Rimetti a noi i nostri debiti: Spoiler

Quante volte recitando il Padre Nostro avrete ripetuto un po’ a memoria la frase “Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori”

Rimetti a Noi i Nostri Debiti

Ecco quella frase solo nella sua completezza ha un significato ben preciso: come noi perdoneremo agli uomini le loro colpe così Dio ci perdonerà le nostre.

ATTENZIONE SPOILER

Cosa succede ad un debitore nella vita di tutti i giorni? E’ quanto viene raccontato nel primo film italiano originale Netflix. Il debitore chiede un prestito per pagare il primo debito, che magari ha contratto per comprarsi una macchina, pagare le spese mediche o perché non riesce a pagare l’affitto e ha perso il lavoro. Proprio nell’ultima categoria ricade il protagonista del film, Guido, interpretato da Claudio Santamaria. Guido è un ex tecnico informatico che dopo il fallimento della ditta trova un lavoro precario da magazziniere, ma viene licenziato in tronco e non è più in grado di pagare l’affitto né di restituire un prestito alla banca. Gli unici aspetti positivi sono la presenza di un amico, un anziano professore che usa un tavolo da biliardo per ricostruire le sue teorie sul modello politico ed economico europeo e mondiale che stritola i più piccoli e la nuova conoscenza di una ragazza straniera che sostituisce per pochi giorni il proprietario del bar dove Guido si ferma a bere whisky.



Come pensa Guido di “rimettere i suoi debiti”?

Si offre di lavorare gratis per la sua finanziaria che compra i debiti insoluti, come il suo, delle banche. Il suo maestro sarà Franco, interpretato da Marco Giallini, che si mostra cinico e spietato. Come atteso, Guido fatica un po’ all’inizio ad entrare nel ruolo, ma prende coraggio quando scopre che le persone da umiliare sono ricchi furbetti che non vogliono pagare. Le vere anime di Guido e Franco si sveleranno quando i debitori sarà povera gente che hanno contratto debiti per necessità. Appariranno come uomini con le loro debolezze, e finiranno per assomigliarsi più di quanto possa sembrare in apparenza, fino a contaminarsi a vicenda.

Sullo sfondo, una Roma non sempre messa a fuoco nell’ottima fotografia, se non riconoscibile in un cimitero o in una chiesa, luoghi centrali in molte scene del film. Piacevole la colonna sonora.



 

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