Il Rituale: Recensione (Originale Netflix)

Horror claustrofobico, dove una gita nei boschi della Scandinavia, si trasforma in un incontro, con una tradizione feroce e ancestrale.

  • Titolo Originale: The Ritual
  • Anno: 2017
  • Genere: Horror
  • Durata: 1h 34m
  • Audio: Italiano
  • Distribuzione: Netflix

Cinque trentenni inglesi, Rob, Phil, Dom, Hutch e Luke, durante una bevuta in un pub, decidono, dopo aver valutato varie opzioni, di recarsi nel nord della Svezia, per dedicarsi al trekking, nella zona chiamata il Sentiero del Re. Usciti dal locale, uno di loro, Luke, non ancora appagato, va a comprare alcolici in un supermercato, e Rob gli fa compagnia. Un evento imprevisto, verificatosi al suo interno però, provocherà la tragica e violenta morte di Rob.

Sei mesi dopo, l’escursione ha comunque luogo, e in quell’occasione viene commemorato, a modo loro, il ricordo dell’amico scomparso. Durante la scarpinata tuttavia, Dom è vittima di un infortunio, destinato a peggiorare inesorabilmente. Procedendo per il percorso stabilito, troveranno il cadavere di un cervo, macellato e posizionato in modi decisamente inusuali. A peggiorare la situazione, imperversa un tremendo temporale, che li costringe a cercare urgentemente un riparo.



Dopo aver notato un’indecifrabile iscrizione, incisa su di un albero, finalmente trovano una baita abbandonata (almeno in apparenza). Al suo interno trovano gli stessi simboli visti in precedenza, mentre in soffitta c’è una strana scultura in legno, la cui forma evoca vagamente un busto umano. La nottata trascorsa al suo interno, non sarà affatto piacevole. Incubi spaventosi infatti, tormenteranno il loro sonno. Luke invece, svegliandosi di soprassalto, correrà verso l’esterno, dove rivivrà la disgrazia accaduta a Rob. In seguito, si accorgerà di avere delle inspiegabili ferite sul petto.

Tornato all’interno del rifugio, scoprirà Phil in posizione di preghiera, dinanzi al simulacro trovato in soffitta. Quando l’amico torna in sé però, non sa assolutamente spiegarsi, la ragione di tale comportamento. Presi dal panico, s’incamminano frettolosamente, per raggiungere quanto prima il centro abitato. In questo frangente, scopriranno una tenda da campeggio, in buona parte sotterrata, al cui interno è custodita la foto di una famiglia (i possibili occupanti), e documenti che risalgono al 1984.

Proseguendo, Luke scorge una strana creatura, ma non riesce a distinguerla chiaramente. A un certo punto, considerate le condizioni critiche di Dom, decidono di fermarsi per la notte. La permanenza in quei boschi però, si rivelerà una pessima scelta. Uno alla volta, ciascuno di loro, sparirà misteriosamente, per poi essere ritrovato nelle stesse condizioni, del cervo incontrato inizialmente. L’unico superstite è Luke, che ben presto ne apprenderà la ragione.

Scoprirà che le improvvise ferite apparse sul suo petto, lo rendono un prescelto, e verrà a conoscenza dei parametri in base ai quali, è stato considerato tale. Una creatura mostruosa esiste davvero, ma a sconcertare maggiormente, sono le sue origini di natura divina. Le morti dei suoi amici, hanno una funzione ben precisa, grazie alle quali questo essere spaventoso, diventa propenso a concedere particolari benefici. Luke si ritroverà così, a dover prendere una difficile decisione.

Commento finale

Tratto dall’omonimo romanzo di Adam Nevill e distribuito da Netflix qui in Italia, a partire dal 9 febbraio, la pellicola non indugia particolarmente, su scenari sanguinosi e truculenti, i quali, sia pur presenti, sono comunque ridotti all’essenziale. A sostenere maggiormente la pellicola, è il progressivo crescendo di tensione, a cui i personaggi vengono sottoposti, portando alla luce vecchie incomprensioni, mai davvero chiarite, che contribuiscono a corroborare, il loro senso di angoscia e smarrimento.



Commenta questo articolo