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Romancing SaGa 2: Recensione (PS4, Xbox One, PC, Switch)

La remaster in HD di Romancing SaGa 2 arriva finalmente in occidente su console e PC. Ecco la nostra recensione!

  • Nome completo – Romancing SaGa 2
  • Piattaforme – Playstation 4/Xbox One/ Switch/PSvita/PC/ iOS/ Android/Windows 10
  • Producer – Square Enix
  • Developer – Square Enix
  • Distribuzione – Digitale (Contenuto scaricabile)
  • Data di uscita – 15 Dicembre 2017
  • Versione testata: Playstation 4

Quando si parla di JRPG e Square Enix, un po’ tutti siamo soliti ripensare subito a saghe come Final Fantasy, Dragon Quest o due piccoli capolavori come Xenogears e Chrono Trigger. Ma in realtà tra le grandi produzioni della software giapponese trova spazio anche SaGa, una serie molto meno nota di quanto si potrebbe credere.

Romancing SaGa nasce nel 1992 come spin-off della serie principale per Super Famicon, ma in ordine di uscita è considerato il quarto episodio dopo le prime tre parentesi per Game Boy intitolate Final Fantasy LegendsRomancing SaGa, assieme ai due diretti sequel è considerato il vero punto di partenza della serie, nonché una delle migliori saghe di JRPG nate su Super Nintendo negli anni ’90.

Perché quindi nessuno parla mai di SaGa? Per il semplice fatto che da noi in occidente questi tre capitoli sono arrivati solo nel 2016, quando Square Enix ebbe l’ottima idea di riproporre i suoi classici di punta in HD sui dispositivi mobile, con tanto di localizzazione. A distanza di un anno, Romancing SaGa 2 arriva anche sulle console tradizionali con un rifacimento in alta definizione e una localizzazione (sfortunatamente solo in lingua Inglese), e grazie al codice review fornitoci da Square Enix e Koch Media oggi possiamo finalmente approfondirlo con la nostra recensione.

Generazioni


Partiamo dalle premesse più importanti: Romancing SaGa 2 non è un JRPG tradizionale: al suo interno trovano infatti spazio meccaniche si ruolistiche, ma contaminate da un sotto genere di tipo manageriale che viene abilmente applicato alla sceneggiatura stessa del gioco.



In questa serie non esiste un solo eroe, ma vere e proprie generazioni di eroi che si tramandano il proprio Regno, con tutti gli alti e bassi del caso. E’ una struttura peculiare, soprattutto se la si guarda nell’ottica di ciò che è stato per il 1993. Un qualcosa di anti-convenzionale per l’epoca, capace di differenziarsi da ogni altro JRPG in 2D proponendo una meccanica semplice (se vista oggi) capace di rendere il gioco profondo e quasi infinito.

Ambientato nell’immaginario universo di Avalon (condiviso anche dagli altri capitoli), i giocatori possono scegliere se vestire i panni dell’Imperatore o l’Imperatrice nella guida del proprio regno. Prima di avere il pieno controllo del regno però, vivremo la storia breve di Re Leon, il quale cederà a suo figlio Gellard le redini della Capitale, inaugurando un passaggio di testimone che puntualmente si presenterà nel corso della storia. Ogni generazione avrà il compito di fermare gli Eroi leggendari che, corrotti dalle forze oscure, hanno assunto delle forme demoniache che minacciano il mondo intero con la loro spirale di oscurità e malvagità.

Avete capito bene, gli eroi incorruttibili a cui siamo tanto abituati, in Romancing SaGa 2 sono sostanzialmente le nemesi dei protagonisti, qui ritratti come dei comuni guerrieri che crescono assieme al proprio regno, e tramandano ai propri eredi le loro gesta.

Guidare un regno non è mai stato più facile

Fatta la dovuta chiarezza sul plot principale, passiamo adesso al gameplay vero e proprio, presentato al giocatore fin dalle primissime battute di gioco. Da questo punto di vista Romancing SaGa 2 pecca di tutorial, non propone una curva di apprendimento vera e propria, ma vuole che sia il giocatore a studiarsi gli aspetti cruciali di un sistema che fin dai primi momenti potrebbe apparire piuttosto confuso.

Il gioco è caratterizzato da un sistema di combattimento a turni ereditato chiaramente dai primi Final Fantasy, ma in realtà nasconde una parte strategica completamente assente nella fortunata serie di Square Enix, più affine al genere degli RTS appunto. I personaggi non guadagnano esperienza, ma crescono accumulando un punteggio detto “PT” che potrà essere investito nel potenziamento dell’equipaggiamento a loro disposizione. Le stesse abilità verranno sbloccate in modo casuale durante un combattimento, e potranno essere successivamente tramandate agli eredi, mentre in altri casi è possibile apprenderne di nuove edificando delle strutture apposite nel proprio regno dedicate all’addestramento delle truppe.



Per quanto riguarda l’ambito prettamente strategico, il party potrà adottare svariate formazioni da combattimento molto utili per avvantaggiarsi negli scontri, mentre ognuno dei personaggi può specializzarsi in determinate classi, alternandole nel corso delle battaglie: per esempio è possibile creare un mago che pratica arti marziali, oppure un cavaliere pesante munito di arco e piccoli coltelli. Le combinazioni sono molteplici, e anche in caso di morte del Re, e quindi relativo passaggio del trono, tutti i progressi accumulati verranno trasferiti al nuovo regnante.

Il grande problema di Romancing SaGa 2 è sostanzialmente la sua età, è un titolo anzianotto con uno schema di gioco ripetitivo, a volte frustrante. L’avanzamento della storia viene penalizzato da un livello difficoltà molto alto che spinge il giocatore a ripetere ossessivamente i dungeon, a loro volta caratterizzati da una mole di nemici davvero spiazzante.

Con questa riedizione gli sviluppatori hanno lavorato anche sull’inedita modalità “New Game +” che permette di iniziare il gioco importando i dati precedenti, mentre sul fronte contenustistico sono state introdotte delle nuove classi per i personaggi, e dungeons inediti molto impegnativi.

Comparto tecnico

Il riadattamento tecnico compiuto da Square Enix è un porting abbastanza diretto delle versioni già sviluppate per dispositivi mobile, e consiste principalmente nella pulizia dell’immagine e dell’audio, mentre gli sprite dei personaggi sono stati lievemente ritoccati.

A dirla tutta Romancing SaGa 2 rende poco bene sullo schermo di una TV, presentandosi invece più appetibile su console portatili come PSvita e Switch, che con i loro schermi ridotti ammorbidiscono i tratti della pixel art. Nel caso di Switch avrete a vostra disposizione la possibilità di giocarlo in modalità dock (su TV) o tablet (in strada). Le piattaforme sul quale giocarlo sono piuttosto assortite, la scelta spetta a voi.

Commento finale

C’è voluto un po’ di tempo, ma alla fine Romancing SaGa 2 è arrivato anche in occidente, e sulle nostre console. E’ un gioco che fortunatamente (o sfortunatamente) si ripresenta agli occhi dei giocatori come l’esperienza rivoluzionaria e atipica che è stata nel 1993 per i nostri amici del Sol Levante. La storia a suo modo rompe quel classico ciclo di clichè sul ruolo degli eroi in un fantasy, e la dinamica delle generazioni crea tanti percorsi di sviluppo per i personaggi che il giocatore potrà esplorare più volte grazie al “New Game +”. Bisogna però tenere in considerazione alcuni elementi come la ripetizione ossessiva dei dungeon, e un livello di difficoltà tarato verso l’alto.



Romancing SaGa 2

Romancing SaGa 2
7.5

Voto finale

7.5 /10

Pros

  • New Game+
  • Storia carina che rompe un classico clichè del genere
  • Gameplay profondo e longevo
  • Molto impegnativo...

Cons

  • ...a volte davvero troppo
  • dungeons ripetitivi
  • meglio giocarlo su dispositivi mobile

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