Casinò da paura: quando il cinema horror siede al tavolo verde

L’industria cinematografica ha da sempre dedicato una particolare attenzione al mondo dei casinò e alcune delle pellicole di maggior successo degli ultimi anni hanno avuto come sfondo sale da gioco, roulette e croupier.

Basti pensare al pluricelebrato Casinò di Martin Scorsese, al più recente Una Notte da Leoni di Todd Phillips e al più datato ma sempre attuale e gustosissimo Crimen di Mario Camerini. Pellicole campioni di incassi che hanno scritto pagine memorabili della cinematografia internazionale.

Commedie e drammi polizieschi hanno sfruttato ampiamente le luminose e accattivanti atmosfere di Las Vegas, Montecarlo e altri famosi casinò in giro per il mondo e anche l’horror, a modo suo, ne ha tratto ispirazione creando un filone interessante per i cinefili con un certo debole per il tavolo verde.
Non è del resto un caso che alcuni casinò online abbiano scelto di dare uno sfondo horror ad alcune delle loro slot tributando così un omaggio a questo genere cinematografico che spesso ha voluto utilizzare il tema del gioco come fonte di ispirazione. Uno dei lungometraggi più fortunati sotto questo punto di vista è il post-apocalittico Remains del 2011 di Colin Theys con Miko Hughes, Lance Harris e Grant Browler.

La pellicola è basata sull’omonimo fumetto di Steven Nile. La trama molto semplice ed efficace immagina un mondo devastato da una guerra nucleare ed infestato da zombi. Un gruppo di dipendenti di un immaginario casinò di Reno in Nevada si ripara all’interno della loro ex struttura lavorativa per prepararsi all’incombere delle masse di non morti. Un survival horror canonico con alcuni momenti intensi e sparatorie di massa che accontenteranno i nostalgici di Romero e i fanatici della saga di Resident Evil.

A proposito del fortunato videogioco della Capcom vale la pena citare in questo contesto il terzo capitolo della sua trasposizione cinematografica, Resident Evil: Extinction, diretto da Russell Mulcahy con Milla Jovovich, Oder Fehr e Iain Glen. In questo film del 2011 la cornice che accompagna la più classica battaglia campale tra zombi e sopravvissuti è Las Vegas. Sfruttando la stessa location sempre nel 2011 uscì anche un altro horror a tema casinò, Fright Night – Il vampiro della porta accanto. Questo film girato da Craig Gillespie è un non certo fortunatissimo remake del più famoso Ammazza Vampiri (Fright Night) di Tom Holland del 1985 e si concentra su un vampiro (interpretato da Colin Farrell) che si trasferisce nella casa accanto del protagonista principale Charlie (interpretato da Anton Viktorovich Yelchin) stravolgendone di fatto la vita.

Il tema del gioco e lo sfondo della “città del peccato” sono le uniche note innovative di un remake che ha lasciato con l’amaro in bocca i fan della versione originale. Un gusto decisamente amaro che assaporano ormai praticamente tutti quei giovani che a cavallo tra anni ’80 e ’90 vissero l’epoca d’oro dell’horror e che oggi sono costretti a sorbirsi film che giocano tutto sul jump scare (il balzo di paura) puntando al botteghino piuttosto che scavare nelle paure più recondite dell’animo umano.

Altro film da aggiungere alla lista è Dead Man’s Hand di Charles Band uscito nelle sale nel 2007. In questo lungometraggio si seguirà la truculenta epopea di un gruppo di amici che si reca a Las Vegas per tentare la fortuna dopo che uno di loro si è ritrovato ad ereditare una cospicua eredità da uno zio defunto. Entrando nel fatiscente Mysteria Casinò la combriccola di adolescenti svampati scoprirà che l’edificio dove volevano divertirsi è infestato dalle anime dannate dei malavitosi uccisi nella stessa struttura. Un velato richiamo a Shining che tuttavia nonostante qualche sanguinosa scena interessante non riesce ad entusiasmare.

Di caratura decisamente superiore Tre passi nel delirio, film ad episodi del 1968 diretto da Federico Fellini, Louis Malle e Roger Vadim. In questo lungometraggio i produttori imposero ai registi di ispirarsi ai racconti dell’orrore di Edgar Allan Poe. Nello straordinario Toby Dammit di Fellini e nel discutibile Metzengerstein di Vadim non c’è traccia di fiches e roulette, l’unico episodio a tributare un omaggio al tavolo verde è di fatto quello di Louis Malle (intitolato William Wilson) dov’è possibile assistere ad una straordinaria sequenza di gioco tra Alain Delon e Brigitte Bardot. In questo episodio Delon interpreta un graduato dell’esercito austriaco che si ritrova a confrontarsi con il suo sosia. Il tema del doppio viene eviscerato con sequenze di rara eleganza e regalerà momenti di puro godimento non solo agli appassionati di horror ma agli amanti del cinema tout court.

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