Gundam Battle Operation 2: si torna sul campo di battaglia, aperti i server su Playstation 4

I server di Gundam Battle Operation 2 sono ufficialmente aperti

Ieri, Giovedì 26 Luglio, sono stati ufficialmente aperti su Playstation 4 i server giapponesi di Gundam Battle Operation 2, sequel dell’apprezzatissimo shooter online uscito su Playstation 3 nel 2012, nonché uno dei maggiori successi di Bandai Namco pubblicati durante la scorsa generazione.

In redazione abbiamo trascorso alcune ore in compagnia del titolo, che come ogni buon sequel, cerca di evolversi tenendo viva l’eredità del suo predecessore.

Siamo ancora davanti ad un classico sparatutto a squadre, nel quale vince chi ottiene più punti. La differenza sostanziale, già introdotta nel primo Battle Operation, è che qui gli scontri non avvengono solo tra Mobile Suit, ma anche a terra, tra Piloti comuni, aggiungendo molte più sfumature ad  un campo di battaglia che non vive di soli robot. I Piloti inoltre hanno la possibilità di infiltrarsi nelle basi avversarie per innescare una bomba a tempo che, in caso di successo, premierà la squadra con ingenti punti aggiuntivi.

Inoltre questo sequel, che ricordiamo essere esclusiva Ps4, cerca di adattarsi un po’ al filone dei titoli online moderni.

Abbiamo quindi un Pilota da creare, e un hub in stile Destiny da cui muoverci per lanciarci nelle competizioni, gestendo vari aspetti che consistono nella manutenzione dei Mobile Suit, i quali potranno essere potenziati con l’aggiunta di nuovo equipaggiamento (ogni arma è compatibile con un gruppo specifico di MS).

Il gioco inoltre è davvero molto generoso, e propone obiettivi giornalieri da portare a termine che ricompensano il giocatore con punti da investire nel negozio per acquistare i Mobile Suit, armi e gli accessori per personalizzare il proprio pilota.

Dal punto di vista prettamente tecnico parliamo di un titolo che lascia molto a desiderare: non è un gioco spettacolare o impressionante, le animazioni dei piloti sono abbastanza pessime anche per un titolo PS3, ma fortunatamente una volta scesi in campo con i Mobile Suit, ci si accorge di quanto sia un titolo che riesce a trasformare i suoi limiti tecnici in dei pregi stilistici.

Il gameplay, da buon shooter in terza persona, permette di alternare le armi montate sul Mobile Suit. Nell’ottica tuttavia di uno scenario bellico reale, i movimenti dei Mobile Suit sono stati contestualizzati: la lentezza apparente dei giganti viene quindi giustificata proprio dal loro essere dei colossi meccanici, e quindi il loro incedere lento contribuisce a rendere l’azione sul campo di battaglia ancora più tesa. Gundam Battle Operation da questo punto di vista prova davvero a mostrarci la realtà di uno sconto bellico tra MS, nel quale a vincere è una buona dose si strategia, oltre ovviamente  ad un buon Mobile Suit a disposizione.  Come dicevamo poi, la possibilità di abbandonare in qualsiasi momento un Mobile Suit e proseguire a piedi, apre ad una serie di strategie piuttosto variegate, che oltre al sabotaggio, permettono ai giocatori di rubare anche le unità della fazione avversaria, lasciando di conseguenza un posto vacante nel gruppo nemico.

A conti fatti Gundam Battle Operation 2 potrebbe quasi ritenersi una vera e propria espansione del suo predecessore: uno sparatutto in terza persona nel quale due squadre competono per ottenere il punteggio più alto. Rende l’azione leggermente più dinamica rispetto al passato, ma dopo il grande successo del primo capitolo, Bandai ha optato per un sequel meno rischioso, e poco rivoluzionario nelle idee. L’unico grande limite al momento è la lingua giapponese.

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