Bruno Olivieri: ecco come il fumetto giunse a me

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Bruno Olivieri è con noi su cartoonMag, grazie Bruno. Sceneggiatore, disegnatore e colorista oggi a cosa di queste professioni ti senti più affezionato?


Senza dubbio a quella di disegnatore in generale e in particolare quando riesco anche ed essere autore delle mie storie. Negli ultimi tempi mi riesce sempre più difficile, perché sono per lo più impegnato in progetti nei quali la mia mansione di autore non è prevista. Ma sono molto contento anche così.

Come giungi nel mondo del fumetto?


Mah, direi che probabilmente è stato il mondo del fumetto a giungere a me. Fin dall’adolescenza (e, data la mia età, il ricordo si perde quindi nella notte dei tempi), quando i miei genitori mi abbonarono al “Giornalino” la storica rivista delle edizioni S.Paolo. Per me, che già dimostravo di essere incline al disegno, scoprire che tramite quel mezzo di espressione fosse possibile raccontare delle belle storie è stato come un colpo di fulmine e l’idea di poter un giorno esercitare il mestiere di fumettista non mi ha mai abbandonato, nonostante nel frattempo abbia dovuto intraprendere le più svariate esperienze lavorative, prima di poter raggiungere il mio obiettivo.
Adesso che collaboro proprio per “Il Giornalino”, potete immaginarvi quale motivo di orgoglio possa essere per me.

Leggi manga o fumetti?

I manga, fino a prova contraria, sono fumetti. Ma se la domanda riguarda le mie preferenze tra i vari generi, rispondo che leggo molto poco i manga (quasi per nulla, direi) rispetto ai fumetti occidentali, tra i quali prediligo quelli europei in genere, pur non disdegnando quelli americani.

Non tutti sanno che sei anche speaker radiofonico, il Sig Bruno della Gaggetta, com’è questa esperienza?

Quella di speaker non la considero una professione, sebbene mi diverta a prestare la mia voce per la trasmissione della radio locale assieme ad altri amici. Fornire i contenuti come autore è il vero lavoro. Ma più che un lavoro, ripeto, si tratta di un vero e proprio piacere.

Nel tuo blog c’è una sezione dedicata alla satira, che rapporto hai con “lei”?

Un rapporto di amore e odio, direi. Amore perché allo stesso modo con il quale fin da ragazzo ho apprezzato i fumetti, mi hanno affascinato le vignette dei grandi autori che riempivano la storiche riviste di satira che uscivano a cavallo degli anni ’80 e sulle quali mi esercitavo riprendendone i tratti e emulandone i contenuti. Odio, perché al giorno d’oggi intraprendere questa carriera non è molto produttivo. I giornali pagano sempre meno e, come mi è capitato, anche a fronte di accordi economici ben precisi, a volte non pagano per nulla costringendoti in estenuanti procedure nel tentativo di recuperare il maltolto.

Dopo la tua esperienza come insegnante hai creato Teachers & co, cosa puoi dirci di questo progetto?

Teachers & co. è uno di quei progetti come autore dei quali parlavo, sui quali vorrei tornare a dedicarmi. E’ ispirato alle mie precedenti esperienze di insegnamento, dalle quali ho tratto molti spunti. Ma vi assicuro che, laddove non fosse a volte sconfortante, la realtà era molto più divertente della finzione.

Quali sono i passaggi per creare una tavola e gli strumenti che utilizzi?

I passaggi sono sempre quelli canonici, qualsiasi possano essere gli strumenti adoperati. Dopo la lettura della sceneggiatura, procedo con lo studio dei personaggi, la stesura delle matite e poi l’inchiostrazione. Dato che spesso aggiungo anche al lettering, passo le tavole al computer per provvedere. In genere lo faccio con un font personale che ho creato apposta.

Per quanto riguarda gli strumenti, dipende molto dal genere di storie che sto disegnando al momento. In passato ero più rigoroso nella scelta degli strumenti di lavoro e non mi discostavo mai da quel particolare tipo di carta, dal pennello o dal pennarello di quella determinata marca, ecc…

Oggi non bado più tanto a queste cose e mi piace molto sperimentare tra le innovazioni offerte dal mercato in materia di pennarelli (se ne trovano di molti tipi, dalle punte più o meno variegate) e carta. Pensate che la maggior parte delle vignette di satira (e non solo) che ho realizzato negli ultimi anni, le ho disegnate nella parte bianca delle buste della corrispondenza che mi arrivava per posta convenzionale. Particolarmente gradite erano le buste patinate di alcune brochure pubblicitarie, sulle quali alcuni pennarelli indelebili rendevano in modo particolare. Insomma: non si butta via nulla.
Attualmente sto scoprendo le insospettabili potenzialità offerte da alcuni programmi vettoriali, coi quali tramite tavoletta grafica è possibile realizzare cose che fino a poco tempo fa erano impensabili. Anche il mantenersi costantemente aggiornati sulle ultime novità è un buon strumento, in fondo.

Che rapporto hai con il web?

Ottimo, direi. Saranno quasi quindici anni che mi affido anche alle sue potenzialità per veicolare i miei progetti e gli sono grato perché ha dato un contributo importantissimo per la mia carriera. Anche il web in fondo è uno strumento e come tutti gli strumenti, se usato in modo corretto, non potrebbe che essere considerato un valido ausilio.

Di cosa ti occupi al momento?

Attualmente sto disegnando le storie a fumetti di “Watson” il piccolo investigatore di Beppe Ramello, del quale negli anni passati illustrai alcuni racconti e le storie dell’ Elefatino Paky, scritte da Fabrizio Lo Bianco. In entrambi i casi per “Il Giornalino”. Tra piccoli investigatori e elefanti, di tanto in tanto riesco a mettere mano alle strisce di Julius il piccione, per il quale è in corso un progetto di App per I Phone e altri gadgets. Inoltre sono anche impegnato in alcuni progetti di animazione dei quali, al momento, non posso dire di più.

Un saluto o ringraziamento?

Beh, credo che a questo punto siamo arrivati ai saluti. Se poteste vedermi mentre faccio ciao con la mano, sarebbe il massimo. Ma dato che mi state leggendo non mi resta che ringraziarvi, salutarvi e fare un milione di in bocca al lupo per “CartoonMag” sito sul fumetto a tutto tondo. Di quelli che non potrebbero mai mancare nella vostra lista dei preferiti!

Ecco la simpaticissima versione della nostra mascotte Mira che Bruno Olivieri ci ha gentilmente donato.

Per visionare le altre versioni cliccare qui.

Veronica Lisotti:Google+

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