SD Gundam G Generation Monoeye: una storia alternativa di Z Gundam

Alla scoperta di SD Gundam G Generation Monoeye, un cult proveniente dall’era WonderSwan che racconta una storia alternativa

Ormai ci siamo, manca meno di un mese al debutto in Giappone e occidente di SD Gundam G Generation Cross Rays, e come abbiamo già abbondantemente discusso in queste ultime settimane, tra i suoi bonus preorder per le versioni Playstation 4 e Nintendo Switch sarà disponibile anche un porting diretto di SD Gundam G Generation Monoeye, un capitolo della serie uscito nell’ormai lontano 2002 in esclusiva per la console portatile WonderSwan Color di Bandai.

Il titolo nel corso degli anni è diventato certamente un cult tra gli appassionati, essendo una delle produzioni di punta il WonderSwan di casa Bandai, console sulla quale l’azienda riversò in esclusiva diverse produzioni basate su licenze molto popolari in Giappone, tra cui anche la serie di Digimon.

Nel caso di SD Gundam G Generation Monoeye, lo sviluppatore Vanguard Works venne incaricato di realizzare uno strategico piuttosto classico, sulla falsariga dei precedenti capitoli già approdati su PSX e altre piattaforme adiacenti, ma con l’eccezione di una trama completamente originale ambientata sempre nell’Universal Century, ma con una riscrittura degli eventi tale da andare quasi a soppiantare la trama stessa della serie animata di Z Gundam.

Ma la vera peculiarità era però dettata dal design dei Gundam titolari del gioco, dei Mobile Suit completamente originali caratterizzati da un monovisore che replica quello degli Zaku, o altri Mobile Suit realizzati da Zeon durante la Guerra di un Anno. I motivi di queste similitudini estetiche sono dovute allo sviluppo di un progetto denominato “Monoeye Gundams” che il Principato di Zeon stava segretamente realizzando per contrastare i Gundam della Federazione Terrestre. Tuttavia, con la sconfitta di Zeon, e consecutiva resa e cessione di tutta la tecnologia prodotta fino a quel momento, i Titans sono successivamente entrati in possesso di questi dati, dando finalmente forma a questa serie di peculiari Mobile Suit.

Parlando della storia, questa inizia a tutti gli effetti durante le battute conclusive della Guerra di un Anno, e segue le gesta di Siegfried Wedner, pilota di Zeon che deciderà di seguire poi le orme di Char Aznable, suo mentore durante la guerra, per unirsi al gruppo AEUG e fronteggiare i Titans.

Durante i primi focolai bellici che porteranno al futuro Conflitto di Gryps nell’anno UC 0087, Siegfried Wedner, ora tra le fila dei soldati dell’AEUG, ruba il Mobile Suit sperimentale dei Titans noto come LRX-077 Sisquiede, segretamente sviluppato in parallelo all’RX-178 Gundam Mk-II, anch’esso destinato poi a finire nelle mani dell’organizzazione anti-governativa grazie al furto di Kamille Bidan sulla Colonia Side 7.



A sua insaputa però, un vecchio alleato Ein Lewi, che aveva militato nelle fila di Zeon come spia federale durante la Guerra di un Anno, è adesso diventato un membro dell’elite Titans, ed è il pilota dell’unità gemella del Sisquiede, ovvero LRX-088 Dezpada. Ancora una volta esplode la rivalità, mentre due Gundam saranno protagonisti di un conflitto che coinvolgerà anche alcuni degli eroi più famosi, quali Amuro Ray e Char Aznable.

Se nel videogioco le vicende si incrociavano comunque con gli avvenimenti di altre serie animate (anche alternative), una frazione della storyline di Gundam Monoeye è stata poi adattata in un manga promozionale scritto da Uchida e illustrato da Kemono.



Commenta questo articolo