Chiara Colagrande: ” Disegno su tutto e per sempre!”

Ciao Chiara è un piacere averti qui con noi. Ti definisci una Artosta e sei meglio conosciuta come Karicola, ma qual è la tua vera identità?

Ciao a tutti e un grazie infinite a te, Veronica, per avermi “pescata” sul web!. La mia identità…bella domanda!. Innanzitutto, il mio pseudonimo KARICOLA nasce come mix tra il mio nome e il mio cognome: Chiara Colagrande (classe ’84). Una sera, per poter creare il mio blog, mi sono trovata a dover cercare un soprannome che fondesse un po’ le mie plurime identità di disegnatrice, amante dei fumetti, mansueta “fatina” e sboccata donna-manager, oltre che blogger. Ecco com’è nato KARICOLA COMIX. La frase però che potrebbe riassumermi è “Sono una che disegnerebbe tutto su tutto…e sempre”.

Dopo la Scuola del fumetto di Pescara hai iniziato a collaborare con la Editcom di Roma sulla rivista Isa & Bea streghe. Di strada ne hai fatta parecchia, cosa puoi dirci a riguardo?

Posso dire che iniziare con il fumetto di Isa e Bea è stata l’opportunità migliore che potesse capitarmi: fumetto italiano amato dalle ragazzine e possibilità, per me, di crescere  facendo delle tavole (=pagine) e collaborando con un team come prima vera prova editoriale. Il massimo per una ragazza che inizia a lavorare in questo mondo! Ho sempre cercato di essere efficiente e utile per chi mi voleva come collaboratrice e questo mi ha ripagato perché ho avuto la possibilità di lavorare ogni anno (dal 2005/2006) e di arrivare a collaborare con editori come “Play Press srl”, con personaggi della Warner Bros, oppure con “Il Sole di Carta” che pubblica riviste su personaggi importanti come Heidi. Insomma: un sogno che si avvera!. Però è anche vero che la gavetta non finisco mai di farla!. Disegno da sette anni come professionista ormai, ma il lavoro del disegnatore è delicato perché è “più che precario”: quando decidi di farlo sai che un mese hai tanto lavoro, ma il mese dopo non è detto che ci sia. È un po’ un salto nel vuoto. Sono passata da fumettista a illustratrice con una facilità immensa e continuo a passare dall’uno all’altro ruolo senza fermarmi. Però la soddisfazione è enorme perché posso dire che di anno in anno guadagno sempre un pezzetto in più della mia strada. È bello vedere che qualcuno compra delle riviste in cui tu hai fatto dei disegni e sapere che alcuni bambini proveranno a disegnare quelle immagini che hai creato (lo facevo anch’io da piccola!). Non voglio fermarmi, ho mille idee per la testa quindi spero di continuare a procedere facendo ogni anno quei passi in più che ho fatto finora.

Ami la grafica e il web, quanto conta per te il supporto tecnologico per un disegnatore?

Per prima cosa un disegnatore deve avere una base, chiamiamola, “classica”, cioè deve poter conoscere tutte le tecniche di disegno tradizionali e disegnare, inchiostrare, colorare a MANO. POI può iniziare ad applicare ciò che ha imparato, utilizzando tutti i supporti tecnologici che più gli si addicono e che possono essere strumenti utili per chi lavora col disegno. Solo così potrà utilizzare computer, tavoletta grafica, ecc… al massimo delle loro potenzialità. Se non conosci la teoria, non puoi passare alla pratica!. Questo è ciò che penso io ed è anche un processo naturale che secondo me permette al disegnatore di non commettere errori che altrimenti i “colleghi” vedrebbero subito. Il disegno digitale, in alcuni casi e soprattutto negli ultimi anni, è l’unico mezzo che permette di rispondere ad alcune esigenze che il disegno “fatto a mano” non permette di soddisfare. La cartellonistica, la grafica, l’editoria, il web hanno bisogno che i disegnatori e i grafici utilizzino Photoshop, Illustrator, Indesign, After Effect, ecc…ma la differenza tra chi fa bene il proprio lavoro e chi invece si improvvisa disegnatore sta nella conoscenza e nell’umiltà di volersi migliorare. La cosa migliore è conoscere tutto, per poi utilizzare ogni mezzo al meglio. Non so se conoscete fumettisti come Carmine Di Giandomenico o Massimo Carnevale. Beh, loro sono due tra i migliori italiani in questo campo degli ultimi dieci anni. Sono dei mostri sacri che hanno fatto proprio questo passaggio: dal disegno “tradizionale” sono passati con nonchalance al disegno digitale e… caspita se l’ hanno fatto bene!!.

Esegui anche caricature su carta ma anche su magliette e lenzuola come nasce questa idea?

Per la precisione, disegno caricature su carta, ma realizzo anche disegni di tutti i tipi su stoffa. Mi rilassa, per questo lo faccio. L’idea delle caricature anche su magliette, invece, è legata più che altro ad un progetto avviato con il mio ragazzo, disegnatore anche lui, Fabrizio PLUC Di Nicola, nonché mio collega. Abbiamo deciso di aprire il sito www.caricatureapescara.it per diffondere l’idea della caricatura in tutte le occasioni (feste ed eventi) ma anche su  supporti diversi come maglie, mousepad, torte, soprattutto per la nostra città, Pescara. Una piccola città in cui le idee nuove possono fare la differenza.



Disegni anche alcuni albi relativi a personaggi della Warner Bros ma quali sono i tuoi pg preferiti?

MMM….. allora, qui devo fare una distinzione: i personaggi che preferisco disegnare e i personaggi che amo. Quelli che disegno per lavoro e che mi piace realizzare sono Heidi, Tom & Jerry, Titti, fate e principesse. I personaggi invece che hanno segnato la mia vita sin da piccola sono i personaggi Disney come Topolino, Ariel, Aladdin, ma adoro anche la nuovissima Rapunzel. Anche se rimangono fondamentali nella mia formazione i nipponici Pollon, Ranma ½  e Holly e Benji. Lo so, non ha molto senso, ma se pensate che da piccola adoravo Magnum P.I, intuirete che c’è poco da capire… -___-‘

Negli ultimi mesi hai iniziato a produrre il fumetto Io & la mia cognata, brevi sketch a sfondo comico che stanno avendo molto successo, sei soddisfatta di quest’opera?

SI! *__* Senza ombra di dubbio mi aiutano: mi fanno sfogare e mi permettono di avere regolarità nella realizzazione di una serie (che per me è un’impresa, a causa di scadenze e orari assurdi di lavoro!!). Mi fa piacere che stia facendo fare un sorriso ogni domenica a chi capita sul mio blog. Ma è anche una serie senza pretese: iniziata per ridere, disegnata in maniera semplificata e soprattutto utile a chi ci si rivede. Ogni ragazza che ha un’amica (non per forza una cognata) può darsi che si trovi ad aver vissuto quelle situazioni e decida di identificarsi più in Karicola (io) o in Gnella (mia cognata, quella col ciuffo castano sbarazzino). O magari nella cinica Ale (l’amica comparsa in “Io & mia cognata…#7”. Serve essenzialmente a far fare un  sorriso…e pare che ci stia riuscendo tra gli amici: anche mia “cognata” si scompiscia ogni domenica (si può dire si “scompiscia” in un’intervista? .__.).

Disegnare per te equivale a….?

Disegnare equivale alla soddisfazione di fare il lavoro dei propri sogni. È la ragione per cui mi sento fortunata e donna. Lavorare con ciò che più ami è come essere sempre in vacanza. Pensare a cosa devo disegnare oggi o cosa dovrò realizzare domani è parte di me e non si può pensare a Karicola senza pensare ad una matita e un foglio di carta. Sarebbe un po’ come pensare ad Antonella Clerici e non pensare a dei fornelli e un mestolo o pensare a Fabio Fazio e affiancargli idealmente la Bellucci al posto della Littizzetto. Impensabile!.

Cosa caratterizza il tuo tratto?

Il tratto che ho cercato di sviluppare negli anni è un mix di umoristico e manga, credo si veda. Come molti ragazzi, mi sono avvicinata al fumetto dapprima con Topolino e poi con le serie manga degli anni Novanta, quelle che uscivano in edicola e che venivano trasposte in anime e trasmesse ogni pomeriggio durante l’ora dei compiti (che per questo motivo slittavano tanto da costringermi a finirli di sera!!). Negli ultimi anni però cerco di vedere anche come alcuni americani semplificano delle figure, soprattutto quelle femminili, cercando di fare miei alcuni elementi. Alla base del disegno, in fin dei conti, c’è il copiare!. Diciamo che il massimo di sintesi a cui mi ispiro e che cerco di raggiungere sono gli stili della coppia Barbucci-Canepa e della francese Claire Wendling!.

 

Attualmente insegni all’Accademia del fumetto (PE), è un ottimo risultato raggiunto. Quali altri sogni hai nel cassetto ?

Il mio sogno vero è quello di fare un libro…uno di quelli venduti in libreria e che magari vendano anche su amazon. Diciamo che ci sto “lavorando” e che spero di poter dire un giorno “Ok, ora è tutto in pianura!”.


Al momento di cosa ti stai occupando? Hai qualche news per i lettori di cartoonmag?

Mi sto dedicando alla realizzazione di albi da edicola e buste-sorpresa per Il sole di Carta. Mentre per la serie “rimaniamo superstiziosi” posso solo dire che sto lavorando a due progetti da presentare al mercato francese con un paio di colleghi dell’ Accademia del fumetto.

Ti ringrazio Chiara, vuoi fare un saluto?

 Saluto tutti i ragazzi che vogliono fare questo lavoro e spero che, leggendo quest’intervista, possano prendere questa decisione con una carica in più!.

^__* in bocca al lupo!

 La simpaticissima Chiara Colagrande ha voluto fare un saluto personalizzato a tutti i lettori di Cartoonmag, grazie Chiara!!!.

httpv://youtu.be/syhiAjPv0rc

Veronica Lisotti: Google+

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