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Il Codice Del Silenzio: Dal film Originale Netflix, la nostra Recensione

Il codice del Silenzio. L’attore Trevor Jackson è protagonista di questo “film denuncia” nei confronti di alcuni ambienti scolastici USA

  • Titolo Originale: Burning Sands
  • Anno: 2017
  • Genere: Drammatico
  • Durata: 1h 42m
  • Audio: Italiano
  • Distribuzione: Netflix

Ambientato in un college americano per neri, la pellicola, distribuita da Netflix, rappresenta una forte denuncia, nei confronti dei riti di iniziazione, a cui pare le matricole siano obbligate a sottoporsi, se desiderano accedere a una prestigiosa fratellanza studentesca. Il vantaggio tra l’altro, se si viene ammessi, non resta relegato al periodo scolastico, ma il legame tra gli appartenenti, col relativo obbligo di proteggersi a vicenda, prosegue anche nel mondo del lavoro. Questo spiega perché, tanti studenti, sono pronti a tutto, pur di ottenere una così importante spinta sociale.

Nel nostro caso, l’obiettivo tanto agognato è la Lambda Lambda Phi, confraternita che ha partorito numerosi personaggi di spicco, nell’ambito della comunità nera. Sottoporre gli aspiranti a prove piuttosto dure, pare sia una tradizione ormai consolidata, ma la Lambda esagera. E parecchio.



Protagonista del film è Zurich (interpretato da Trevor Jackson, che vedremo prossimamente impersonare il ruolo di Kevin LaCroix, nella seconda stagione della serie televisiva antologica American Crime Story), un ragazzo desideroso di migliorare la sua condizione sociale, e la Lambda rappresenta lo strumento migliore per tale scopo. Insieme ai suoi compagni, dovrà vivere la cosiddetta “Settimana Infernale”, ovvero sette giorni in cui affronteranno test, tanto fantasiosi quanto crudeli, atti esclusivamente a infliggere loro sofferenze e umiliazioni. La scusa propinata, è che la loro utilità consiste nel temprare il carattere e insegnare il rispetto.

Il tutto, sempre accompagnato da violente percosse da parte dei “fratelli maggiori”, che se la godono sadicamente. Una scena in particolare (le bastonate al sedere, mentre i novizi, piegati in due, chiedono al fustigatore se ne possono avere ancora) ne ricorda una simile, vista nella commedia Animal House, ma stavolta l’atmosfera è decisamente angosciosa, e viene invece evidenziata la forte sofferenza (non solo fisica), che si accetta di buon grado, nella prospettiva di vantaggi futuri.

Zurich ci tiene davvero a entrare nella Lambda, segnalato nientemeno che dal preside Richardson in persona, ma un giorno si reca da lui per riferirgli i soprusi, a cui devono sistematicamente soccombere. Gli spiega che non è più come in passato, e da quando i riti di iniziazione sono considerati illegali, la situazione è degenerata. Richardson lo rimprovera, e gli fa presente che altri prima di lui sono andati fino in fondo, e lo sprona, affermando che di certo il figlio sarebbe riuscito, là dove il padre (anche lui aspirava alla Lambda, ma si ritirò proprio alla fine) aveva fallito, e di considerare quella fase, come una sorta di sabbia infuocata (da cui il titolo originale Burning Sands), al di là della quale, la meta sarà finalmente raggiunta.

La prova più dura si presenta durante la “Notte Infernale”, l’ultima della settimana omonima. Tutti i membri della fratellanza sono presenti, mentre i candidati compiono il loro ingresso, con le teste rasate a zero. In un’atmosfera di tipo tribale, tra insulti e incitamenti carichi di rabbia repressa, l’escalation di degradazione personale (a mio parere non solo da parte delle vittime) e brutalità, si scatena con veemenza. L’insano intrattenimento procede inarrestabile, ma alla fine si perde il controllo, con conseguenze tragiche, e non è più possibile ormai, tornare indietro.

Vi lascio al commento finale…


Commento finale

Malgrado gli evidenti toni drammatici, e le scene piuttosto forti (la visione è giustamente vietata ai minori di anni 14), il film può essere considerato un documento utile, per testimoniare una realtà di cui si parla poco, pur essendo palesemente nota. Si riflette sull’organizzazione delle confraternite, il loro presunto valore, e se certe pratiche servono davvero a preservarlo o, al contrario, lo avviliscono, mettendo in seria discussione, il loro protrarsi per le generazioni a venire.

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