Incubi che si Avverano: Di Giuseppe Ino “Aprendo la porta”

Incubi che si Avverano – Aprendo la porta

Incubi che si avverano è una raccolta di racconti brevi di genere horror thriller, i racconti hanno una trama breve e auto conclusiva e rispecchiano lo stato d’animo dell’autore e del momento storico ovvero l’ineluttabilità degli eventi, costretti spesso a subire cambiamenti negativi senza troppe possibilità di via d’uscita, piegati a volte da ciò che ci circonda senza vie di fuga.

Gli incubi cosi come i sogni sono una manifestazione del nostro io più profondo, spesso nel sonno esterniamo ciò che non riusciamo quando siamo svegli, spesso siamo terrorizzati e paralizzati senza riuscire a muoverci, a difenderci proprio come spesso accade nella vita di tutti i giorni.

Giuseppe Ino

I racconti brevi:

  • Le mani nel buio
  • ———————–Aprendo la porta
  • Il bimbo che piange
  • Stanno arrivando…
  • E venne la furia…
  • Spettri

Finale:

  • Sonno

Aprendo la porta

Gli incubi peggiori sono quelli che si fanno da svegli.

Giovanni Soriano

La lama del rasoio le arrivò dritta e precisa verso la faccia, lei la schivò giusto in tempo parandola con il palmo della mano sul quale le si apri un orribile squarcio sanguinante, rivoli rossi le attraversarono la mano fino a raggiungere i polsi, a quel punto il terrore era cieco e accecante, Serena non badò più a nulla ma solo a bloccare l’inaspettato assassino che l’aveva attesa sul pianerottolo di casa.
5 minuti prima…
Serena si stava preparando per uscire quella mattina, l’attendeva quella che sicuramente sarebbe stata una snervante fila alle poste, un incubo per la maggior parte delle persone con una vita piena di impegni ma a volte era inevitabile e quindi quel giorno anche a lei toccava, stava armeggiando con la borsa perchè non riusciva a trovare le chiavi della macchina quando sentì bussare alla porta, due rintocchi pesanti ma decisi: strano si disse non avevano usato il campanello, si avvicinò alla porta e guardò dallo spioncino ma sul pianerottolo non c’era anima viva.
Decise di aprire la porta ugualmente, forse lo spioncino non riusciva a farle vedere bene l’esterno e quello che accadde fu più che fulmineo, nell’aprire la pesante porta di legno vide un leggero luccichio, di istinto si accorse di aver alzato il palmo della mano all’altezza del viso e attese che la lama del rasoio le squarciasse la mano, il sangue schizzò ma lei non si arrese subito, cercò di richiudere la porta contro il suo improvviso assalitore che la bloccò con il piede, quindi la spinse via con la porta, Serena cadde sul pavimento pesantemente.

Cercò di risollevarsi ma la possente figura la schiacciò al suolo con il piede, in quel momento lei era come uno scarafaggio schiacciato al pavimento, si divincolava ma senza successo, la misteriosa figura l’afferrò per i capelli sollevandola da terra come un pupazzo inerme, l’avvicinò a se mentre lei agitava i piedi all’impazzata, era pronto a tagliarle la gola, Serena agitava braccia e gambe cercando di graffiare il volto del suo assalitore coperto da passamontagna che riuscì a strappargli quasi del tutto, a quel punto l’uomo la scaraventò via, Serena corse a perdifiato verso la cucina, si aggrappò al cassetto degli utensili afferrando un coltello da cucina, si rialzò faticosamente in piedi e in quel momento vide il sangue che le colava sul braccio e le strisce lasciate sul pavimento dopo la colluttazione.

Serena pensò in quel preciso, terrificante istante che quello che le stava accadendo lo ricordava ma non riusciva a capire come fosse possibile, forse lo aveva visto in un film? Letto qualcosa del genere sul giornale o un racconto di un’amica? No, quell’orrore che stava vivendo lei lo aveva sognato tempo addietro, forse qualche anno prima, fu un incubo da cui sembrava non riuscisse a riemergere, ora cominciava a ricordare ma non potè pensare a lungo, doveva agire anche perchè non ricordava come finiva quell’incubo, ricordava solo di essersi svegliata in lacrime e madida di sudore ma ecco che la lama ancora sporca di sangue stava per raggiungerla di nuovo, lei la schivò prontamente e prese a fuggire dall’altra parte della cucina, l’assalitore la inseguì colpendola alla schiena, la camicetta si strappò e uno squarcio rosso le si aprì nella carne…ecco come finiva il suo incubo!
E se quello che sogni si avverasse?



Commenta questo articolo