Ares:”Sono un artigiano del fumetto”

3

Benvenuto ad Ares, fumettista e illustratore, oggi ospite a CartoonMag!

Ciao e grazie a te per lo spazio che mi concedi.

Ti chiedo come ti sei avvicinato al mondo del fumetto e che ruolo riveste nella tua vita?

I fumetti mi hanno sempre affascinato fin da piccolo, come lettore inizialmente, e la passione per il disegno credo di avercela sempre avuta. Poterla trasformare anche in un lavoro, in seguito, credo sia la realizzazione di un sogno. Mi sono avvicinato a questa professione grazie all’aiuto di un amico d’infanzia che, un bel giorno, mi chiese di aiutarlo a ripassare i suoi disegni a matita. Da lui ho imparato molto e gli sono davvero grato, sia per la pazienza avuta nei miei confronti, che per i numerosi consigli avuti in tanti anni, ma soprattutto sui trucchi del mestiere. Nella mia vita quella del fumettista riveste un ruolo di autentico artigiano, visto che nel mio caso faccio ancora tutto a mano.

1
Puoi parlarci di come nasce Ethel e qual è la tua immagine di donna che vuoi trasmettere?

Il nome di Ethel è tratto da un testo di un brano dei Genesis (I KNOW WHAT I LIKE – Selling England By The Pound  1973), gruppo che adoro come tutta la musica progressive di quegli anni. Nasce nel 2008 quando ho deciso di “adottarla” come protagonista di brevi storie erotiche, ironiche e allo stesso tempo piene di glamour per le riviste specializzate in questo settore di nicchia.
Quali sono i tuoi strumenti del mestiere?

Uso ancora i materiali consueti di un tempo (carta, matita, gomma pane, china e pennelli), che mi consentono di avere ancora oggi la stessa sensazione che provavo quando disegnavo a scuola. Inoltre, per i colori, utilizzo gli acquerelli che adoro moltissimo.

Come nasce la tua passione per la pittura?

Da quando, all’età di quindici anni, un amico di famiglia che si dilettava a dipingere, mi insegnò la tecnica del colore a olio. Mi è piaciuto subito, nonostante le difficoltà iniziali a reperire i colori e le costose tele. In quasi trent’anni ho dipinto molte tele, con varie tecniche e stili e credo di non aver mai perduto quella passione iniziale di quando inizi a dipingere.
Come descriveresti il tuo stile?

Lo stile si evolve continuamente, soprattutto quando, all’inizio, ne cerchi uno tuo ispirandoti agli autori che prediligi. Posso dire che attualmente la “linea chiara” è lo stile che adotto nei fumetti a colori, visto che ti impone di non appesantire con troppi neri la tavola. Cerco di essere sempre molto dettagliato quando disegno le vignette, spesso copiando dalle foto, perché è un modo per imparare a vedere le cose e immagazzinarle nella memoria visiva. Un comune paio di scarpe da ginnastica lo sanno tutti com’è fatto, ma pochi riescono a disegnarle a memoria. Ecco perché preferisco guardare alla realtà, che ti da sempre tutte le risposte che cerchi.

2
Che rapporto hai con il web e la tecnologia?

Non sono un frequentatore assiduo del web, a parte rari casi nei quali lo utilizzo per documentarmi su certe foto per il mio lavoro. Per quanto riguarda la tecnologia, uso a malapena Photoshop ma solo per le scansioni delle tavole e delle illustrazioni, pertanto mi ritengo ancora legato al passato sulla realizzazione manuale dei disegni.
In che cosa ti vedremo impegnato nei prossimi mesi?

Al momento sono in stand-by, per il semplice motivo che finché non trovo una casa editrice disposta a garantirmi un minimo compenso per il mio lavoro, preferisco dedicarmi ad altro.
Vuoi ringraziare o salutare qualcuno?

Grazie a te per l’intervista 😉 Ciao a tutti!

Questo è il mio blog: arescomics.blogspot.com/

Intervista di Veronica Lisotti

Anche Ares ha regalato a cartoonMag una propria versione della nostra mascotte Mira. Grazie ad Ares.

Ares

Commenta questo articolo