I due Papi: Le nostre considerazioni sul film Netflix

I due Papi. Un film prodotto da Netflix incentrato su un lungo incontro tra il Papa Benedetto XVI (Anthony Hopkins) e il Cardinale Bergoglio, futuro Papa Francesco (Jonathan Pryce), due forti personalità così diverse per le loro convinzioni.

Da una parte un difensore della dottrina cattolica arroccato su solide certezze e dall’altra un uomo che sente che i fedeli chiedono cambiamenti sull’orientamento della Chiesa circa omosessualità, comunione ai divorziati risposati, collusione coi preti pedofili, ricchezza del clero e povertà del popolo. Un uomo lontano dal mondo reale e un uomo curioso e attento alle novità, abituato da tempo a stare sempre in contatto con gli ultimi che si affrontano in uno scontro verbale potente sulla visione della Chiesa, conservatrice dell’uno e progressista dell’altro.

Nei successivi incontri il regista Fernando Meirelles scava e mette in luce gli aspetti umani più nascosti di entrambi. L’animo tedesco si rivela nello studio serio del pianoforte e dei libri di teologia, mentre lo spirito argentino è tutto calcio, tango, e amore verso il prossimo. La loro conoscenza si approfondisce e nel corso del film e si riscoprono ad avere qualcosa in comune: il desiderio di ascoltare la voce di Dio.
Nasce così una straordinaria amicizia tra le mura della residenza papale a Castelgandolfo che porterà i due uomini ad aprirsi in una lunga confessione nella Cappella Sistina dove rivelano la loro fragilità da protagonisti degli scandali della Chiesa e di pagine storiche drammatiche, con la finale assoluzione reciproca.

Mescolando fatti veri e pura invenzione, il film accompagnerà lo spettatore verso le notissime dimissioni di Ratzinger e le elezioni successive di Bergoglio al soglio pontificio.

Di motivi per guardarlo ce ne sono molti: la ricostruzione storica di quegli eventi così eccezionali, il confronto su grandi temi umani e religiosi, il carisma dell’amicizia tra personaggi famosi in uno scenario fuori dal comune. E poi ci sono quelli ovvi quali la splendida recitazione, la fotografia, i costumi, la sceneggiatura e così via, ingredienti essenziali e che sono al top.

Di: Maria Rosaria D’Apice



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