativa che è in grado di donarci questo titolo, confidate nelle nostre parole, non ve ne pentirete affatto.



L’esplorazione quindi… Remothered è un tassello fondamentale per godersi il titolo a pieno, nonostante nessuno ci impedisca di proseguire in speed run, di certo l’esperienza di gioco che Stormind Games e Darril Arts volevano trasmettere al pubblico è quella di un’ansia costante, lenta e morbosa, capace di penetrare nel profondo della mente e ramificarsi nelle viscere e solo esplorando ogni centimetro dell’ambiente di gioco e trovando ogni documento ci garantirà un’esperienza di immersione completa.

Non mancano di certo sessioni di Quick Time Events dove ci dovremmo divincolare da situazione di immediato pericolo o compiere azioni impulsive, essi non faranno nient’altro che immergerci ancora di più nel gameplay e nelle cinematiche dandoci un ruolo attivo sotto tutti i fronti. La difficoltà aumenterà mano a mano che proseguiremo con il gioco, sarà sempre più difficile trovare armi (con le quali si può solo ferire e non uccidere) come anche divincolarsi e nascondersi; quindi abbiamo una difficoltà esponenziale ben accettata, con un livello di sfida pronto a mettere a dura prova l’abilità mnemonica del giocatore, che dovrà ricordarsi come raggiungere un determinato punto che potrebbe salvarlo senza ausilio di mappe o oggetti simili, e riuscire a “seminare” gli inseguitori in maniera strategica, riuscendo a scegliere in davvero poche manciate di secondi quale sia il metodo migliore per rallentare il nemico o non farsi vedere.

Orrore Pittorico

Lo stile grafico ed artistico di Remothered è spettacolare sotto ogni punto di vista, un realismo che non vuole esserlo al cento per cento, texture desaturate come quelle dei giochi a cui si ispira dando così un senso di sporco, polveroso e graffiato, simile a come si pone l’intera vicenda narrata dal titolo nei confronti del giocatore. Le ambientazioni e le luci nella scena di gioco sono davvero evocative, riescono a sbalordire ammirare, con un comparto tecnico ed artistico sia nell’environment che nelle animazioni, fluido, credibile ed estremamente reale oltre che visivamente bello. Il Character design parla da solo, Chris Darril ha saputo gestire una quantità di reference artistiche e culturali trasformandole in concept che fanno invidia ad alcuni giochi tripla A. Il comparto audio infine è da brividi, colonne sonore evocative ed un sound design direzionale da pelle d’oca, davvero un lavoro artistico culturale e musicale/sonoro da manuale.

Commento finale

Remothered: Tormented Fathers rappresenta un grande passo avanti per la produzione videoludica italiana, capace di essere messo a confronto non solo con i più conosciuti nomi del genere survival horror del panorama indipendente, ma anche con le grandi produzioni internazionali. Remothered dimostra che non è il budget a fare il gioco ma il talento di un team e soprattutto le idee; è un gioco che unisce cinema e videogame in maniera omogenea, ma soprattutto non banale, riuscendo a proiettare il titolo di Darril Arts e Stormind Games nel futuro dei must have italiani ed a parer personale, piazzarsi tra i migliori titoli mai realizzati del panorama nostrano.



 

Remothered: Tormented Father

9

VOTO FINALE

9.0/10

Pros

  • Narrazione e trama eccellente
  • Cinematograficamente spettacolare
  • Artisticamente incredibile
  • Fluido è senza nessun tipo di rallentamento
  • Sistema di gameplay e di gioco che riporta in auge i bei tempi del survival horror ma con meccaniche innovative

Cons

  • Lo stile delle texture e dei modelli potrebbe non essere apprezzato da tutti
  • A volte il ritmo rallenta

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