Antonella Vicari e il suo mondo della letteratura disegnata

Illustre esponente della Scuola Salernitana Antonella cosa ricordi dei tuoi esordi?

Circa 10 anni fa ho conosciuto i componenti della “scuola grafica salernitana” e grazie a loro ho potuto avere i primi contatti lavorativi, ho collaborato con alcune case editrici quali la Dardo, con la quale ho esordito come matitista su alcuni albi di Gordon Link. Qualche anno dopo, ho avuto la fortuna e la possibilità di entrare in contatto con Antonio Serra proprio nel periodo in cui alla Bonelli cercavano disegnatrici per un nuovo personaggio tutto al femminile, Legs Weaver. Dopo le prove di rito, sono entrata a far parte dello staff della Sergio Bonelli Editore con cui collaboro tuttora.

Cosa rappresenta per te il fumetto?

Ho sempre letto fin da adolescente e i fumetti ne hanno fatto sempre parte. Il mondo della “letteratura disegnata” o graphic novel, è talmente variegato che non si può racchiudere in un solo pensiero. Da piccola divoravo Topolino e Paperino, poi crescendo sono passata a racconti per immagini di tanti autori che sono vera poesia, paragonabili tranquillamente al cinema o alla letteratura. Non sono una gran lettrice di manga, gli unici che mi piacciono sono quelli di Jiro Taniguchi o quelli pubblicati da Kappa edizioni collana Manga San e simili.

Quali sono i tuoi strumenti del mestiere?

Al momento lavoro in maniera tradizionale e cioè, a differenza di alcuni colleghi che sono passati al digitale con le tavolette grafiche, uso ancora carta, matita e inchiostro, anche se posseggo una tavoletta wacom che uso per illustrazioni al solo uso e divertimento personale, ma più in là vedremo.

 

Il tuo rapporto con Legs: credi che in quanto donna hai avuto una visione differente nel rapportarti con questo personaggio? C’è qualche tua aspetto che rivedi di te in Legs?

Per quanto mi riguarda, è chiaro che ci si può identificare un po’ di più se si disegnano le avventure di un’eroina, probabilmente, una disegnatrice presta meno attenzione a scollature e pose un po’ esagerate rispetto ai colleghi maschi, evidenziandone più caratteristiche caratteriali e forse dandone un’immagine più umana; ma questo è un mio pensiero. L’unico aspetto che lontanamente rivedo in Legs, dato che non sono né sportiva né muscolosa, è la voglia di alleggerire situazioni, il suo lato un po’ scanzonato.

C’è fra i tuoi colleghi chi si muove verso l’autoproduzione e il mercato estero, anche tu ci stai pensando?

Autoproduzione no, riguardo al mercato estero sono molto impegnata in Bonelli e va bene così.


Come immagini il fumetto in futuro? Carta o digitale?

Ma credo che il fumetto cartaceo seguirà un pola sorte del libro, cioè al momento è tutto un divenire, siamo in un momento di passaggio. Da dire però, che il fumetto digitale è molto affascinante per i colori che risaltano sul display e per il tipo di lettura che diventa quasi animata.

 

Un consiglio per chi vuole intraprendere questa carriera?

Mah, credo che il consiglio è sempre quello che vale un po per tutte le passioni, armarsi di volontà ferrea, disegnare tanto, crederci e affidarsi un po anche al casomeglio se fortunato.

In cosa ti vedremo impegnata nei prossimi mesi?

Al momento sto inchiostrando Agenzia alfa per le matite di M. Resinanti e poi sempre inchiostrazione di un albo di Nathan Never che uscirà lanno prossimo, credo. Ho terminato una mini storia su May&Branko.

Vuoi ringraziare, salutare qualcuno?

Ringrazio voi per questa chiacchierata e tutti i lettori.

Antonella Vicari è stata così gentile da regalarci uno sketch della nostra mascotte Mira. Altre versioni di Mira sono visibili qui.

 

Veronica Lisotti: Google+

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