Devil May Cry 5: abbiamo provato la demo per Xbox One

Devil May Cry 5 ha tutte le carte in regola per essere l’action game di questa generazione. Ecco il nostro provato della demo

Breve ma intensa. Non esiste una definizione migliore per la demo di Devil May Cry 5 pubblicata da CAPCOM in esclusiva su Xbox One lo scorso 7 Dicembre.

Il ritorno della popolare serie action era davvero molto atteso dal pubblico, complice un remake occidentale firmato dai bravissimi ragazzi di Ninja Theory che proprio non aveva convinto i fan storici a causa dello stravolgimento del design del protagonista Dante.

Con Devil May Cry 5 quindi si ritorna all’universo canonico della serie originale, con una storia ambientata dopo gli avvenimenti del quarto capitolo, l’ultimo in ordine cronologico dal punto di vista narrativo. E proprio da questo quarto capitolo ritroviamo la new entry Nero, decisamente più a suo agio: capelli corti e un caratterino ereditato di tutto punto da Dante, qui in veste di co-protagonista insieme al misterioso V.

In questa demo proposta da CAPCOM però non abbiamo avuto l’opportunità di controllare Dante e V, ma esclusivamente Nero, la cui peculiarità è rappresentata dal suo braccio bionico (Breaker) costruito dalla sua partner Nico.

 Devastazione e combat system fuori di testa

Nel nostro breve test, dalla durata di appena 15/20 minuti, ci siamo messi ai comandi di Nero nei vicoli di una città completamente devastata e presa d’assalto dai demoni. Non vi è alcun cenno alla storia, ma un salto diretto nell’azione che coinvolge e diverte per il suo combat system, una sontuosa evoluzione di quello visto in Devil May Cry 4, ma vivacizzato e reso ancora più profondo grazie all’introduzione del braccio bionico di Nero che permette di elaborare combo più avanzate e pericolose per gli avversari. Ogni braccio però è un consumabile sparso in giro sulla mappa e in questa demo è possibile provarne due varianti: l’Ouverture che genera colpi elettrici e il Gerbera che aggiunge schivate aeree unite a potentissimi attacchi. Le varianti dell’arto possono essere intercambiate al volo durante gli scontri ma, essendo al pari di un consumabile, supponiamo che ai livelli di difficoltà più elevati vadano gestiti con parsimonia e in maniera strategica durante l’esecuzione delle combo.

Il livello di complessità raggiunto dalle combo è talmente stratificato che abbiamo ripetuto più volte la demo per provare quante più combo possibili. Controller alla mano non abbiamo paura di dirlo: Devil May Cry 5 raggiunge dei livelli così tecnici da giocarsela con alcuni picchiaduro di spicco del settore.

Con una demo così breve però resta difficile analizzarne tutte le complessità: manca la possibilità di potenziare o modificare le abilità di Nero, il boss finale di fine demo impressiona per le sue dimissioni ma non tanto per la sua difficoltà.



Il level design della breve demo presenta una struttura letteralmente lineare, difficile quindi esprimersi anche sulla bontà dei livelli e se saranno presenti o meno le fasi platforming che hanno caratterizzato in passato la serie. Le intenzioni della casa di Osaka con questa demo sembrano comunque abbastanza evidenti: mostrare i muscoli di un combat system reso ancora più dinamico, profondo e divertente da assimilare rispetto al passato. Il che è tutto dire se consideriamo i livelli altissimi già raggiunti ai tempi di Devil May Cry 4.

Stuzzica inoltre la nostra curiosità proprio il personaggio di V che, come rivelato nel trailer di Game Awards, ha la capacità di evocare delle creature demoniache al proprio fianco per combattere. Lo stesso Dante, come visto in altri filmati, sembra puntare su un sistema di combo diverso rispetto a Nero, nel quale si alternano armi da fuoco e altre stramberie tipiche del suo arsenale (la moto che si trasforma in una doppia spada).

Per quanto riguarda il comparto tecnico il Re Engine offre una resa visiva e un comparto animazioni di altissimo livello, confermando le ottime potenzialità di questo motore battezzato con Resident Evil 7. I 60 fotogrammi al secondo garantiscono una fluidità dei frame d’attacco letteralmente eccellente.

Qualche dubbio persiste nella telecamera, che necessita ancora di qualche ritocco.

Considerazioni finali

Questo primo contattato con Devil May Cry 5 ci ha davvero stupiti in positivo. Il combat system sembra portare a nuovi livelli tutta quella complessità che aveva già caratterizzato il precedente capitolo, introducendo un fattore strategico dettato dalla necessità di gestire il braccio bionico di Nero.

Nell’attesa di scoprire cosa ci riserverà il prodotto finale, Devil May Cry 5 sembra avere tutte le carte in regola per essere l’action game di questa generazione, ormai giunta al tramonto.

 

Commenta questo articolo