La Casa di Carta: Dalla serie Originale Netflix, la Recensione

Intensa serie drammatica confezionata in Spagna, dove i colpi di scena si susseguono incessantemente

  • Titolo Originale: La Casa de Papel
  • Titolo Internazionale: Money Heist
  • Anno: 2017
  • Formato: Serie Tv
  • Genere: Thriller, Drammatico
  • Stagioni: 1
  • Episodi: 13
  • Durata: 41-55 min.
  • Audio: Italiano
  • Distribuzione: Netflix

Otto persone vengono reclutate, per una rapina estremamente ambiziosa: rubare 2400 milioni di euro, dalla zecca nazionale di Madrid. La selezione è stata svolta non solo, in base alle competenze specifiche di ciascuno, ma tenendo conto soprattutto della loro condizione sociale. In pratica, si tratta di individui che, per varie ragioni, non hanno nulla da perdere. L’ideatore di questa impresa è un giovane adulto, conosciuto solo come Il Professore.

A ciascun componente della banda, viene dato il nome di una città. È tassativo infatti, che le identità di ognuno restino segrete, inoltre è severamente proibito, instaurare tra loro relazioni sentimentali. Hanno cinque mesi di tempo per studiare il piano, e prepararsi adeguatamente, con tutte le simulazioni necessarie. Anche se a volte la convivenza diventa difficile, il pensiero di un bottino così ricco, è sufficiente per riportarli all’autocontrollo.

Con un ingegnoso espediente, riescono a entrare nella zecca, eludendo i controlli dei metal detector. Nel momento in cui gli occupanti all’interno vengono presi in ostaggio, il capo del gruppo, noto come Berlino, ci tiene a instaurare una certa empatia con ognuno di loro, specificando subito che non intendono recare alcun male. È ciò che di solito dicono tutti i rapinatori, ma i suoi modi sono sempre garbati, è in grado di interagire con grande educazione e rispetto, così da riuscire a guadagnarsi una certa credibilità.



Ma qualcosa non va come previsto. Il professore aveva espresso chiaramente, di evitare spargimenti di sangue, ma, all’arrivo della polizia, poco importa se tale circostanza era perfettamente prevista nello schema generale. Il panico prende il sopravvento, con conseguenze così spiacevoli, da lasciare gli ostaggi in preda al terrore. Un imprevisto che, tuttavia, non ferma l’operazione. Nella zecca c’è anche una scolaresca di adolescenti e, fra questi, una ragazza, che per i banditi riveste particolare importanza.

La polizia prende le dovute contromisure, e invia sul posto, come negoziatore, l’ispettore Raquel Murillo, una donna con problemi di natura sia personale, che professionale. Molto ostile nei confronti dei Servizi Segreti e dei Reparti Speciali, considerati una misura eccessiva, che potrebbe compromettere il buon esito delle trattative. Malgrado l’evidente stress, è in grado di imporsi in maniera decisa e determinata, ma in alcuni casi sarà costretta a mostrarsi tollerante.

Un abile stratagemma verrà adottato, per impedire alle forze di polizia, di individuare con esattezza i criminali, e decisamente geniale è il modo in cui si intendono prelevare i 2400 milioni di euro. Nel frattempo si instaura un rapporto tra rapinatori e ostaggi, tanto che questi ultimi, arrivano a confidare aspetti piuttosto delicati, della loro vita privata. Diversi contrasti invece, sorgono tra gli otto prescelti, e il rischio di compromettere l’intera operazione, aleggia costantemente.

La protagonista è una ragazza soprannominata Tokyo, ricercata per aver ucciso un agente di polizia, in una precedente rapina. Decisamente emotiva, mossa più dall’istinto che dalla ragione, creerà non pochi problemi al resto della squadra e al Professore, col quale il primo incontro è stato alquanto singolare. Non accetta di vivere una vita ordinaria e, per scongiurare una tale evenienza, è disposta a tutto. È sua la voce narrante che commenta i diversi scenari, senza disdegnare un certo humor nero.

Commento finale

In ciascun episodio, le fasi di preparazione si alternano al colpo vero e proprio, permettendo di conoscere, in modo graduale, passato e carattere di ciascun personaggio. In questi momenti tra l’altro, si approfondisce l’aspetto tecnico e organizzativo, apprezzando i ragionamenti elaborati dal Professore. Alcune idee utilizzate nella serie, ricordano molto “Le Iene” di Quentin Tarantino e “Inside Man” di Spike Lee, ma la produzione resta comunque interessante, per le numerose sorprese che riserva.



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