Star Wars: Gli Ultimi Jedi – Recensione (NO SPOILER)

Il secondo capitolo della nuova trilogia di Star Wars arriva finalmente al cinema. Ecco la nostra recensione di Star Wars: Gli Ultimi Jedi!

Per ben due anni il web si è sprecato nel costruire le teorie più folli e bizzarre sulle direzioni che avrebbe intrapreso la nuova trilogia di Star Wars.

Rian Johnson, che con il suo meraviglioso Looper aveva mischiato tutte le carte in tavola dirottando le premesse iniziali verso una seconda parte completamente differente, lavora analogamente con Star Wars: Gli Ultimi Jedi.

Una direzione imprevista, sorprendente, un film che come la sua fotografia è un freddo viaggio di chiusura, un cerchio generazionale iniziato con le prime due trilogie, farcito con tanti simbolismi, epiloghi solenni e un tocco di fan service funzionale alla crescita e alla conclusione di una storia durata al cinema per ben 40 anni.

Gli Ultimi Jedi rompe i ponti con il passato, il parallelismo con L’Impero Colpisce Ancora si avverte in molte occasioni, a partire dalle premessi iniziali fino all’ingannevole atto finale (che poi finale non è), ma diversamente da J.J Abrams è meno evidente, e soprattutto gioca proprio con lo stereotipo del finto remake, ingannando lo spettatore nei modi più disparati.

Mettete da parte ogni teoria formulata nel corso di questi mesi, Gli Ultimi Jedi è una sorpresa dietro l’altra, e aggiunge tridimensionalità al concetto della Forza, ben rappresentato dalla contrapposizione di Rey e Kylo Ren. E proprio quest’ultimo si riconferma uno dei villain più intriganti della saga, un ragazzo tormentato che vuole respingere la luce per lasciare il posto all’oscurità.

Il suo legame con Rey, così intimo, lascia intendere la possibilità di una redenzione che, contrariamente a suo nonno, vuole a tutti i costi evitare. E’ un “fanboy” che deve confrontarsi con l’eredità della sua famiglia, e indossa una maschera di cui non ha bisogno. Adam Driver da questo punto di vista porta in scena un personaggio sfaccetto e credibile, è lui il vero protagonista di questa trilogia, lui rappresenta tutte le imperfezioni dell’essere umano.



E poi c’è Luke, l’ultimo Jedi, colui che ha perso ogni speranza in questa fede. Probabilmente questa versione invecchiata dell’eroe interpretato da un Mark Hamill  non piacerà a tutti, ma lui meglio di tutti rappresenta quella figura che dovrà passare il testimone alle nuove generazioni e farsi da parte. Johnson riesce a rendere solenni dei momenti che forse, nelle mani di altri registi, potevano diventare persino stucchevoli.

Gli Ultimi Jedi consacra la mitologia e l’importanza di Star Wars per il cinema, ma allo stesso tempo sceglie di seguire nuovi percorsi allontanandosi dai canoni già visti. Ed è proprio per questo che il film è affascinante, è un coraggioso tentativo di svecchiare la materia originale per esplorare sentieri mai visti prima, nonostante alcuni indizi fossero stati già seminati dalla serie animata di Star Wars: Rebels.

Il film non è perfetto; ha degli evidenti problemi di ritmo soprattutto nella prima parte, troppo dilatata nei tempi; tutto il filone narrativo legato al personaggio di Finn appare molto pretenzioso e si rivela poco più di un riempitivo. In sostanza, la pellicola dura davvero troppo.

Star Wars è sempre stata una saga indirizzato al pubblico più giovane, e spesso e volentieri le due precedenti trilogie aggiungevano degli sfondi comici per alleggerire la progressione del racconto. Gli Ultimi Jedi prosegue quindi sulla scia tracciata nel corso di questi 40 anni, ma in alcuni momenti Johnson non centra sempre i tempi, mentre in altri l’alleggerimento funziona molto bene.

Come dicevamo in apertura, Gli Ultimi Jedi è ricco di simbolismi e metafore, e questo possiamo notarlo dal lavoro scenografico e registico. Quel “rosso sangue” visto nelle locandine è una scelta stilistica che ben si sposa con le atmosfere, e nel corso del film quelle tinte si ripresenteranno agli occhi dello spettatore in varie forme differenti, scenicamente impeccabili e significative.


Commento finale

Star Wars: Gli Ultimi Jedi chiude un cerchio di storie aperte con quella di Anakin e Luke per avviarsi verso sentieri completamente inediti. Ma è anche l’episodio centrale di una trilogia, quindi ha delle responsabilità nei confronti del pubblico, e possiamo dire che da questo punto di vista riesce anche in questo compito, costruendo delle nuove basi per l’ultimo capitolo molto intriganti e inaspettate.

Rian Johnson vuole fare tabula rasa del passato, e ci riesce.

Congeda il passato e si avvia verso il futuro con grande eleganza e rispetto, senza dimenticarsi della grandissima importanza che questa saga è stata, e sarà per la storia cinema.

 

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