Chiara Colasanti: “Io e il fumetto? Non riuscirei ad immaginare la mia vita senza!”

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Prima domanda: chi è Chiara Colasanati?

Mi chiamo Chiara Colasanti, ho 24 anni e, come molti miei coetanei, sogno di entrare a far parte del mondo del fumetto.  Disegno da quando ho imparato a tenere in mano la matita e sono fondamentalmente un’autodidatta che prova a farsi strada, timidamente ma con tenacia. Parallelamente studio sceneggiatura alla Scuola Internazionale di Comics e frequento la facoltà di Architettura dell’università Sapienza.

Come e quando nasce la tua passione per il fumetto?

E’ una passione che mi accompagna da sempre, insieme a quella per il disegno. Si può dire che sono nate insieme e che l’una ha alimentato l’altra, ed è così tutt’ora. Mio padre è un affezionato lettore di albi Bonelli, perciò i fumetti sono stati una presenza costante in casa, ne sono sempre stata circondata.  Mi piace pensare che appassionarmi a mia volta fosse una cosa inevitabile.

Sei una lettrice di fumetti, manga? Hai generi o personaggi preferiti?

Amo leggere in modo viscerale, qualsiasi cosa riesca a trasmettermi curiosità e ad accendere il mio interesse, sia libri che fumetti. Per questo non ho un vero e proprio genere preferito; anzi, le cose che mi piacciono di più sono quelle che sfuggono alla rigida suddivisione in generi. Amo molto le storie intimiste, che parlano del quotidiano, senza troppi effetti speciali, nelle quali è forse più facile riconoscersi. Se devo scegliere un personaggio preferito, credo il Dylan Dog di Tiziano Sclavi, un po’ ingenuo e romantico, per tutto ciò che ha rappresentato per me nell’evoluzione del mio rapporto col fumetto.

Nel 2005 vinci il premio della giuria al Full Comics, raccontaci questa tua esperienza.

E’ stato in assoluto il primo concorso al quale ho partecipato. Avevo diciassette anni, provai ad inviare una tavola autoconclusiva quasi per gioco, non mi aspettavo minimamente di vincere un premio. Inutile dire che fui felicissima, soprattutto perché la giuria era composta da nomi del calibro di Laura Scarpa e Federico Memola.

Secondo posto nel concorso “Il tratto noir 2011”, cosa hai provato? Questo ti ha permesso di frequentare il corso di sceneggiatura presso la Scuola internazionale di Comics che tutt’ora frequenti, un’ottima occasione per crescere professionalmente. Cosa stai imparando?

Il Tratto Noir è stato per me un punto di svolta estremamente importante, perché mi ha permesso di frequentare il corso di sceneggiatura del fumetto sotto la guida di Lorenzo Bartoli. E’ stato il primo approccio con la scrittura in generale, nella quale non mi ero mai cimentata. Ricordo ancora il primo giorno di lezione. Subito dopo le presentazioni, Lorenzo ci chiese di scrivere un breve racconto in pochi minuti. Praticamente non ho avuto neanche il tempo di riordinare le idee che ho dovuto poggiare la penna sul foglio. Mi sono sentita catapultata in un mondo completamente nuovo e credo che, prima ancora di farmi crescere professionalmente, questa esperienza mi stia facendo crescere come persona, mi stia portando a compiere un lavoro di introspezione su di me, una sorta di auto-analisi. Parallelamente, la Scuola mi sta dando l’opportunità di conoscere persone che già lavorano professionalmente in questo settore, come Roberto Dal Prà, Giulio Antonio Gualtieri e Alessandro Bilotta, oltre che altri ragazzi con i miei stessi obiettivi.

Nel 2011 hai vinto un premio al concorso Bandiera Manga, categoria illustrazione in bianco e nero, cosa hai presentato?

E’ un’illustrazione dall’ambientazione un po’ fantasy, un po’ orientaleggiante.  Rappresenta la separazione di due gemelli e si intitola, appunto, “Gemini”. Forse è un’immagine triste, ma mi sento a mio agio con queste tematiche un po’ malinconiche. E poi nulla vieta che i due personaggi possano rincontrarsi.


Come definiresti la tua tecnica? Da cosa trai ispirazione per le tue opere?

Sono una che sperimenta moltissimo, sia perché mi piace, sia perché finora non ho avuto una vera e propria guida. Recentemente ho preso parte ad un workshop con il maestro Riccardo Federici, un’esperienza molto intensa e di cui farò tesoro. Vedere all’opera un professionista come lui, fa rendere conto dell’importanza del disegno dal vero, dell’osservazione, dello studio dei principi che regolano il corpo umano e il mondo. L’ispirazione segue sempre vie tutte sue: qualsiasi cosa in grado di far scattare una scintilla può diventare uno spunto. Soprattutto mi affascinano i dettagli, partire dal particolare per arrivare al generale.

Per un’artista emergente come te quali sono i punti di riferimento?

Avendo compiuto finora un percorso fondamentalmente autodidattico, ho sempre cercato di guardarmi intorno e trarre spunto da tutto, non solo dai fumetti. Mi lascio liberamente influenzare anche dall’arte e dall’architettura. Nell’ambito strettamente fumettistico, guardo molto Moebius, Taniguchi, Miyazaki.

Tu e il fumetto, com’è questo rapporto?

E’ un rapporto di assoluta dedizione e amore incondizionato. Ha influenzato profondamente la mia vita e tutto ciò che sono adesso e che desidero per il mio futuro. Non riesco proprio ad immaginare la mia vita senza il fumetto!.

Cosa ne pensi delle possibilità offerte dal web?

Credo che il web sia una risorsa fondamentale per chiunque voglia affacciarsi oggi in un mestiere come questo, anzi probabilmente è la nuova frontiera. Senza dubbio è una vetrina con un potenziale a scala mondiale, probabilmente anche più meritocratica. Annullare le distanze permette anche di entrare in contatto con professionisti già affermati e altrimenti irraggiungibili: qualcosa di davvero molto emozionante.

Al momento di cosa ti stai occupando?

Attualmente continuo a dividermi tra la penna e la matita: parallelamente al corso di sceneggiatura, sono impegnata come disegnatrice in un progetto di autoproduzione con un gruppo appena formatosi, i Faq Tales. Stiamo dando vita ad una raccolta di storie autoconclusive di ambientazione cyberpunk, che presenteremo in una delle prossime fiere. Per la maggior parte di noi è la prima esperienza, siamo animati dalla passione e da un pizzico di incoscienza!.

Sogni nel cassetto?

Se posso sognare in grande, ma veramente in grande, mi piacerebbe diventare un’autrice, cioè scrivere e disegnare storie solo mie; ma so bene che in questo campo è forse il sogno più difficile da realizzare. Comunque, se riuscissi a ritagliarmi uno spazio, anche piccolo, nel mondo del fumetto, potrei già ritenermi più che soddisfatta!.

Vuoi ringraziare o salutare qualcuno?

Ringrazio sia voi per l’intervista, sia tutti quelli che si sono presi la briga di leggere fin qui: il tempo è prezioso e pensare che qualcuno abbia impiegato il proprio leggendomi mi riempie di gratitudine. Per chi volesse seguirmi, lascio il link alla mia pagina su Deviant Art: http://ipernovaofmine.deviantart.com/

Chiara ci regala uno sketch di Mira molto interessante, grazie mille!!!


Questo ed altri sketch di Mira sono visibili qui

Veronica Lisotti:Google+

 

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