Romics 2019, XXVI edizione: foto, contenuti, opinioni!

Romics 2019: 4 giorni di fumetti, videogiochi, cosplay ed artisti!

In occasione della XXVI edizione del Romics, abbiamo avuto il piacere di osservare da vicino una delle tre fiere più importanti e grandi d’Italia: dal 3 al 6 Ottobre 2019, infatti, presso Fiera di Roma, è stato possibile immergersi in 9 padiglioni ricchi di contenuti, eventi e performance dal vivo. Importanti novità ed attente valutazioni circa quest’ultima edizione, cominciando dall’ampliamento dello spazio espositivo di circa mille metri quadri rispetto all’edizione primaverile, di certo un impegno serio quello preso dagli organizzatori per poter garantire un’esperienza completa e sempre più ricca.

Il Romics è una colonna portante della città, un organo trainante che ogni anno porta alla capitale ben 400 mila visitatori, un numero certamente impressionante che produce anche un profondo senso di responsabilità nei confronti non solo del pubblico pagante, ma anche e soprattutto della cittadinanza. Durante il Romics vengono infatti messe alla prova diverse entità, come quella pubblica dei trasporti. Non è difficile cadere in fallo e trasformare un evento tanto importante in un’esperienza spietata e frustrante. Gestire un flusso così ampio di persone potrebbe essere tranquillamente considerata un’impresa eroica, ed è dunque compito di chi ha usufruito dei servizi della fiera quello di decidere se ne è valsa la pena oppure no.

La nostra risposta? Assolutamente sì.

Particolarità che distingue il Romics dalle altre fiere è sicuramente lo spazio che concede agli artisti emergenti. Non è stato difficile trovare pressoché ad ogni angolo della Fiera di Roma stand ricchi di contenuti inediti ed originali, certamente un incentivo a mettersi in gioco ed un modo di spronare soprattutto i più giovani a produrre sempre più materiale innovativo e dal taglio fresco. Tra i numerosi ci sentiamo caldamente di segnalare (e consigliare) la giovanissima Scarlet Danae, autrice di una saga (L’Incubo di Biancaneve) che offre una rivisitazione decisamente personalizzata dell’odierna favola, uno scorcio sul vissuto di un’adolescente che fa riflettere chiunque, grandi e piccini.

Un’altra scoperta estremamente interessante sono state le standiste di I Love Pins, che hanno presentato le loro iniziative indipendenti sia di natura fumettistica che, a sorpresa, di fanwriting. Dopo aver tanto ascoltato Welcome to Night Vale, gli occhi di Devil Devil hanno subito attirato lo sguardo – così come i Pikachu impiegati a gestire lo stand di Fantasia, che oltre ad essere sorprendentemente simpatici si sono rivelati incredibilmente disponibili e dal buonumore contagioso, nonostante lo stress che lavorare in fiera deve aver comportato.

Ancor più sentita è stata l’emozione provata nel vedere giovani liceali alle prese con le prime esperienze nel mondo del fumetto. Un progetto che grida al cambiamento, soprattutto in un panorama tanto deprimente come quello italiano, in cui le arti riproducibili considerate più moderne hanno uno spazio fin troppo irrisorio. Al Romics hanno invece trovato tutto lo spazio che meritano, con veri e propri stand per mezzo dei quali i ragazzi hanno potuto pubblicizzare i loro lavori.

Tra le offerte d’intrattenimento figurava inoltre un’iniziativa molto intrigante rivolta principalmente ai più piccoli: in determinati orari durante la fiera era possibile partecipare a delle vere e proprie lezioni su tutto ciò che concerne il mondo fumettistico – con tanto di banchi e cattedra a disposizione. Non sono ovviamente mancate neppure le conferenze e le sessioni autografi, ma si è sentita intensamente l’assenza di ospiti internazionali nell’ambito soprattutto fumettistico e videoludico; per quanto riguarda quest’ultimo, ci si è concentrati maggiormente su YouTuber e influencer provenienti da altre piattaforme (come TikTok), che hanno avuto il palco a loro riservato per quindici-trenta minuti a testa.

Peccato però che la moltitudine di attività disponibili ai visitatori si perdesse nel caos che inevitabilmente un evento di questo tipo genera; certo, è estremamente difficile indirizzare il pubblico verso un punto specifico, ma la scarsità di ordine nei padiglioni non è stata d’aiuto: non vi era una distinzione netta tra gli stand nel padiglione “games” e quelli nel padiglione “fumetti,” per esempio. Tra “Pala Comics,” “Comics City” e “Palco Comics,” il programma era un po’ confuso e la divisione tematica dei padiglioni non era da meno. Inoltre, il Sabato, parte dei tavoli normalmente destinati al gioco da tavolo è stata messa a disposizione di tutti… con il risultato che per la maggior parte della giornata sono stati occupati da persone intente a mangiare. Uno dei giochi da tavolo in prova è stato addirittura rubato, ma purtroppo le fiere sono forse l’ambiente più adatto agli incivili che ne approfittano senza dare troppo nell’occhio.



A proposito di giochi da tavolo, purtroppo la fiera non ha potuto vantare grandi innovazioni o presentazioni di inediti brillanti, eccetto per Throne – I Guardiani di Kalesh, che tuttavia non era esattamente in anteprima (è uscito da qualche mese). Lo stesso vale per i giochi di carte: nonostante l’ampio spazio ad essi dedicato, i presenti erano esclusivamente i soliti Yu-Gi-Oh!, Magic: The Gathering e il più recente Keyforge, con poche eccezioni e nessun tipo di novità.

L’area gaming, anch’essa decisamente estesa, metteva a disposizione numerosissimi computer e alcune console (sulle quali provare qualche titolo, ma nessuna anteprima o nuova uscita). Si sono tenuti, nel corso dei quattro giorni, tornei di League of Legends, Fortnite, Tekken e Fifa 20, oltre a un inaspettato (ma non disprezzato) MotoGP 19. Tuttavia, se si sperava in presentazioni di nuovi prodotti (anche satirici, come l’ormai famigerato Call of Salveenee), il Romics non ha soddisfatto le aspettative.

In ultima istanza, ahimè, una nota dolente: la sicurezza. Immediatamente all’esterno della fiera sono state schierate le forze dell’ordine che tuttavia non hanno funzionato come deterrente: i controlli sono stati confusionari e campionati, numerose armi pericolose sono passate inosservate. Fatto di poco conto se consideriamo che, come in ogni fiera, quest’ultime potevano essere comprate all’interno; chiudiamo, dunque, un occhio. 

Ciò che però non ci è assolutamente andato a genio è stato il passaggio del tutto impunito di un gruppo di ragazzi molesti e dalle ideologie un po’ troppo estremiste. Cori fascisti, inni al nazismo, svastiche, aquile… il tutto sotto gli occhi impassibili della sicurezza.  Dopo qualche minuto gruppi di adulti (in visita con la famiglia) si sono uniti, generando uno spettacolo grottesco e decisamente poco rispettoso. Qui la domanda sorge spontanea: qual è il limite oltre il quale la goliardia diventa discriminazione? In un luogo in cui si può respirare arte sotto ogni punto di vista è opportuno adottare le giuste misure di sicurezza affinché si possa continuare a godere di un evento che, nonostante ciò, consigliamo vivamente a tutti.

 

Scritto da:
Nausica Federico
Isabella Amantea



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