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Seoul Station: Recensione

L’animazione incontra il mondo degli zombie, e ci regala uno spaccato della società coreana davvero inquietante. Ecco la recensione di: Seoul Station

  • Titolo:  Seoul Station
  • Regia:  Yeon Sang-ho
  • Genere: Drammatico, thriller, horror
  • Anno: 2016
  • Durata: 88 Min
  • Distribuzione: Koch Media – Midnight Factory

Koch Media e Midnight Factory fanno il colpaccio e portano in Italia, in una limited edition piuttosto elegante, due prodotti legati al genere dello zombie movie provenienti direttamente dalla Corea.

Stiamo parlando di Train to Busan e Seoul Station. Il primo è una pellicola cinematografica tradizionale che riprende quella filosofia alla base del cinema zombie del compianto George A. Romero, calandolo però in un contesto più claustrofobico ambientandola interamente su un treno.

Il secondo, che sarà l’argomento di questa recensione, è invece un lungometraggio animato di circa 90 minuti che si pone come ideale prequel alle vicende del film in live-action. Entrambi i film sono diretti dal regista Yeon Sang-ho. L’edizione home video di Midnight Factory propone entrami i prodotti raccolti in un cofanetto cartonato.

La stazione degli orrori

Seoul Station parte da un pretesto importante che si tradisce volutamente dopo la prima mezz’ora: ciò che stiamo guardando non è un zombie movie animato di stampo horror, ma un racconto impegnativo che sfrutta il suo lato tecnico molto minimal per mouvere importanti critiche sociali al sistema coreano.

Un dramma raccapricciante che sposa lo strumento di critica politica e sociale sperimentato e successivamente divenuto un grande marchio di fabbrica nel cinema horror di Romero. Non vi è la necessità di svelare le origini dell’epidemia, e tantomeno punta a disgustare lo spettatore, gli zombie sono un mezzo efficace per mostrare l’altra faccia della medaglia del popolo, ma anche di un governo (quello coreano) che pur di sedare la rivolta (bello il parallelismo con gli zombie) mette in moto una difesa di tipo offensivo che si riflette sull’abbattimento unanime di infetti e cittadini sani.

L’opera di Yeon è un dramma psicologico che affronta l’epidemia zombie da una prospettiva inedita del genere, mettendo da parte gli eroi tradizionali per concentrarsi sulle classi sociali. Viviamo quindi le vicende dell’ingenua e tenera Hye-sun, una ragazza che dopo aver litigato con il suo fidanzato finirà proprio al centro dell’epidemia. Oltre a lei però il regista sceglie di focalizzarsi soprattutto sui clochard, ritratti come le vittime ideali dell’avanzata di non morti, ma anche come gli evidenti portatori del morbo. Non a caso infatti l’infezione inizia nella stazione di Seoul, luogo nel quale vi è una grande predominanza di clochard.

La forza di Seoul Station sta nella coralità della vicenda, nonostante la presenza di un gruppo di personaggi, tra i i quali anche il fidanzato di Hye e il padre della ragazza, il regista punta spesso a mostrare le ampiezze della città, e i suoi vicoli affollati con la massa informe di creature che avanza.

Quando le vicende si focalizzano sui singoli sopravvissuti, assistiamo ad un repentino cambio di registro che abbandona i rumori, quasi a volerli coccolare tenendoli lontani dal caos esterno. Ma l’affezione del regista, quella palese ostinazione nel salvaguardare i suoi protagonisti la vediamo vacillare sempre di più con l’avanzare della storia, culminando in un colpo di scena finale imprevedibile che lascerà lo spettatore nel medesimo silenzio che accompagnano le ultime sequenze prima dei titoli di coda.

Commento finale

Seoul Station è un drammatico racconto di analisi e critica sociale che mostra le mille sfaccettature di una sistema incapace di gestire le situazioni estreme. Le animazioni imperfette, a tratti legnose, vengono letteralmente asfaltate dai toni drammatici, e al contempo avvincenti di una storia che riesce ad intrattenere lo spettatore senza necessariamente mettere in scena l’efferatezza e l’orrore in cui altri prodotti di questo genere a volte primeggiano dimenticandosi di tutto il resto. Decisamente consigliato agli appassionati del genere.



Seoul Station

Seoul Station
8.5

VOTO FINALE

9/10

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